Il Tirreno

Grosseto

Offrono sesso agli anziani e li minacciano

di Francesca Gori
Offrono sesso agli anziani e li minacciano

Arrestata una donna per estorsione: insieme a una complice si faceva consegnare soldi per non dire di essere stata violentata

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FOLLONICA. Quando i carabinieri della compagnia di Follonica sono andati al campo rom a chiedere informazioni su quelle due donne, si sono sentiti rispondere che «combinavano troppi casini per essere accolte in quelle roulotte», e che comunque «non erano della zona». Dall’Adriatico al Tirreno, si spostavano con il treno, ma nella zona della Mezzaluna, dove vivono le famiglie rom, loro due non erano le benvenute. Perché le due ragazze di origini romene sono accusate di aver estorto soldi minacciando di denunciare gli anziani che non volevano pagare di essere state violentate o palpeggiate.

Un copione collaudato, con qualche minima variante: è quello che hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Follonica, che hanno pazientemente ricostruito e riconosciuto come modus operandi caratteristico utilizzato da due donne di origini romene di 25 e 21 anni, che dall’inizio di novembre hanno imperversato sulle strade di Follonica, rubando alle anziane vittime denaro e oggetti in oro. Bereta Cojocaru è stata arrestata mentre la sua complice che ha 21 anni denunciata.

Le due ragazze sceglievano quasi sempre uomini soli, che erano seduti in auto nei parcheggi di supermercati o negozi, e che venivano avvicinati con la scusa di chiedere l’elemosina per dare da mangiare al neonato che portavano con loro, figlio della più giovane delle due, oppure offrendo prestazioni sessuali a fronte di una piccola offerta, con pagamento anticipato.

In entrambi i casi, ottenuta con facilità l’attenzione del malcapitato, guardavano quanti soldi ci fossero nel portafoglio per elargire la piccola somma. A questo punto la più robusta delle due entrava con decisione nell’auto e, assumendo un atteggiamento aggressivo, pretendeva di ottenere tutto il denaro a disposizione minacciando altrimenti di denunciarlo per una presunta violenza sessuale.

Per rafforzare la minaccia veniva fatto credere che la complice, nel frattempo rimasta fuori dal veicolo con la carrozzina, avesse fatto alcune foto con il cellulare per documentare la violenza. Sentendosi incastrato dalle false accuse e per interrompere l’impeto con cui la donna continuava a minacciare l’anziano finito nelle sue grinfie, accompagnata da plateali tentativi di strapparsi da dosso i vestiti per attrarre l’attenzione dei passanti, la vittima in alcuni casi cedeva consegnando l’intero denaro a disposizione mentre in altri casi riusciva a tenere il punto e a chiedere aiuto. Ottenuto il maltolto o, vista l’impossibilità di ottenerlo, le due dopo poco si allontanavano, pronte a rifare lo stesso con altre vittime. In un caso, invece di chiedere ed ottenere denaro, hanno tentato di rapinare l’anziano cercando di togliergli la fede, che non sono riuscite a sfilare solo perché troppo stretta, procurandogli delle lesioni. L’ultimo episodio ricostruito dai carabinieri è avvenuto sabato scorso, quando la vittima, ultrasettantenne, è stata costretta a consegnare alle donne tutta la somma in suo possesso, circa 100 euro. I carabinieri, che nei giorni precedenti erano nel frattempo riusciti a raccogliere tutti gli elementi per ricostruire gli episodi, dopo aver ricevuto la denuncia si sono messi a cercare le due donne. Una volta trovate, sono state denunciate per tutti gli episodi di estorsione tentata e consumata e rapina sinora da loro commessi, procedendo nei confronti della donna più grande e fisicamente robusta, al fermo d’indiziato di delitto, consegnandola alla sezione femminile del carcere di Pisa.

Si interrompe così una lunga serie di reati commessi dalla fine di ottobre fino a ieri dalle due complici che risultano essere note alle forze di polizia per reati contro il patrimonio commessi in altre provincie italiane.

Gli investigatori ritengono che possano esserci ulteriori episodi che le vittime, per timore o disagio, non hanno ancora denunciato.

Bereta Cojocaru è in carcere a Pisa. Ieri si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto. Il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci ha disposto la carcerazione.

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