Il Tirreno

Grosseto

Lacrime e dolore per la principessa Maria Sole

di Francesca Gori
Lacrime e dolore per la principessa Maria Sole

La folla commossa ha aspettato l’arrivo del feretro Migliaia alla camera ardente, oggi i funerali 

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GROSSETO. È una principessa Maria Sole. Lo è anche quando arriva nella sua piccola bara bianca, con il carro funebre dello stesso colore. Al volante c’è una donna con i capelli biondi e il cappello da autista in testa, quel tocco gentile per accompagnare la bambina alla chiesa del Cottolengo, dove ieri si è aperta la camera ardente e dove questa mattina saranno celebrati i funerali. La gente in piazza si mette in cerchio appena il carro funebre bianco fa il suo ingresso e si ferma davanti alla grande scalinata che porta alla chiesa: in cima, ad aspettare l’ingresso di Maria Sole ci sono don Gian Paolo Marchetti e don Stefano Papini.

È una piccola bara bianca quella che sfila in mezzo a chi era ieri ad aspettare l’arrivo della bambina, uccisa a 8 anni da una malattia che le ha portato via sogni e sorriso. Ci sono tutti. Tutti senza etichette, tutti uguali, senza ruoli, senza titoli, senza identità di fronte a quel feretro e a quei genitori, Leonardo Marras e Isabella Sichi, che stanno accompagnando la loro bambina nel suo ultimo viaggio.

Marras, in quella chiesa che tante volte ha frequentato insieme ai suoi figli e a sua moglie, non è il capogruppo del Pd in consiglio regionale e non è nemmeno più l’ex presidente della Provincia. È un padre che ha perso sua figlia e che si lascia abbracciare da chi ieri ha visitato la camera ardente per portare loro quel conforto che non è possibile dare.

Maria Sole ha una gonna di tulle rosa, le calze bianche. È vestita come una principessa. Come lo sarebbe stata tante altre volte e come avrebbe dovuto esserlo ancora. È lì, davanti all’altare.

Appena arrivata la piccola bara, la chiesa comincia subito a diventare sempre più piccola. È piena, già alle 15 del pomeriggio e lo sarà fino a questa mattina quando verranno celebrati i funerali.

I genitori della bambina hanno preferito che non venissero portati fiori, ma che le persone facessero delle offerte per ricordare quel bel sorriso che loro figlia sfoderava continuamente. Fino a venerdì scorso, quando per l’ultima volta è andata a scuola, con quel fioccone rosa sul grembiule bianco. Nella scuola elementare in via Sicilia è stato realizzato un murale con il disegno che la bambina aveva scelto per rappresentarla. Un topolino super eroe che gli studenti del Bianciardi hanno riprodotto per ricordare la piccola. Era solo una bambina, Maria Sole ma era già una principessa.

Maria Sole appena nata, nella culla accanto alla mamma, una somiglianza straordinaria con il fratello; Maria Sole che dorme appoggiata sulla spalla di Leonardo; Maria Sole che fa il bagno con la cuffietta in testa nella piscina del bagno Faro, a Marina di Grosseto; Maria Sole che ha freddo, sugli sci, nel campo scuola del Cermis; Maria Sole che carezza il suo piccolo violino, prima di imbracciarlo e suonarlo. Maria Sole che recita la filastrocca di Natale sotto l’Albero, guardando la telecamera. E poi aspetta l’applauso.

Ci sono mille fotogrammi diversi - e belli - a segnare la vita, troppo breve, di Maria Sole Marras. A chi l’ha conosciuta e vista crescere, ieri, sono ripassati davanti, come in un film, questi ricordi gioiosi. In pochi sono mancati all’appello per abbracciare Leonardo e Isabella. Da Roccastrada, da Grosseto, gli amici delle famiglie Marras e Sichi, sono arrivati in massa nella chiesa del Cottolengo. Non solo la politica, ma anche i compagni del liceo (la coppia si è conosciuta sui banchi di scuola), gli amici del mare e del beach tennis, i genitori di altri bambini. Un lutto che ha scosso due comunità e toccato migliaia di persone. Persone che ieri non avevano più nemmeno un volto di fronte a una tragedia così grossa. Persone che ripensavano, seduti sulle panche della chiesa del Cottolengo, a quegli occhi grandi che guardavano con curiosità il mondo. Sognando, che fossero ancora aperti.



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