Sicurezza
AFFISSIONI ABUSIVE IN CITTÀ
Manifesti gender sui muri Telecamera riprende un blitz
GROSSETO. Cosa vuol dire essere transessuale? Intorno a questa, come a tante altre parole che definiscono l’identità di genere, crescono spesso discriminazioni grandi e piccole. Ed è probabilmente...
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GROSSETO. Cosa vuol dire essere transessuale? Intorno a questa, come a tante altre parole che definiscono l’identità di genere, crescono spesso discriminazioni grandi e piccole. Ed è probabilmente per questa ragione che qualcuno, a Grosseto, ha voluto compiere un gesto “forte”: nel corso delle ultime notti diversi muri della città, in centro storico e in periferia, sono stati tappezzati di manifesti neri con una scritta bianca. Poche parole per offrire la definizione “scientifica” della persona transessuale e tacitamente ribadire il diritto di ognuno a riconoscere la propria identità di genere. Una “campagna di sensibilizzazione”, insomma. Ma che non a tutti è piaciuta per via della modalità: i manifesti infatti sono stati affissi abusivamente su muri (come quello del sottopasso di chiasso delle monache, in centro storico) appena faticosamente ripuliti da scritte vandaliche.
Chi proprio non ha gradito è CasaPound: anche la sede dell’associazione neofascista, da sempre ostile verso gay e lesbiche, si è ritrovata l’esterno della sede di via Bulgaria tappezzata. Le telecamere esterne ieri mattina alle 5 hanno ripreso l’intero blitz condotto da sei attiviste incappucciate. Dopo l’immediata rimozione compiuta da militanti, Gino Tornusciolo, coordinatore provinciale di CasaPound, ha pubblicato le immagini sul suo profilo Facebook. Ma, ha detto, non farà denuncia per l’affissione abusiva.
Chi proprio non ha gradito è CasaPound: anche la sede dell’associazione neofascista, da sempre ostile verso gay e lesbiche, si è ritrovata l’esterno della sede di via Bulgaria tappezzata. Le telecamere esterne ieri mattina alle 5 hanno ripreso l’intero blitz condotto da sei attiviste incappucciate. Dopo l’immediata rimozione compiuta da militanti, Gino Tornusciolo, coordinatore provinciale di CasaPound, ha pubblicato le immagini sul suo profilo Facebook. Ma, ha detto, non farà denuncia per l’affissione abusiva.
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