Italia
Notte di follia in spiaggia Stabilimento nel mirino
di Paola Villani
A Follonica estintori, cabine e porte danneggiate. Bottiglie di alcolici ovunque La rabbia della titolare: «È la terza volta che succede. E non siamo gli unici»
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FOLLONICA. Notte folle sulla spiaggia di Follonica e i titolari dei Bagni Ausonia fanno l’ennesima conta dei danni.
Un estintore divelto poi gettato nei locali della direzione, listelli delle cabine rovinati, porte del bar e del ristorante rotte, chiavi in terra, listelli di legno sparsi ovunque sulla spiaggia. E poi bottiglie disseminate negli angoli della struttura. Così ieri mattina i proprietari dello stabilimento balneare delle Tre Palme hanno trovato la loro struttura, e non è la prima volta. «Di solito andiamo a controllare ogni giorno: domenica non c’eravamo e sono passata ieri. Siamo stanchi di questa situazione perché purtroppo capita spesso – racconta Maria Chiara Pierini dell’Ausonia – Da quando abbiamo chiuso a fine stagione questa è la terza volta che succede: prima di concludere definitivamente l’attività sono entrati nel bar e hanno portato via le bottiglie rimaste all’interno, la seconda volta ruppero delle porte, insomma ogni poco capita qualcosa del genere. È il sintomo di una situazione grave, non si tratta di semplici ragazzate: divertirsi a distruggere le proprietà altrui o la cosa pubblica non è normale. Il discorso sarebbe lungo in questo senso, ma è bene che la comunità inizi a ragionare su quello che può fare e quello che non ha fatto per educare le nuove generazioni». Ieri la titolare dello stabilimento è andata nuovamente a denunciare al comando dell’Arma quanto accaduto. Forse dopo una serata in centro il suo stabilimento è uno dei primi ad essere preso di mira, altrimenti i danneggiamenti continui sarebbero di difficile spiegazione. Le bottiglie di alcolici sparse per la spiaggia fanno presumere che si tratti di un gruppo di ragazzi. «Ma il nostro stabilimento non è l’unico ad essere visitato dai vandalismi – continua Pierini – Penso per esempio alla pineta di ponente, poco distante dal bagno. Anche lì di notte, durante il fine settimana, non mancano le scorribande e il giorno dopo si passa alla conta dei danni». Serve quindi un deterrente: maggiori controlli, telecamere, presidi, azioni che possano limitare queste cattive abitudini. «Oltre alle spese per i danni c’è la rabbia per certi comportamenti – continua l’imprenditrice – Non sappiamo come prevenirli, forse dobbiamo stare lì la notte durante il fine settimana? O mettere delle telecamere di vigilanza?». Una soluzione è quello che chiede l’imprenditrice per non trovare più spiacevoli sorprese nel corso dell’inverno.
Un estintore divelto poi gettato nei locali della direzione, listelli delle cabine rovinati, porte del bar e del ristorante rotte, chiavi in terra, listelli di legno sparsi ovunque sulla spiaggia. E poi bottiglie disseminate negli angoli della struttura. Così ieri mattina i proprietari dello stabilimento balneare delle Tre Palme hanno trovato la loro struttura, e non è la prima volta. «Di solito andiamo a controllare ogni giorno: domenica non c’eravamo e sono passata ieri. Siamo stanchi di questa situazione perché purtroppo capita spesso – racconta Maria Chiara Pierini dell’Ausonia – Da quando abbiamo chiuso a fine stagione questa è la terza volta che succede: prima di concludere definitivamente l’attività sono entrati nel bar e hanno portato via le bottiglie rimaste all’interno, la seconda volta ruppero delle porte, insomma ogni poco capita qualcosa del genere. È il sintomo di una situazione grave, non si tratta di semplici ragazzate: divertirsi a distruggere le proprietà altrui o la cosa pubblica non è normale. Il discorso sarebbe lungo in questo senso, ma è bene che la comunità inizi a ragionare su quello che può fare e quello che non ha fatto per educare le nuove generazioni». Ieri la titolare dello stabilimento è andata nuovamente a denunciare al comando dell’Arma quanto accaduto. Forse dopo una serata in centro il suo stabilimento è uno dei primi ad essere preso di mira, altrimenti i danneggiamenti continui sarebbero di difficile spiegazione. Le bottiglie di alcolici sparse per la spiaggia fanno presumere che si tratti di un gruppo di ragazzi. «Ma il nostro stabilimento non è l’unico ad essere visitato dai vandalismi – continua Pierini – Penso per esempio alla pineta di ponente, poco distante dal bagno. Anche lì di notte, durante il fine settimana, non mancano le scorribande e il giorno dopo si passa alla conta dei danni». Serve quindi un deterrente: maggiori controlli, telecamere, presidi, azioni che possano limitare queste cattive abitudini. «Oltre alle spese per i danni c’è la rabbia per certi comportamenti – continua l’imprenditrice – Non sappiamo come prevenirli, forse dobbiamo stare lì la notte durante il fine settimana? O mettere delle telecamere di vigilanza?». Una soluzione è quello che chiede l’imprenditrice per non trovare più spiacevoli sorprese nel corso dell’inverno.
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