Il Tirreno

Grosseto

"Hai mosso male l'alfiere": urla e proteste al torneo di scacchi

di Stefano Taglione
La sala di gioco pronta al torneo di Val delle Rose dello scorso 23 luglio
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La sala di gioco pronta al torneo di Val delle Rose dello scorso 23 luglio

Grosseto: è successo a Val delle Rose. L’arbitro assegna la sconfitta a entrambi i giocatori e chiama in causa il giudice sportivo

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GROSSETO. Dopo una mossa di alfiere si è scatenato il finimondo. Urla e proteste al posto del rigoroso silenzio: quello che accompagna i tornei di scacchi. È successo a Grosseto e l’arbitro – secondo quanto riportato da una sentenza della Federscacchi – è stato costretto ad annullare l’incontro, dando partita persa a entrambi i giocatori. Con il fascicolo finito dritto sulla scrivania del giudice sportivo nazionale Elia Mariano, che però ha ritenuto soddisfacente la decisione presa dal direttore di gara, Massimiliano Marcucci.

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La vicenda risale al 23 luglio, ma la sentenza (del 6 settembre) è stata pubblicata dopo qualche mese. Era il giorno in cui nella tenuta Val delle Rose il circolo “Mattoallaprossima” aveva organizzato con successo la seconda edizione del trofeo rapid “Val delle Rose”, manifestazione da nove turni veloci in poche ore e valida per il Gran premio toscano degli scacchi.

Un torneo avvincente, vinto dal pratese Simone De Filomeno, macchiato all’ultimo turno da una sfida fra due maestri: un 72enne tesserato per la polisportiva “Grifone” di Grosseto e un 52enne lettone da anni residente in Italia. Quest’ultimo, fra l’altro, è lo stesso che qualche settimana fa è stato segnalato da un arbitro pisano perché durante il 13° Festival internazionale “Città di Livorno” dello scorso ottobre – secondo l’accusa – avrebbe perso apposta contro un principiante amatore e (sempre per lo stesso motivo) pareggiato contro un avversario di Cecina molto più debole di lui.

Stavolta, però, aveva solo una possibilità: vincere. Si stava infatti giocando il secondo posto del torneo: 80 euro e una bottiglia di vino riserva. Ed è proprio nel match decisivo che accade l’imponderabile: prima le proteste e le urla, poi i due si mettono a litigare. Colpa di un povero alfiere, secondo il 52enne baltico mosso in modo irregolare e non in diagonale. Versione però smentita dall’avversario e di fatto anche dall’arbitro, che nella segnalazione inoltrata al giudice sportivo scrive che «sulla scacchiera non appariva nulla di anomalo».

Così, il direttore di gara, ha invitato i giocatori a continuare la partita. Ma a proseguire sono stati solo i litigi. E Marcucci – fra le urla dei contendenti, che stavano disturbando tutti gli altri concorrenti – è stato costretto ad annullare l’incontro, dando partita persa a entrambi. Zero punti, con il maestro lettone comunque giunto terzo in classica (50 euro e una bottiglia di Morellino) e l’italiano – che ambiva al podio e sosteneva di essere in posizione di netto vantaggio – solo undicesimo.

I due – una volta venuti a conoscenza del “processo” sportivo – hanno inviato delle memoria difensive. «A causa della tensione posso aver alzato la voce in maniera da arrecare, seppur involontariamente, disturbo agli altri giocatori – scrive il maestro lettone – ma dopo la premiazione ho chiesto scusa all’arbitro, agli organizzatori e ai partecipanti». «Mi ha accusato, ma non subito, di aver mosso l’alfiere in maniera irregolare – sostiene invece l’italiano – e mentre lo diceva ha sbattuto violentemente il suo alfiere sulla scacchiera, facendo sobbalzare l’arbitro e disturbando il regolare svolgimento del torneo». A questo punto, il giocatore tesserato per la polisportiva, ha chiesto all’avversario di comportarsi correttamente. Ma ne è nato un litigio. Con l’arbitro – la cui decisione è contestata dal 72enne – costretto ad alzare bandiera bianca.

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