Il Tirreno

Grosseto

Maggioranza: pace fatta dopo lo scossone

Maggioranza: pace fatta dopo lo scossone

Il sindaco ha fissato il calendario fino alla fine del mandato, soddisfatti i firmatari del documento

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Si chiude il caso politico follonichese, la crisi di governo è rientrata ma gli animi sono sempre accesi. Tutti insieme di fronte alla stampa. Il sindaco Andrea Benini, il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca (Mdp), i consiglieri Francesco Aquino (Psi) e Ettore Chirici (Gente di Follonica), e il capogruppo Pd Francesca Stella. Insieme hanno voluto dimostrare la ritrovata unione d’intenti, sminuendo quanto accaduto, anche se le tracce dei malumori sono ancora evidenti. «Siamo a chiudere la vicenda di questi ultimi 15 giorni – dice Benini – un momento di discussione che ha provocato una scossa vera nel mio mandato. Devo dire che, come dissi 10 giorni fa, sono rimasto sorpreso dal tipo di uscita dei tre esponenti di maggioranza, soprattutto dal fatto che non essendo un raggruppamento politico strutturato, abbiano firmato un documento unitario che ha messo in discussione l’attività di governo. Non rinnego di essere rimasto sorpreso dal modo e dai temi affrontati: era in corso una discussione, e lo è ancora oggi, sulla fase più delicata e più importante del mandato, quella che porta poi alla scadenza elettorale. Dobbiamo ordinare le priorità da perseguire. Oggi da tutte le forze di maggioranza c’è la conferma della fiducia al sindaco, anche da parte degli assessori Alberto Aloisi (Psi) e Massimo Baldi (Gente di Follonica)».

Benini ribadisce di essere disponibile ad un confronto e intanto ha fissato già una serie di incontri con la sua maggioranza per definire il piano di fine mandato. Ha ceduto alle richieste dei tre dissidenti, programmando già le attività da qui ai prossimi mesi.

Dal canto loro Chirici, De Luca e Aquino, smorzano la questione, parlando di «normale discussione politica» e di «dietrologie» trovate anche dallo stesso Pd. «Purtroppo c’è l’abitudine alla lettura dietrologica – dice Chirici – è apparso strano che siamo stati in tre a firmare il documento, che altro non voleva che segnalare un disagio rispetto ad una discussione che era stata un po’ abbandonata. Discussione tardiva secondo me: dobbiamo decidere su quali obiettivi concentrarsi in questi mesi. È un aspetto fondamentale. Forse i “compagni” del Pd hanno sofferto di una sindrome da accerchiamento, ma il nostro era un ragionamento sull’amministrazione non su una parte della giunta».

«il linguaggio militaresco non mi piace – ribatte Stella – il Pd è una forza strutturata ha dato una risposta mettendo in chiaro una situazione, Non nego che corrisponde al vero che c’è un programma di fine mandato e che abbiamo fatto degli incontri prima di questo momento di stallo». (p.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa