Il Tirreno

Grosseto

Un nuovo distretto su sanità e sociale

di Fiora Bonelli
Un nuovo distretto su sanità e sociale

Dal 1º gennaio servizi dell’Amiata fusi con Grosseto e Colline Il sindaco Franci: «Nessun indebolimento, anzi il contrario»

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MONTE AMIATA. Nuovo distretto socio sanitario di Grosseto al via. Operativo, dal prossimo primo gennaio, il nuovo distretto socio-sanitario grossetano che fonde insieme quelli di Grosseto, dell’Amiata e delle Colline metallifere.

Una sorta di area vasta a dimensione provinciale dentro il quale gli abitanti degli ex distretti che ne fanno parte si assicura che non perderanno alcun servizio. E nemmeno la rappresentanza zonale. Ne è convinto il presidente dell’ex Società della salute amiatina Claudio Franci che il prossimo 29 novembre porta la questione in consiglio comunale a Castel del Piano. «Il punto all’ordine del giorno – spiega – non è altro che una presa d’atto del percorso avviato per la costituzione del distretto dell’area grossetana e che vede la fusione del Coeso, del distretto delle colline metallifere e dell’Amiata grossetana. La riforma dei distretti, insomma, va in attuazione dal 1 gennaio e per permettere la pratica della nuova zonizzazione dobbiamo approvare alcune modifiche allo statuto perché l’adesione sia possibile».

Ma cosa cambia per l’Amiata che finora aveva un distretto autonomo? Perderà oltre all’autonomia anche servizi socio-sanitari essenziali come sono in molti a temere? «Non perderemo nulla – assicura Franci – semmai guadagneremo qualcosa. Stiamo già facendo da circa un biennio verifiche sul bilancio e si sta lavorando spalla a spalla col direttore Fabrizio Boldrini che sta traghettando questa fase di assestamento. Anche dal punto di vista dei servizi non siamo pessimisti, anzi si sta operando per un rafforzamento dell’offerta sociosanitaria. Piuttosto – aggiunge – si tratta di discutere e ragionare su quali servizi rafforzare o mettere in campo ex novo relativamente ai bisogni nuovi che stanno emergendo fra la popolazione. Penso, ad esempio, al supporto a nuove malattie come l’autismo dei giovani, l’Alzeimer degli anziani, oppure alle ludopatie. Il quadro di assistenza a sostegno dell’utenza va ripensato in relazione ai nuovi bisogni emergenti».

L’Amiata grossetana senza distretto perde comunque una importante cabina di regia. Ma, come il presidente della società della salute, Claudio Franci specifica, nel nuovo distretto grossetano saranno garantite rappresentanze di tutti i territori: «È vero, l’autonomia è perduta, ma nel nuovo direttivo avremo le nostre rappresentanze. I membri del consiglio – spiega – sono 9. Ne fanno parte di diritto il presidente del distretto e il direttore generale dell’Asl. I sette restanti posti saranno distribuiti così: tre alla zona di Grosseto, due alle Colline metallifere e due all’Amiata grossetana. Saremo dunque dentro il nuovo direttivo e potremo così garantire alla popolazione attenzione e iniziativa». Ormai il dado è tratto. L’Amiata perde l’ultimo presidio di autonomia, unico ambito destinato ai servizi guidato da un governo in loco. L’operazione avviata nel 2015, contro la quale alzò i toni lo stesso Franco Ulivieri esponente Pd e ex sindaco di Castel del Piano, nonché le minoranze di alcuni comuni, è dunque arrivata al capolinea. Resta da verificare nel quadro delle offerte sociosanitarie se i servizi resteranno quelli che sono o no. Il consiglio comunale del 29 novembre si tiene alle 17.

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