Sicurezza
Talamone, i fanghi vanno a Piombino
di Ivana Agostini
La giunta approva il progetto del dragaggio: costerà oltre un milione di euro. Scartata l’idea di lasciare sedimenti in loco
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TALAMONE. Approvato ieri in giunta il progetto per il dragaggio del porto di Talamone, dragaggio che dovrà essere concluso entro il 15 giugno 2018. Il progetto è stato redatto dalla società Hera srl, firmato dal geologo Massimo Fanti Massimo e dall’ingegnere Alberto Rabai e messo a disposizione dell’amministrazione, pochi giorni fa, dall’associazione consortile, Il Molo di Talamone.
Per scavare il porto di Talamone e ripristinare una profondità minima per la navigazione di 1,90 metri saranno necessari 1 milione e 100mila euro.
Da alcuni anni il porto di Talamone ha un fondale ridotto all’osso tanto che in più di una occasione l’approdo ha rischiato di essere interdetto alla navigazione perché in alcuni punti pescaggio consentito era veramente ridotto al minimo. Nell’ultimo anno sono state poi concesse, da parte della Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano, proroghe che hanno permesso di non interdire completamente la navigazione, in virtù dei passi avanti che l’amministrazione stava facendo per arrivare allo scavo. Proroghe concesse periodicamente valutando lo stato del porto. Rispetto all’idea iniziale, il progetto preso in esame dalla giunta prevede che i sedimenti che saranno tolti dal porto non vengano utilizzati per il ripascimento delle spiagge vicine, come a volte ipotizzato e stoccati a Talamone, ma saranno portati a Piombino.
«All’inizio abbiamo pensato di collocare i fanghi nell’aria portuale di Talamone – spiega il consigliere con delega al porto Luca Teglia – poi, rendendoci conto che era un percorso tortuoso e lungo, in collaborazione con la Regione Toscana abbiamo optato per un percorso diverso, ossia portare i sedimenti a Piombino». Questo non avrebbe, secondo il Comune, aumentato il costo dell’intervento. I soldi per realizzare il dragaggio saranno messi in parte dalla Regione, in parte dal Comune e in parte dal consorzio dei concessionari. «La Regione ha raddoppiato il finanziamento – continua il consigliere – portandolo da 300mila euro a 600mila. I restanti 500mila saranno ripartiti fra consorzio e Comune che sarà soggetto capofila». A giorni sarà stilato un protocollo fra Regione, Comune e consorzio. Teglia auspica di andare a gara «entro i primi mesi dell’anno e completare il tutto entro il 15 giugno del 2018». Ieri c’è stato il primo atto ufficiale della giunta verso il dragaggio. Il 30 novembre in consiglio comunale sarà portata la variazione di bilancio per quanto riguarda la cifra che metterà il Comune. «Devo ringraziare tutte le forze politiche – aggiunge Teglia – la Regione Toscana, il consorzio, la Capitaneria di Porto e gli uffici del Comune per il lavoro che hanno svolto contribuendo a completare l’iter in tempi stretti». Il dragaggio, se i tempi saranno rispettati, consentirà ai concessionari del porto di affrontare una stagione turistica più tranquilla rispetto agli ultimi anni quando si è rischiato di veder andar via le barche dall’approdo.
Per scavare il porto di Talamone e ripristinare una profondità minima per la navigazione di 1,90 metri saranno necessari 1 milione e 100mila euro.
Da alcuni anni il porto di Talamone ha un fondale ridotto all’osso tanto che in più di una occasione l’approdo ha rischiato di essere interdetto alla navigazione perché in alcuni punti pescaggio consentito era veramente ridotto al minimo. Nell’ultimo anno sono state poi concesse, da parte della Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano, proroghe che hanno permesso di non interdire completamente la navigazione, in virtù dei passi avanti che l’amministrazione stava facendo per arrivare allo scavo. Proroghe concesse periodicamente valutando lo stato del porto. Rispetto all’idea iniziale, il progetto preso in esame dalla giunta prevede che i sedimenti che saranno tolti dal porto non vengano utilizzati per il ripascimento delle spiagge vicine, come a volte ipotizzato e stoccati a Talamone, ma saranno portati a Piombino.
«All’inizio abbiamo pensato di collocare i fanghi nell’aria portuale di Talamone – spiega il consigliere con delega al porto Luca Teglia – poi, rendendoci conto che era un percorso tortuoso e lungo, in collaborazione con la Regione Toscana abbiamo optato per un percorso diverso, ossia portare i sedimenti a Piombino». Questo non avrebbe, secondo il Comune, aumentato il costo dell’intervento. I soldi per realizzare il dragaggio saranno messi in parte dalla Regione, in parte dal Comune e in parte dal consorzio dei concessionari. «La Regione ha raddoppiato il finanziamento – continua il consigliere – portandolo da 300mila euro a 600mila. I restanti 500mila saranno ripartiti fra consorzio e Comune che sarà soggetto capofila». A giorni sarà stilato un protocollo fra Regione, Comune e consorzio. Teglia auspica di andare a gara «entro i primi mesi dell’anno e completare il tutto entro il 15 giugno del 2018». Ieri c’è stato il primo atto ufficiale della giunta verso il dragaggio. Il 30 novembre in consiglio comunale sarà portata la variazione di bilancio per quanto riguarda la cifra che metterà il Comune. «Devo ringraziare tutte le forze politiche – aggiunge Teglia – la Regione Toscana, il consorzio, la Capitaneria di Porto e gli uffici del Comune per il lavoro che hanno svolto contribuendo a completare l’iter in tempi stretti». Il dragaggio, se i tempi saranno rispettati, consentirà ai concessionari del porto di affrontare una stagione turistica più tranquilla rispetto agli ultimi anni quando si è rischiato di veder andar via le barche dall’approdo.
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