Il Tirreno

Grosseto

Dal cimitero sparisce la tomba degli zii

di Giovanna Mezzana
Dal cimitero sparisce la tomba degli zii

Orbetello: odissea di un pensionato per ritrovare i resti dei congiunti. Dopo due anni, l’assessore Berardi risolve il giallo

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ORBETELLO. Va al cimitero per pregare sulla tomba degli zii e, con grande sorpresa, non la trova più. Ci sono voluti due anni di attesa, molta fatica e, alla fine, un pizzico di zelo dell’assessore Roberto Berardi per scoprire dove fossero finiti i resti dei congiunti. Questa è l’odissea di un pensionato di Grosseto.

«Ho le traveggole». È novembre 2015: Gian Piero Guerrini de Witt si reca con il figlio al camposanto di Orbetello dove riposano zio Giuseppe e zia Artemisia. Uniti nella vita, i coniugi condividono il sepolcro: il marito, morto alla fine degli Anni ’60, venne deposto con i resti della moglie scomparsa nel 1947. «Ebbi un attimo di smarrimento – racconta il pensionato – quando mi accorsi che la tomba non c’era e al suo posto c’era un altro defunto, con molta probabilità adagiato di recente». Oddio, come è possibile che gli zii siano spariti?

Il colloquio. «Cerco il custode – racconta de Witt – ma non lo trovo. Chiedo informazioni al Comune e riesco a scoprire da un colloquio con il responsabile dei servizi cimiteriali (Silvano Costantini) che la tomba è stata rimossa perché, dalla segnalazione del personale addetto al cimitero, risultava abbandonata e in cattivo stato di mantenimento». «È impossibile, dico io – continua – L’ultima visita agli zii risaliva a settembre e in quell’occasione avevo ripulito tutto, posato un vasetto di fiori finti e aggiustato il crocifisso di marmo che si era scollato dalla lapide».

Prima lettera. Passa il tempo, e – nonostante i solleciti della famiglia – non si viene a capo di nulla. È il 22 febbraio 2016 quando Guerrini de Witt scrive all’allora sindaca Monica Paffetti: nella comunicazione (inviata per conoscenza anche al responsabile del servizio Costantini) descrive «il fatto increscioso» e chiede «una giusta ed adeguata sepoltura alle salme». Tutto tace.

Seconda lettera. Nel frattempo, la giunta Paffetti finisce il suo mandato, degli zii Guerrini de Witt non ha saputo nulla e quindi scrive al (nuovo) sindaco Andrea Casamenti: è il 29 novembre 2016. Nella comunicazione al primo cittadino di Orbetello dettaglia: «Sono state rimosse le salme dei mie familiari da una tomba in buone condizioni, senza esserne portato a conoscenza».

Nuovo colloquio. La risposta non arriva e passano altri mesi. Il pensionato torna all’attacco, tempesta di telefonate gli uffici comunali e alla fine – è il 9 marzo 2017 – ottiene un appuntamento con l’assessore Berardi, che «mi disse – descrive Guerrini de Witt – “Troviamo una soluzione”». Il 13 marzo il pensionato invia all’assessore la documentazione (tra cui le missive ai sindaci) perché si possa ricostruire l’accaduto e risolvere la questione. Non succede nulla e, nei giorni scorsi, il pensionato ha deciso di raccontare la sua odissea al Tirreno: «Dopo due anni di attesa – sono le sue parole – io non so ancora dove siano i resti dei miei zii, se siano conservati in un’urna e, se lo sono, dove sia collocata questa cassettina. Io voglio che gli zii abbiano di nuovo la loro tomba nel cimitero di Orbetello, dove ci sono tante tombe conservate in uno stato peggiore di quanto potesse essere quella dei miei parenti».

Qui il responsabile. Contattiamo Costantini, che al telefono ci spiega che la tomba di Giuseppe Cappelletti e Artemisia Cappelletti de Witt è stata rimossa perché «c’era una certificazione del geometra addetto al servizio cimiteriale che documentava che era abbondata»; che c’è stata, di conseguenza, «un’ordinanza del sindaco» per la rimozione, che è rimasta pubblicata per un mese «all’albo pretorio, sul sito web del Comune e sulla tomba». E, soprattutto, che la norma «non prevede che si ricerchino e si contattino eventuali parenti». Costantini informa che «la famiglia si può rivolgere al cimitero per richiedere la “cassettina”, per ottenere la quale si dovrà attendere qualche giorno».

Mistero svelato. Serve aspettare ancora. E quindi contattiamo l’assessore Berardi. «Purtroppo – risponde Berardi – la vecchia amministrazione fece un procedimento di estumulazione, per altro, seguendo il protocollo previsto». Ma, insomma, i resti degli zii dove sono? «Temo nell’ossario» dice Berardi, che però vuole vederci chiaro. Ci saluta, passa una manciata di minuti e ci richiama: «Trovati – dice – Non sono nell’ossario, ma in una cassettina. La famiglia ora può richiederli». E per custodirli di nuovo in una tomba? «Non so se questo sarà possibile – conclude – ma vedremo». Giallo risolto.

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