Il dolore
Servizi non pagati, ora l’Asl batte cassa
di Giovanna Mezzana
In arrivo 13mila avvisi per prestazioni che non risultano saldate, molti riguardano anche le visite prenotate e non disdette
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GROSSETO. Occhio alla cassetta della posta: dalla Maremma all’Amiata, dalle Colline Metallifere alla Laguna di Orbetello, sono in arrivo 13mila avvisi; mittente, l’Azienda Usl Toscana Sud Est. Verranno spediti a chi tra il 2015 e il 2016 non ha pagato – magari solo per disattenzione – una visita sanitaria a cui si era sottoposto. O, per esempio, ha dimenticato di ritirare gli esami del sangue (perché il responso era subito giunto al medico di famiglia), o ha disdetto in ritardo un appuntamento che aveva preso con il cardiologo o con la ginecologa. State tranquilli, non è una sanzione, né un ordine perentorio di pagamento: qualora vi arrivasse, sappiate che si tratta, piuttosto, di un avviso “bonario”, cioè un sollecito a mettersi in regola o a dimostrare di esserlo già.
Campagna recupero. Le “buste” non contengono un’ingiunzione al debitore: l’azienda sanitaria non è l’Agenzia delle Entrate (e comunque anche il Fisco prima di sanzionare di solito, in tema di “sviste” relative Irpef per esempio, invia avvisi “bonari”). Si tratta piuttosto di una “campagna” di recupero crediti che l’”Aslona” è costretta – per norma – a mettere a segno. Tra Grosseto, Siena e Arezzo saranno spediti 50mila avvisi: circa il 26 per cento con destinazione il Grossetano, il 56% l’Aretino (28mila avvisi), il 19% per il Senese (9. 500 comunicazioni); l’Asl insomma va avanti nell’attività di recupero dei crediti che vanta (o crede di vantare) nei confronti dei cittadini.
Come funziona. I dati vengono estratti da una procedura informatica con il supporto dell’Ict di Estar; l’ufficio recupero crediti della Usl provvede a verificare le anomalie – errori o le inesattezze – e invia tali note di pagamento ai cittadini: lo fa attraverso un avviso bonario, non soggetto a notifica, che lo invita al saldo.
E se l’Asl sbaglia? Il cittadino può anche riscontrare un errore nella comunicazione dell’Asl; in questo caso può segnalare quanto riscontrato inviando un fax o scrivendo un’email: nella busta c’è un modulo ad hoc. Nel caso in cui il cittadino abbia ricevuto un’errata richiesta di pagamento e abbia pagato nuovamente il ticket, avrà diritto al rimborso.
Carta canta. Se l’Asl vi chiede soldi ma voi siete certi di non avere alcun debito – l’ “anagrafe” di cui stiamo parlando è complessa e qualche intoppo può sempre capitare – potete dimostrare di essere nel giusto. L’importante è: avere i documenti che attestino che quel pagamento che manca all’appello voi lo avete fatto (nei tempi prestabiliti o anche in ritardo). Nel caso in cui vi venga richiesto di “saldare” una visita per la quale non avete pagato il ticket grazie ad un’esenzione, dovrete avere a portata di mano la documentazione che attesta il vostro diritto a goderne. L’Usl Toscana Sud Est informa che verrà messo a disposizione anche un call center da contattare per chiedere delucidazioni (il numero e gli orari saranno nella busta) fornendo nella lettera tutte le modalità di contatto.
Tre “tipi” di richieste. Gli avvisi che stanno per arrivare sono di tre tipi. Primo: per prestazioni erogate e ticket non pagato; e cioé: hai fatto una visita, per esempio, e non hai saldato il conto. Secondo: per visite non disdette o non disdette nei tempi previsti. Terzo: per autocertificazioni mendaci (relative al 2013, vedi box accanto).
Il caso Grosseto. Una quota consiste dei 13mila avvisi che stanno per arrivare in Provincia di Grosseto riguarda le visite sanitarie prenotate, non fatte e non disdette. Per questo mancato adempimento, la normativa regionale prevede sanzioni amministrative per non aver provveduto alla disdetta della prenotazione nei tempi stabiliti; anche in questo caso, comunque, l’Asl invierà una lettera “bonaria” per evitare che piccole cifre raddoppino per il costo della notifica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Campagna recupero. Le “buste” non contengono un’ingiunzione al debitore: l’azienda sanitaria non è l’Agenzia delle Entrate (e comunque anche il Fisco prima di sanzionare di solito, in tema di “sviste” relative Irpef per esempio, invia avvisi “bonari”). Si tratta piuttosto di una “campagna” di recupero crediti che l’”Aslona” è costretta – per norma – a mettere a segno. Tra Grosseto, Siena e Arezzo saranno spediti 50mila avvisi: circa il 26 per cento con destinazione il Grossetano, il 56% l’Aretino (28mila avvisi), il 19% per il Senese (9. 500 comunicazioni); l’Asl insomma va avanti nell’attività di recupero dei crediti che vanta (o crede di vantare) nei confronti dei cittadini.
Come funziona. I dati vengono estratti da una procedura informatica con il supporto dell’Ict di Estar; l’ufficio recupero crediti della Usl provvede a verificare le anomalie – errori o le inesattezze – e invia tali note di pagamento ai cittadini: lo fa attraverso un avviso bonario, non soggetto a notifica, che lo invita al saldo.
E se l’Asl sbaglia? Il cittadino può anche riscontrare un errore nella comunicazione dell’Asl; in questo caso può segnalare quanto riscontrato inviando un fax o scrivendo un’email: nella busta c’è un modulo ad hoc. Nel caso in cui il cittadino abbia ricevuto un’errata richiesta di pagamento e abbia pagato nuovamente il ticket, avrà diritto al rimborso.
Carta canta. Se l’Asl vi chiede soldi ma voi siete certi di non avere alcun debito – l’ “anagrafe” di cui stiamo parlando è complessa e qualche intoppo può sempre capitare – potete dimostrare di essere nel giusto. L’importante è: avere i documenti che attestino che quel pagamento che manca all’appello voi lo avete fatto (nei tempi prestabiliti o anche in ritardo). Nel caso in cui vi venga richiesto di “saldare” una visita per la quale non avete pagato il ticket grazie ad un’esenzione, dovrete avere a portata di mano la documentazione che attesta il vostro diritto a goderne. L’Usl Toscana Sud Est informa che verrà messo a disposizione anche un call center da contattare per chiedere delucidazioni (il numero e gli orari saranno nella busta) fornendo nella lettera tutte le modalità di contatto.
Tre “tipi” di richieste. Gli avvisi che stanno per arrivare sono di tre tipi. Primo: per prestazioni erogate e ticket non pagato; e cioé: hai fatto una visita, per esempio, e non hai saldato il conto. Secondo: per visite non disdette o non disdette nei tempi previsti. Terzo: per autocertificazioni mendaci (relative al 2013, vedi box accanto).
Il caso Grosseto. Una quota consiste dei 13mila avvisi che stanno per arrivare in Provincia di Grosseto riguarda le visite sanitarie prenotate, non fatte e non disdette. Per questo mancato adempimento, la normativa regionale prevede sanzioni amministrative per non aver provveduto alla disdetta della prenotazione nei tempi stabiliti; anche in questo caso, comunque, l’Asl invierà una lettera “bonaria” per evitare che piccole cifre raddoppino per il costo della notifica.
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