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Critiche alla giunta I tre “dissidenti” «Non ci scusiamo»

FOLLONICA. La burrasca non si placa. «Non ci siamo scusati con nessuno, anche perché non c’era motivo di farlo». I tre dissidenti della maggioranza tornano all’attacco. Francesco De Luca, presidente...

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FOLLONICA. La burrasca non si placa. «Non ci siamo scusati con nessuno, anche perché non c’era motivo di farlo». I tre dissidenti della maggioranza tornano all’attacco. Francesco De Luca, presidente del consiglio comunale ed esponente Mdp, i capogruppo Francesco Aquino (Psi) e Ettore Chirici (Gente di Follonica) hanno qualcosa da ridire sul documento del Pd nel quale veniva sottolineato come dai tre schieramenti fossero arrivate le scuse al sindaco Andrea Benini per il caos provocato con la loro nota pubblica, dove si chiedeva alla giunta un cambio di passo.

Nelle dichiarazioni del Partito democratico si leggeva di un clima tornato alla normalità: in realtà il dibattito è aperto e dagli assessori esponenti dei partiti di riferimento di due dei firmatari, Alberto Aloisi (Psi) e Massimo Baldi (Gente di Follonica), non è arrivata ufficialmente la conferma del sostegno al sindaco, come Benini aveva chiesto sabato scorso. «Nella vita di tutti i giorni e nella politica è giusto chiedere scusa se si è sbagliato o offeso qualcuno – dicono Aquino, Chirici e De Luca – Il nostro comunicato non offendeva, né era sbagliato. Legittimamente abbiamo posto questioni già ampiamente e più volte sollevate negli ultimi mesi, chiedendo un cambio di passo. Lo abbiamo chiesto all’amministrazione tutta, quindi anche ai nostri assessori di riferimento. L’obiettivo è fare molto e bene per Follonica. Se poi qualcuno ha voluto caricare di altri significati il nostro comunicato, non ha compreso il significato di quella iniziativa. Lunedì scorso c’è stato un incontro: questo è l’unico fatto vero. Il confronto, che speriamo approfondito e sincero, è tutt’ora in corso».

Insomma la bufera non è affatto passata anzi. A questo punto non è da escludere una mossa decisa del sindaco Benini che potrebbe decidere di cambiare la sua squadra di governo e mettere fine così alla diatriba. Sicuramente questa crisi di governo fa traballare le certezze del Pd, che nonostante si dichiari granitico, deve oggi fronteggiare tre partiti colleghi di maggioranza che non sembrano così tranquilli. (p. v.)



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