Il dolore
Qualità della vita Una provincia da metà classifica
di Gabriele Baldanzi
Per Il Sole 24 Ore il territorio perde due punti rispetto al 2016. Crolla il parametro sicurezza
4 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO . Cifre in linea con l’anno passato. Un quadro senza infamia e senza lode. Grosseto resta a metà classifica nella graduatoria delle province italiane che Il Sole 24 Ore stila misurando la qualità della vita: 53° posto, per la Maremma, un passo indietro di due posizioni rispetto al 2016, di 23 nel confronto con due anni fa, di 37 se si riprendono in mano i dati del 2014, quando la provincia risultava al 16° posto della classifica generale. Una discesa che pare destinata a non arrestarsi. Settima posizione tra le dieci province toscane.
Due dettagli su come Il Sole 24 Ore mette a punto le sue misurazioni. La ricerca indaga e compara le province italiane attraverso dati statistici e sei ambiti di indagine: economici, anagrafici e sociali. Numeri forniti dall’Istituto Tagliacarne, dall’Istat, dall’Agenzia delle Entrate, da Bankitalia, dai Ministeri; e ancora da Abi, da Ispra e da società di rilevazione e osservatori privati.
Sulla fotografia di Grosseto pesano gli indicatori negativi riguardo a sicurezza e giustizia (80° posto), l’anzianità della popolazione (100° posto) e la scarsità delle nascite (98°), il basso numero di laureati (93°), il numero di start-up innovative ogni mille società di capitale (104° posto).
In sintesi: abbiamo una scarsa propensione all’innovazione, soffriamo la carenza di infrastrutture materiali e immateriali come la banda larga. Non siamo affatto messi bene quanto a furti nelle abitazioni, ma soprattutto abbiamo una giustizia lentissima con una quota rilevante (il 42%) di cause che superano i tre anni sul totale dei procedimenti pendenti.
Per la cronaca in testa balza Belluno, seguita da Aosta e Sondrio. Le città orgoglio della Toscana sono invece Siena (11ª) e Firenze (12ª), mentre Livorno occupa la 17ª posizione e Arezzo è al 21° posto. Seguono Prato al 38° e Pisa al 47°. Dietro Grosseto ci sono solo Lucca, Massa-Carrara e Pistoia.
Cultura e tempo libero. È il macroindicatore in cui la provincia di Grosseto, storicamente, fa segnare i risultati migliori. È così anche nel 2017. Maremma e Amiata occupano, come l’anno scorso, il quinto posto, per la presenza di bar e ristoranti: 809 ogni centomila abitanti, a fronte di una media nazionale di poco superiore a cinquecento. Bene anche il numero degli spettacoli organizzati in provincia di Grosseto (11ª posizione).
Giustizia e sicurezza. Il salto all’indietro, rispetto a un anno fa, è di quasi 50 posizioni: dalla 34ª del 2016 all’80ª del 2017. Per i furti in abitazioni la provincia di Grosseto è 77ª in classifica, con 418 furti ogni 100mila abitanti. Pochi, invece, i furti d’auto. La provincia è nella media nazionale per rapine, scippi e borseggi. Stanno prendendo campo, più che altrove, truffe e frodi informatiche. Lenti, come detto, i processi. La fonte è il ministero della Giustizia.
Ambiente e servizi. È l’ambito in cui la provincia di Grosseto progredisce di più rispetto all’anno scorso, anche se molti indicatori restano negativi. Basso, per esempio, il livello della spesa sociale pro capite per minori, anziani e disabili: solo 16,3 euro contro 41 della media nazionale. Siamo agli ultimi posti. La vicina Livorno è prima con 123 euro pro capite. Dalla tradizionale pagella annuale di Legambiente, fatta propria dal Sole, emerge anche un quadro poco edificante per quanto riguarda l’ecosistema urbano e il gradimento dei servizi ambientali in genere. Grosseto è all’85° posto. La provincia migliora invece per attenzione al consumo di suolo e popolazione coperta dalla banda larga (24,1 per cento). Curioso il 7° posto a livello nazionale per la presenza di sportelli bancomat e pos: addirittura 52 ogni mille abitanti.
Lavoro e innovazione. In questo macroindicatore, che vede la Maremma 44ª a livello nazionale, si registrano – proprio come l’anno passato – la migliore e la peggiore prestazione. C’è, infatti, un terzo posto per numero di imprese registrate ogni 100 abitanti (13,1), ma anche la 104ª posizione per la presenza di start-up innovative ogni mille imprese. Negativo anche l’export (87ª posizione). Il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia 15-29 anni) è invece incoraggiante: 8° posto dietro a sette città del nord industrializzato e felice.
Demografia e società. In tre parametri su sei siamo intorno al centesimo posto: numero di laureati ogni mille abitanti, indice di vecchiaia (cioè il rapporto over 64/under 14) e tasso di natalità, che risulta uno dei più bassi d’Italia. Un dato positivo viene considerato la bassa densità della popolazione: meno di 50 abitanti per kmq contro una media nazionale di 262 e il quinto posto nella classifica generale.
Ricchezza e consumi. La provincia di Grosseto è 60ª nel macroindicatore che misura portafoglio e capacità di spesa. Basso il pil pro capite (68ª posizione), elevato il numero di prodotti acquistati on line: 41 ordini ogni cento abitanti affidati all’e-commerce. Il resto è nella media, con piccole sfumature. I canoni di locazione costano in media 510 euro al mese (50° posto). I depositi bancari pro capite ammontano a 11.647 euro. Risultiamo ultimi in Toscana e dietro abbiamo solo le province di Sud e Isole. Valori che la dicono lunga su quali disponibilità abbiano le famiglie grossetane.
