La manifestazione
La Sala Eden torna al Comune E sarà riassegnata con un bando
GROSSETO: un ufficiale giudiziario ha restituito lo storico locale a Palazzo civico. Entro la fine dell'anno i tecnici dell'ente faranno un sopralluogo, primo passo verso la nuova gara
GROSSETO. La storica Sala Eden è di nuovo nelle mani del Comune. Il verbale di un ufficiale giudiziario, “salito” al Bastione Garibaldi, ha messo nero su bianco il traghettamento del locale – tramite sfratto coattivo – dalla Grosseto Disco (ex Capital Communication) a Palazzo civico. Il Tribunale di Grosseto aveva del resto già convalidato a settembre lo sfratto per morosità e aveva ordinato alla società della famiglia dell’imprenditore viareggino Claudio Barbieri di liberare l’immobile; non si era mosso nulla, però, e quindi si è ricorsi al procedimento coercitivo. Ci si è arrivati in fondo insomma, grazie al patrocinio legale di Sergio Frediani, avvocato del Foro di Grosseto, a cui il Comune aveva affidato la spinosa questione.
Era il 2014 quando, vincendo un bando pubblico, la Capital Communication si aggiudicò la locazione della Sala Eden per nove anni (rinnovabile per ulteriori nove). Era novembre 2014 quando il locale riaprì sotto l’egida dell’imprenditore versiliese e dopo un restyling di nove mesi. Ecco a voi l’Eden Club by Barbieri, l’uomo che aveva in mente di ricreare dentro e fuori lo storico locale grossetano l’atmosfera della Versilia degli anni ruggenti; un po’ Midhò e un po’ Canniccia, locali pop che andavano per la maggiore nella Forte dei Marmi degli Anni ’90, il nuovo corso della Sala Eden valeva – secondo quanto dichiarò Barbieri, a novembre 2014 al Tirreno – un milione di euro di investimento. Pur con sala congressi, ristorante, auditorium, studio televisivo e una capienza da 900 ospiti, l’Eden Club non decolla. A inizio 2016 siamo già alle “carte bollate”: è marzo quando l’Amministrazione comunale informa la Capital Communication che sta avviando il procedimento finalizzato alla risoluzione contrattuale. I motivi alla base del divorzio (li cristallizza Palazzo civico in una recente determina) sono: il «mancato pagamento del canone» (circa 30.000 euro all’anno) e «contestazioni rivolte alla società richiamata su lavori non completamente effettuati o addirittura sospesi».
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Con l’ufficiale giudiziario, sulle Mura, c’erano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore al patrimonio Riccardo Megale. Ora che la struttura è tornata in seno all’Amministrazione comunale, bisognerà progettarne il futuro. «Dobbiamo innanzitutto renderci conto di cosa funzioni e cosa no – dettaglia Megale– Dall’impianto elettrico a quello idraulico, dal sistema di sorveglianza ai requisiti per la sicurezza». E poi ci sono gli arredi da valutare. È intenzione del settore patrimonio procedere a un sopralluogo: entro la fine dell’anno e con un pool di tecnici. «A febbraio – conclude Megale – avremo il quadro». Dopodiché la Sala tornerà a gara con un canone di locazione richiesto dall’ente commisurato allo stato del bene: ecco perché il primo passo non può che essere il sopralluogo.
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