Il Tirreno

Grosseto

Se non l’assaggi non puoi apprezzarla

Se non l’assaggi non puoi apprezzarla

Slow Food: «Il nostro obiettivo è far conoscere i prodotti di qualità a una platea sempre più amplia»

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GROSSETO. La carne di bovino di Razza Maremmana supera la soglia del supermercato. Da domani sarà in vendita nei tre supermercati grossetani a marchio Conad: è l’effetto del “matrimonio” celebrato da Slow Food tra Clodia Commerciale, la società proprietaria dei tre punti vendita cittadini della Margherita, e l’allevatore Roberto Tistarelli di Roccalbegna. Per ora Tistarelli è l’unico produttore dell’Associazione degli allevatori di bovini della razza autoctona che porterà le sue carni ad uno dei marchi della grande distribuzione grossetana: in futuro si vedrà.

La Razza Maremmana sarà venduta fresca, in confezioni e il prodotto sarà riconoscibile da un adesivo realizzato ad hoc: sarà visibile sia il marchio dell’Associazione Razza Bovina Maremmana che ha messo insieme una decina di allevatori locali – tra la costa maremmana e l’Amita, le Colline Metallifere, Manciano e Magliano in Toscana – che la chiocciolina-simbolo identificativo del presidio Slow Food che tutela il prodotto. Chi ama stare ai fornelli, potrà sbizzarrirsi: i piatti più appropriati per gustare questa carne sono – dicono gli esperti – quelli che utilizzano i muscoli anteriori dell’animale, quindi il peposo alla Maremmana e lo stracotto (vedi ricette sopra).

«Siamo orgogliosi di portare la carne di questa razza bovina nei nostri negozi di Grosseto – dice Paolo Degli Innocenti, presidente di Clodia Commerciale e co-proprietario dei tre supermercati di Grosseto – Gli allevatori devono essere premiati per lo sforzo che fanno per mantenere alti livelli qualitativi di produzione».

La carne maremmana, si sa, non è prodotta in grandi quantitativi: in media gli allevatori autoctoni hanno mandrie da 100-150 capi, inclusi gli animali anziani, quelli da riproduzione e i vitellini; nonostante ciò «vogliamo valorizzazione i prodotti di pregio del territorio – aggiunge Degli Innocenti – ed essere al servizio dei piccoli produttori che lavorano bene».

«Far nascere e consolidare queste alleanze è determinante se si vuol dare vitalità a progetti complessi come quello del Presidio della Razza Maremmana – aggiunge Massimo Bernacchini, vice presidente di Slow Food Toscana – Presidiare un prodotto gastronomico (ovvero tutelare e valorizzare culturalmente nel suo territorio) significa farlo conoscere e mangiare a più persone possibili: solo così se ne può apprezzare il valore». (g. m.)

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