Il Tirreno

Grosseto

Mario Salvestroni in tv «Così mi chiedeva soldi»

di Giovanna Mezzana
Mario Salvestroni in tv «Così mi chiedeva soldi»

L’ex presidente di Confindustria racconta ai microfoni dei giornalisti di “Report” la tentata truffa da parte di un ispettore di Mercedes ai danni della sua Silverstar  

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GROSSETO. Arriva in televisione, su “Report”, il divorzio tra l’ex presidente di Confindustria Grosseto Mario Salvestroni – che per venticinque anni ha venduto ai maremmani le vetture Mercedes Benz – e la grande casa automobilistica tedesca. Ma al centro del servizio giornalistico – mandato in onda ieri sera su Rai 3 – non c’è la revoca del marchio alla concessionaria grossetana, decisa dalla maison di Stoccarda nell’estate 2016. C’è piuttosto una vicenda, confusa ed intricata, nella quale la controparte di Salvestroni non è Mercedes, bensì il trait d’union tra il costruttore e il venditore: un ispettore. È il 12 febbraio 2015, circa un anno e mezzo prima della perdita della “royalty” da parte di Salvestroni, quando (l’allora) numero uno degli industriali maremmani presenta un esposto alla Procura di Grosseto portando alla luce un modus operandi di un ispettore Mercedes, per il quale la stessa casa madre si sentirà parte offesa. «Da lì sono partite le indagini dei carabinieri di Grosseto, condotte dall’Arma con grande competenza – dice Salvestroni – Si è arrivati a 17mila intercettazioni, alcune persino parecchio piccanti. E si è giunti ad una condanna». Contento? «No, sono solo amareggiato» dice l’imprenditore che ai microfoni dei giornalisti di Report ha raccontato la sua verità.

La denuncia. Grosseto, via Aurelia Nord, quartier generale di Silvestar, la società concessionaria del marchio Mercedes Benz che fa capo a Salvestroni. È giugno 2014. «Un mio collaboratore viene da me – racconta Salvestroni nell’anteprima del servizio lanciata sul sito web di Report – e mi dice che l’ispettore gli ha chiesto 3mila euro al mese e “un tanto” sulle vetture più importanti vendute». «Una stecca? » lo interrompe il giornalista Paolo Mondani. «Una stecca – conferma Salvestroni – Una mazzetta». Chi è l’ispettore? L’ispettore di una casa automobilistica è la figura di raccordo tra il costruttore e il rivenditore, tra Mercedes e Salvestroni, nel nostro caso. «Come presidente di Confindustria e presidente di una banca (Mps Capital Services Banca per le Imprese, ndr) – dichiara Salvestroni al Tirreno – non potevo lasciar correre. Ho denunciato il fatto che l’ispettore mi chiedeva soldi per rifornirci le auto».

Le indagini. L’esposto di Salvestroni stralcia il velo. Viene aperto un fascicolo. Il pubblico ministero di Grosseto si rende conto che dalle indagini e dalle intercettazioni emergono fatti precedenti a quello denunciato da Salvestroni a danni di concessionari Mercedes di Livorno: al centro ci sono sempre richieste di denaro a rivenditori Mercedes avanzate dallo stesso ispettore.

Il giudizio. Il fascicolo viene trasferito per competenza a Livorno. E il pubblico ministero labronico chiede il rinvio a giudizio dell’ispettore Mercedes per truffa aggravata: alla fine, arriviamo a luglio 2017, patteggerà. Nel processo penale Mercedes Italia, intanto, si era costituita parte civile.

«Io, deluso». Assistito da Carlo Valle, avvocato del Foro di Grosseto, Salvestroni ha ottenuto un primo importante risultato, ma l’amaro gli resta in bocca. «Quando si è vittima, non si è mai soddisfatti. Sono disgustato – dice l’ex presidente della Confindustria maremmana – Un marchio prestigioso come Mercedes, trattato in quel modo... L’ispettore è una figura importante, è l’unica interfaccia tra la casa madre e il concessionario, e ha un ruolo strategico perché contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del concessionario».

La calunnia. Non finisce qui. Salvestroni, nel frattempo, non solo è stato a lungo intercettato (ma ciò ha portato acqua al mulino della sua denuncia) ma si è preso anche una denuncia per calunnia: dall’ispettore e da Mercedes. Si tratta di un secondo “filone” che corre parallelo al fascicolo a carico dell’ispettore. E che dopo l’esposto presentato alla Procura di Grosseto dall’ex numero uno di Confindustria è spuntato a Roma, Il legale di Salvestroni, l’avvocato Valle, ha sollevato eccezione di incompetenza territoriale, il fascicolo è stato dunque trasferito a Grosseto dove il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione. La controparte ha fatto opposizione, ma il 7 novembre il Gip Marco Mezzaluna ha archiviato. Non era una calunnia.

Ed ora? Per Salvestroni non è ancora finita: tra Mercedes e l’imprenditore c’è ancora una causa civile in corso, al centro della quale c’è la revoca del marchio da parte della maison tedesca alla Silvestar, e con cui avanza «richiesta di reintegro – dice – e richiesta di risarcimento del danno».

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