E a questo proposito diventa interessante anche l’indice della spesa media delle famiglie, che rappresenta il tenore di vita tout court: a Prato, che prima in graduatoria, per beni durevoli vengono investiti in media 3.109 euro all’anno; a Grosseto, che occupa il 60° posto, quasi mille euro in meno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due dettagli su come Il Sole 24 Ore mette a punto le sue misurazioni. La ricerca indaga e compara le province italiane attraverso dati statistici e sei ambiti di indagine: economici, anagrafici e sociali. Numeri forniti dall’Istituto Tagliacarne, dall’Istat, dall’Agenzia delle Entrate, da Bankitalia, dai Ministeri; e ancora da Abi, da Ispra e da società di rilevazione e osservatori privati.
Sulla fotografia di Grosseto pesano gli indicatori negativi riguardo a sicurezza e giustizia (80° posto), l’anzianità della popolazione (100° posto) e la scarsità delle nascite (98°), il basso numero di laureati (93°), il numero di start-up innovative ogni mille società di capitale (104° posto).
In sintesi: abbiamo una scarsa propensione all’innovazione, soffriamo la carenza di infrastrutture materiali e immateriali come la banda larga. Non siamo affatto messi bene quanto a furti nelle abitazioni, ma soprattutto abbiamo una giustizia lentissima con una quota rilevante (il 42%) di cause che superano i tre anni sul totale dei procedimenti pendenti.
Per la cronaca in testa balza Belluno, seguita da Aosta e Sondrio. Le città orgoglio della Toscana sono invece Siena (11ª) e Firenze (12ª), mentre Livorno occupa la 17ª posizione e Arezzo è al 21° posto. Seguono Prato al 38° e Pisa al 47°. Dietro Grosseto ci sono solo Lucca, Massa-Carrara e Pistoia.
Cultura e tempo libero. È il macroindicatore in cui la provincia di Grosseto, storicamente, fa segnare i risultati migliori. È così anche nel 2017. Maremma e Amiata occupano, come l’anno scorso, il quinto posto, per la presenza di bar e ristoranti: 809 ogni centomila abitanti, a fronte di una media nazionale di poco superiore a cinquecento. Bene anche il numero degli spettacoli organizzati in provincia di Grosseto (11ª posizione).
Giustizia e sicurezza. Il salto all’indietro, rispetto a un anno fa, è di quasi 50 posizioni: dalla 34ª del 2016 all’80ª del 2017. Per i furti in abitazioni la provincia di Grosseto è 77ª in classifica, con 418 furti ogni 100mila abitanti. Pochi, invece, i furti d’auto. La provincia è nella media nazionale per rapine, scippi e borseggi. Stanno prendendo campo, più che altrove, truffe e frodi informatiche. Lenti, come detto, i processi. La fonte è il ministero della Giustizia.
Ambiente e servizi. È l’ambito in cui la provincia di Grosseto progredisce di più rispetto all’anno scorso, anche se molti indicatori restano negativi. Basso, per esempio, il livello della spesa sociale pro capite per minori, anziani e disabili: solo 16,3 euro contro 41 della media nazionale. Siamo agli ultimi posti. La vicina Livorno è prima con 123 euro pro capite. Dalla tradizionale pagella annuale di Legambiente, fatta propria dal Sole, emerge anche un quadro poco edificante per quanto riguarda l’ecosistema urbano e il gradimento dei servizi ambientali in genere. Grosseto è all’85° posto. La provincia migliora invece per attenzione al consumo di suolo e popolazione coperta dalla banda larga (24,1 per cento). Curioso il 7° posto a livello nazionale per la presenza di sportelli bancomat e pos: addirittura 52 ogni mille abitanti.
Lavoro e innovazione. In questo macroindicatore, che vede la Maremma 44ª a livello nazionale, si registrano – proprio come l’anno passato – la migliore e la peggiore prestazione. C’è, infatti, un terzo posto per numero di imprese registrate ogni 100 abitanti (13,1), ma anche la 104ª posizione per la presenza di start-up innovative ogni mille imprese. Negativo anche l’export (87ª posizione). Il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia 15-29 anni) è invece incoraggiante: 8° posto dietro a sette città del nord industrializzato e felice.
Demografia e società. In tre parametri su sei siamo intorno al centesimo posto: numero di laureati ogni mille abitanti, indice di vecchiaia (cioè il rapporto over 64/under 14) e tasso di natalità, che risulta uno dei più bassi d’Italia. Un dato positivo viene considerato la bassa densità della popolazione: meno di 50 abitanti per kmq contro una media nazionale di 262 e il quinto posto nella classifica generale.
Ricchezza e consumi. La provincia di Grosseto è 60ª nel macroindicatore che misura portafoglio e capacità di spesa. Basso il pil pro capite (68ª posizione), elevato il numero di prodotti acquistati on line: 41 ordini ogni cento abitanti affidati all’e-commerce. Il resto è nella media, con piccole sfumature. I canoni di locazione costano in media 510 euro al mese (50° posto). I depositi bancari pro capite ammontano a 11.647 euro. Risultiamo ultimi in Toscana e dietro abbiamo solo le province di Sud e Isole. Valori che la dicono lunga su quali disponibilità abbiano le famiglie grossetane.
E a questo proposito diventa interessante anche l’indice della spesa media delle famiglie, che rappresenta il tenore di vita tout court: a Prato, che prima in graduatoria, per beni durevoli vengono investiti in media 3.109 euro all’anno; a Grosseto, che occupa il 60° posto, quasi mille euro in meno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
