Gioco
Legalità, dialogo scuola-istituzioni
Sala Friuli gremita per l’incontro promosso da Ascom sul commercio abusivo
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GROSSETO. Sala Friuli gremita di studenti, ieri mattina, per la 5ª edizione di “Legalità, mi piace!”, la giornata di mobilitazione nazionale promossa da Confcommercio su temi come la legalità e il contrasto ad ogni forma di abusivismo nel commercio e in tutti gli ambiti del terziario.
Confcommercio Grosseto quest’anno ha scelto di riflettere intorno al “Commercio illegale: come si formano la domanda e l’offerta”, invitando istituzioni e forze dell’ordine a spiegare il fenomeno ai giovani, ma anche il vescovo a spiegare perché da tempo la Chiesa, con Papa Francesco in testa, è in prima linea nella sensibilizzazione al consumo responsabile.
Sul palco dunque monsignoro Rodolfo Cetoloni, il tenente colonnello Francesco Tocci (comandante Reparto operativo carabinieri), il tenente colonnello Alessio Sgamma (comandante Nucleo polizia tributaria guardia di finanza), Claudio Martini (Primo dirigente Questura), Mirella Milli (assessore alle Politiche sociali del Comune) e il commissario Francesco Bettazzi (polizia municipale di Grosseto), con Carla Palmieri (presidente) e Gabriella Orlando (direttore) a rappresentare Confcommercio Grosseto.
Un’occasione importante, alla quale non hanno voluto far mancare il proprio saluto la prefetta Cinzia Torraco, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il questore Domenico Ponziani.
Un video prodotto ad hoc da Tv9 ha introdotto alla conversazione, mettendo sul piatto le due facce del commercio abusivo: quella di chi vende, con le responsabilità dei singoli e di un più vasto sistema criminale organizzato; e quella delle responsabilità di chi – acquistando merce contraffatta – si rende a suo modo complice di quel sistema. Sollecitati dai giornalisti di Tv9, della Nazione e del Tirreno gli ospiti hanno snocciolato numeri, analizzato il problema, chiarito cosa è possibile fare e cosa no, ribadito comunque l’importanza della responsabilità individuale, di ciascun cittadino. E alla fine non sono mancate le domande degli studenti, molto precise e dirette, a dimostrare come i temi della legalità, del mercato etico e del contrasto all’evasione fiscale siano sentiti anche dai più giovani.
Confcommercio Grosseto quest’anno ha scelto di riflettere intorno al “Commercio illegale: come si formano la domanda e l’offerta”, invitando istituzioni e forze dell’ordine a spiegare il fenomeno ai giovani, ma anche il vescovo a spiegare perché da tempo la Chiesa, con Papa Francesco in testa, è in prima linea nella sensibilizzazione al consumo responsabile.
Sul palco dunque monsignoro Rodolfo Cetoloni, il tenente colonnello Francesco Tocci (comandante Reparto operativo carabinieri), il tenente colonnello Alessio Sgamma (comandante Nucleo polizia tributaria guardia di finanza), Claudio Martini (Primo dirigente Questura), Mirella Milli (assessore alle Politiche sociali del Comune) e il commissario Francesco Bettazzi (polizia municipale di Grosseto), con Carla Palmieri (presidente) e Gabriella Orlando (direttore) a rappresentare Confcommercio Grosseto.
Un’occasione importante, alla quale non hanno voluto far mancare il proprio saluto la prefetta Cinzia Torraco, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il questore Domenico Ponziani.
Un video prodotto ad hoc da Tv9 ha introdotto alla conversazione, mettendo sul piatto le due facce del commercio abusivo: quella di chi vende, con le responsabilità dei singoli e di un più vasto sistema criminale organizzato; e quella delle responsabilità di chi – acquistando merce contraffatta – si rende a suo modo complice di quel sistema. Sollecitati dai giornalisti di Tv9, della Nazione e del Tirreno gli ospiti hanno snocciolato numeri, analizzato il problema, chiarito cosa è possibile fare e cosa no, ribadito comunque l’importanza della responsabilità individuale, di ciascun cittadino. E alla fine non sono mancate le domande degli studenti, molto precise e dirette, a dimostrare come i temi della legalità, del mercato etico e del contrasto all’evasione fiscale siano sentiti anche dai più giovani.
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