Proteste
«Questo è un gioiello non valorizzato»
di Alfredo Faetti
Commercianti e residenti denunciano lo stato di abbandono: eppure il rione ha un’identità forte, unica nella città
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FOLLONICA. Gli anziani usano ancora quell’espressione quando si dirigono verso il centro. «Vado in paese», come se Follonica fosse un altro posto, distante chissà quanto. E per qualcuno, scherzosamente, è così.
«Quel che accade al di là della Gora non ci riguarda», è un modo di dire della gente di Senzuno, come a dire che il fiume solca il confine tra la città e il loro paesello. «Qua c’è un’identità forte che non esiste in nessun altro rione follonichese», spiega Andrea Margini, un residente. Un’identità che trova le sue origini nella storia di queste strade, così diverse dalle altre, senza grandi condomini né grattacieli, senza edifici urbani ma palazzine a due piani che risalgono alla prima metà del Novecento, quando ancora buona parte di Follonica neanche esisteva. C’è gente che è nata a Senzuno e che qui ci ha trascorso tutta la vita.
«Ricordo che ero sempre un bambino quando ho sentito per la prima volta che volevano rilanciare il quartiere: c’era anche la banda», racconta un altro residente, Manuele Buti, riferendosi a qualcosa come cinquant’anni fa. «Invece non è mai stato fatto nulla». Ed è questo per i senzunesi il vero cruccio: l’immobilità. «Lo stallo perpetuo», come lo chiama Margini, secondo cui invece questo rione «potrebbe essere un posto da cartolina». Gli elementi per pensarlo così non mancano del resto. Basta fare un giro in via della Repubblica per trovare tra una bottega e l’altra i vicoli che si affacciano sul mare. “Creuza de ma”, canterebbe qualcuno.
«Senzuno dovrebbe essere pensato come i paesi della Liguria, tenuti con cura, come piccoli gioielli», continua Margini. Ma i sogni sono ben distanti dalla realtà. Residenti e commercianti denunciano infatti uno stato di abbandono, in cui ai vari interventi urbani non viene mai accompagnata una vera e propria riflessione generale, che tenga conto anche dei dettagli. I marciapiedi, ad esempio. «Non solo hanno buche e in alcuni tratti sono dissestati – spiega Rosanna Felici, dal 2005 proprietaria di un forno-panetteria che si affaccia su via della Repubblica – ma ci sono anche degli scalini per cui è impossibile passare per chi ha un passeggino o è costretto su una carrozzella. Sono obbligati a passare dalla strada». Un progetto di riqualificazione del quartiere in realtà è al vaglio dei tecnici dell’Università di Firenze, ma i residenti vogliono vederlo prima di cantare vittoria. «Sicuramente serve una riqualificazione, ma non può essere calata dall’alto – spiegano Massimiliano Biagioni, presidente del comitato nato per contrastare le proposte iniziali del Comune sul nuovo Piano del traffico e Filippo Curatola, altro esercente della zona – Se il piano peggiora la situazione allora che resti tutto così com’è. Certo, se si trattasse di una nuova illuminazione, dell’inserimento di panchine e cestini allora nulla da ridire. Ma non possiamo accettare che qualcuno stravolga il nostro quartiere». Guai a stravolgere il volto pittoresco di Senzuno. Non lo vuole la sua gente, ma neanche chi lo ha conosciuto in seconda battuta.
«La bellezza del quartiere di Senzuno è proprio quella della sua autenticità – dicono Valentina Berni e Marzio Cateni, turisti fiorentini che da sempre vengono qua al mare - Qua è sempre tutto uguale al passato ed è per questo che ci piace, dispiace però vedere che molte delle case sulla spiaggia siano abbandonate a se stesse e quindi decadute». Il fascino del passato che abbracci uno slancio verso il futuro: è questa la scommessa per Senzuno, secondo la sua gente.
(hanno collaborato Giulia Sili
e Paola Villani)
«Quel che accade al di là della Gora non ci riguarda», è un modo di dire della gente di Senzuno, come a dire che il fiume solca il confine tra la città e il loro paesello. «Qua c’è un’identità forte che non esiste in nessun altro rione follonichese», spiega Andrea Margini, un residente. Un’identità che trova le sue origini nella storia di queste strade, così diverse dalle altre, senza grandi condomini né grattacieli, senza edifici urbani ma palazzine a due piani che risalgono alla prima metà del Novecento, quando ancora buona parte di Follonica neanche esisteva. C’è gente che è nata a Senzuno e che qui ci ha trascorso tutta la vita.
«Ricordo che ero sempre un bambino quando ho sentito per la prima volta che volevano rilanciare il quartiere: c’era anche la banda», racconta un altro residente, Manuele Buti, riferendosi a qualcosa come cinquant’anni fa. «Invece non è mai stato fatto nulla». Ed è questo per i senzunesi il vero cruccio: l’immobilità. «Lo stallo perpetuo», come lo chiama Margini, secondo cui invece questo rione «potrebbe essere un posto da cartolina». Gli elementi per pensarlo così non mancano del resto. Basta fare un giro in via della Repubblica per trovare tra una bottega e l’altra i vicoli che si affacciano sul mare. “Creuza de ma”, canterebbe qualcuno.
«Senzuno dovrebbe essere pensato come i paesi della Liguria, tenuti con cura, come piccoli gioielli», continua Margini. Ma i sogni sono ben distanti dalla realtà. Residenti e commercianti denunciano infatti uno stato di abbandono, in cui ai vari interventi urbani non viene mai accompagnata una vera e propria riflessione generale, che tenga conto anche dei dettagli. I marciapiedi, ad esempio. «Non solo hanno buche e in alcuni tratti sono dissestati – spiega Rosanna Felici, dal 2005 proprietaria di un forno-panetteria che si affaccia su via della Repubblica – ma ci sono anche degli scalini per cui è impossibile passare per chi ha un passeggino o è costretto su una carrozzella. Sono obbligati a passare dalla strada». Un progetto di riqualificazione del quartiere in realtà è al vaglio dei tecnici dell’Università di Firenze, ma i residenti vogliono vederlo prima di cantare vittoria. «Sicuramente serve una riqualificazione, ma non può essere calata dall’alto – spiegano Massimiliano Biagioni, presidente del comitato nato per contrastare le proposte iniziali del Comune sul nuovo Piano del traffico e Filippo Curatola, altro esercente della zona – Se il piano peggiora la situazione allora che resti tutto così com’è. Certo, se si trattasse di una nuova illuminazione, dell’inserimento di panchine e cestini allora nulla da ridire. Ma non possiamo accettare che qualcuno stravolga il nostro quartiere». Guai a stravolgere il volto pittoresco di Senzuno. Non lo vuole la sua gente, ma neanche chi lo ha conosciuto in seconda battuta.
«La bellezza del quartiere di Senzuno è proprio quella della sua autenticità – dicono Valentina Berni e Marzio Cateni, turisti fiorentini che da sempre vengono qua al mare - Qua è sempre tutto uguale al passato ed è per questo che ci piace, dispiace però vedere che molte delle case sulla spiaggia siano abbandonate a se stesse e quindi decadute». Il fascino del passato che abbracci uno slancio verso il futuro: è questa la scommessa per Senzuno, secondo la sua gente.
(hanno collaborato Giulia Sili
e Paola Villani)
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