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Parchi, M5s contro Giampiero Sammuri

Parchi, M5s contro Giampiero Sammuri

Parlamentari all’attacco: «Ha ispirato la nuova legge, no alla conferma alla presidenza dell’Arcipelago Toscano»

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GROSSETO. Il grossetano Giampiero Sammuri, ex presidente del Parco regionale della Maremma e da cinque anni al vertice di Federparchi, sarà confermato alla presidenza del parco nazionale dell’Arcipelago toscano. In questi giorni la proposta di rinnovo dell’incarico (Sammuri ha già guidato l’area protetta negli ultimi quattro anni) è stata inviata alle Camere per il parere di competenza, dopo l’intesa raggiunta sul suo nome dal governatore Enrico Rossi e dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

La cosa però non piace ai 5 Stelle. Tanto che i parlamentari delle commissioni ambiente di Camera e Senato del Movimento hanno diffuso una durissima nota contro Sammuri. Indicandolo come il regista» – ispiratore e fautore – del decreto legge di riforma della 394/1991, da loro definito «sfascia parchi»; e tuonando un «no fermo e chiaro» a questa nomina.

«Sono sorpreso e anche preoccupato da questa uscita, rilanciata dall’Ansa e ripresa da alcuni quotidiani», commenta Sammuri. «Mi si dà un ruolo e un’importanza superiore a quella che effettivamente rivesto. La Legge di riforma della 394 l’hanno scritta i parlamentari, io ho solo portato alcuni contributi, rappresentando le posizioni dell’associazione, facendomi portavoce di istanze condivise da tutto il sistema delle aree protette. Sono preoccupato perché non si considerano le mie capacità nel fare il presidente di un parco, ma le mie valutazioni su un disegno di legge. Sembrerebbe quasi che o si hanno le stesse idee di taluni o non si può fare il presidente di parco».

Nello specifico, riguardo al decreto legge di riforma – che rischia di essere abortito per mancanza di tempo – M5s contesta il fatto che in futuro presidente e direttore dei parchi diventeranno cariche politiche senza alcun riferimento alla preparazione naturalistica. Ma nel mirino dei grillini ci sono anche «le royalties che il parco andrebbe a guadagnare dalle attivita economiche permesse dentro i suoi confini, col rischio di svendere i propri valori».

«È buffo come il Movimento 5 Stelle attribuisca una così alta importanza alle conoscenze naturalistiche e poi dia un parere contrario alla mia nomina», ribatte Sammuri. «In ogni caso la 394 vigente non prevede nessuna prerogativa per fare il presidente. Dice solo che è “nominato dal Ministro dell’Ambiente d’intesa con il presidente della Regione”. E infatti in questi ventisei anni, tra gli oltre settanta nominati abbiamo avuto di tutto: maestri di sci, immobiliaristi, musicisti, sindaci ed ex sindaci, giornalisti, avvocati, medici, politici di professione, un biologo, un veterinario, alcuni forestali. Alcuni sono stati ottimi presidenti; altri pessimi, in modo abbastanza indipendente dalla categoria di appartenenza. Con la riforma invece il presidente dovrà essere in possesso “di comprovata esperienza in campo ambientale, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private”. Mi pare un bel passo avanti».

Poi c’è la questione direttori. «Anche qui la legge attuale non prevede nessun requisito per il direttore. Dice solo che è scelto all’interno di un albo conservato al Ministero dell’ambiente, al quale si accede tramite un concorso per titoli. E infatti anche per i direttori vale quanto detto per i presidenti. In questi ventisei anni nell’albo abbiamo visto di tutto: laureati in psicologia, lettere, geografia, medicina, filosofia. La modifica invece introduce delle caratteristiche che il direttore deve avere. Non mi pare si penalizzino le competenze naturalistiche più di quanto non lo si è fatto fino a oggi. Sinceramente non capisco come potrebbe essere una nomina politica…».

Anche sulle royalties Sammuri respinge i “sospetti”: «L’unica novità è che le attività già esistenti, e solo quelle, oltre che continuare a pagare i canoni concessori allo Stato, dovranno anche pagare una quota ai parchi. E se non rispettano le norme che riguardano le emissioni, i reflui o quant’altro, saranno sanzionate».

M5s contesta infine la regolarità della nomina di Sammuri a presidente del Parco dell’arcipelago toscano: «Ci risulta sia in pensione, quindi per la legge Madia la sua dovrebbe essere una nomina temporale, non certo una scelta di ampio respiro», scrivono i parlamentari pentastellati. «Innanzitutto – ribatte Sammuri – ci sono già presidenti, alcuni di recentissima nomina, che ricoprono la carica di presidente di parco nazionale e all’atto della nomina già in pensione. Poi la verifica di compatibilità per una nomina la fa preliminarmente il Ministero dell’Ambiente. E posso assicurare che sono puntigliosi e attenti».

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