La manifestazione
Spiaggia Lunga riaprirà
Commissionato lo studio sull’intera area demaniale
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PORTO SANTO STEFANO. Incarico per uno studio sulla parte chiusa della spiaggia Lunga. È intenzione del Comune di Monte Argentario restituire alla pubblica fruizione l’area demaniale marittima in località spiaggia Lunga, interdetta per rischio frane con un’ordinanza sindacale del 6 giugno 2016.
La chiusura del piccolo tratto della spiaggia era avvenuto a causa di uno smottamento dovuto alle piogge e, per evitare rischi all’incolumità, il Comune aveva provveduto anche ad installare una rete di protezione con delle palizzate. L’obiettivo, adesso, è dunque quello di mettere definitivamente in sicurezza la zona interessata dalla possibilità di smottamenti ma, prima di procedere con i lavori, occorre effettuare un’indagine preliminare geofisica tramite prospezione sismica della falesia, che deve essere svolta da una figura professionale di alta specializzazione di cui l’organico dell’ente comunale è sprovvisto. L’incarico consistente nella predisposizione di un modello geofisico del sottosuolo secondo il parametro velocità sismica onde P, che è stato affidato al geologo dottor Federico Castellani dello Studio Tecnico Ambientale Associato di Geologia Castellani e Signorelli di Siena, la cui prestazione sarà di 3. 211,4 euro. «La zona fa parte di alcune proprietà private – spiega l’assessore portoercolese Michele Lubrano – quindi nel frattempo faremo uno studio sulla parete rocciosa e vedremo se ci sarà bisogno di intervenire, dopodiché faremo una riunione con i proprietari e vedremo se ci sarà da effettuare dei lavori per mettere in sicurezza l’area. Per evitare qualsiasi problema, nel periodo in cui cadevano i sassi abbiamo chiuso la parte di spiaggia interessata, mentre siamo riusciti a mantenere aperto il resto dell’arenile per la fruizione dei bagnanti durante l’estate».
La chiusura del piccolo tratto della spiaggia era avvenuto a causa di uno smottamento dovuto alle piogge e, per evitare rischi all’incolumità, il Comune aveva provveduto anche ad installare una rete di protezione con delle palizzate. L’obiettivo, adesso, è dunque quello di mettere definitivamente in sicurezza la zona interessata dalla possibilità di smottamenti ma, prima di procedere con i lavori, occorre effettuare un’indagine preliminare geofisica tramite prospezione sismica della falesia, che deve essere svolta da una figura professionale di alta specializzazione di cui l’organico dell’ente comunale è sprovvisto. L’incarico consistente nella predisposizione di un modello geofisico del sottosuolo secondo il parametro velocità sismica onde P, che è stato affidato al geologo dottor Federico Castellani dello Studio Tecnico Ambientale Associato di Geologia Castellani e Signorelli di Siena, la cui prestazione sarà di 3. 211,4 euro. «La zona fa parte di alcune proprietà private – spiega l’assessore portoercolese Michele Lubrano – quindi nel frattempo faremo uno studio sulla parete rocciosa e vedremo se ci sarà bisogno di intervenire, dopodiché faremo una riunione con i proprietari e vedremo se ci sarà da effettuare dei lavori per mettere in sicurezza l’area. Per evitare qualsiasi problema, nel periodo in cui cadevano i sassi abbiamo chiuso la parte di spiaggia interessata, mentre siamo riusciti a mantenere aperto il resto dell’arenile per la fruizione dei bagnanti durante l’estate».
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