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Grosseto

Apre la nuova scuola e cerca professori

Apre la nuova scuola e cerca professori

A Grosseto un liceo internazionale sul modello anglosassone: tra le materie il Cinese, in palio una decina di cattedre

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GROSSETO. Nasce a Grosseto una nuova scuola. Seguirà il “modello anglosassone”. Insegnerà il cinese. E offre posti di lavoro: una decina di insegnanti e un custode. I colloqui sono in corso. Si chiama Liq (Liceo Internazionale Quadriennale), già sperimentato per la prima volta a Lucca (sede della società) e che a settembre 2018 sbarca in Maremma. Una scuola privata pronta a catapultarsi nel panorama dell’istruzione offrendo «una metodologia diversa». I colloqui sono già partiti in base a curricula e conoscenza dell’inglese. Il direttore è operativo. Oggi alle 18,30 è previsto un Open day dove la scuola si presenta alla città. La sede è in via Saffi 15.

La neonata fa parte del Gruppo Esedra, che nel 1977 decise di istituire il primo liceo linguistico legalmente riconosciuto (oggi paritario) di Lucca. Da lì in poi l’attività si è ampliata: «sette aree di attività, cinque sedi e oltre 20.000 allievi», riporta il sito. I progetti sono in espansione. Ed ecco sbarcare anche a Grosseto il liceo internazionale, prima lanciato a Lucca da 4 anni, e poi in 12 città. «Siccome è andata bene, il ministero ha emesso un bando e dà la possibilità ad altre 100 scuole italiane di fare la stessa cosa», dice il direttore Ivan Baldo, 40 anni, grossetano, già dirigente aziendale in varie città italiane e ora tornato in pianta stabile nella sua città. Il liceo è connotato da una forte valenza internazionale. «Si struttura in 4 anni, dà grande attenzione alle lingue, all’economia e alle esperienze con le aziende e licei stranieri»». Un liceo “sul modello anglosassone che prevede che i ragazzi facciano la maturità al 4º anno. Un anno in meno, ma con giornate didattiche più lunghe.

Nuovi i metodi. In un giorno fisso a settimana i ragazzi saranno sottoposti a verifica. Per i restanti giorni «ci sarà sempre lezione», per ottimizzare i tempi e responsabilizzare gli studenti. Non ci saranno più cattedre ma tavole rotonde dove gli alunni si confronteranno da vicino coi docenti. E poi ci saranno aule “tematiche”: fisica, italiano, inglese. Saranno gli alunni a muoversi, in stile collage. Gli indirizzi sono due: linguistico e scientifico. Dal primo anno le materie tecniche saranno in doppia lingua, italiano e inglese. Si insegnerà il cinese. Tanti i progetti internazionali coi collage. IL liceo è gemellato con il San Carlo di Napoli. Si prevedono borse di studio in base al reddito e al rendimento. E poi posti di lavoro: «Stiamo raccogliendo i curricula». La base è la laurea. «La priorità va a chi ha una certificazione in inglese e sposa questi metodi di lavoro». In ballo una decina di posti da docente più un assistente.

Elisabetta Giorgi

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