Il Tirreno

Grosseto

Benvenuti a casa di Gioia l’angelo di tutti gli animali

di Andrea Capitani
Benvenuti a casa di Gioia l’angelo di tutti gli animali

All’Argentario c’è un giardino con cani e gatti, ma anche caprette e pappagalli La proprietaria li ha presi dalla strada o dal macello, e li accudisce con amore

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MONTE ARGENTARIO. Benvenuti nella “Casa di Gioia”, dedicata agli animali provenienti da brutte situazioni, salvati dalla strada o dal macello. Un’oasi di pace dove hanno ritrovato la serenità e possono vivere finalmente amati da chi li accudisce per tutta la giornata, praticamente per 365 giorni all’anno.

Il cuore grande è quello di Katia Orsini, che nei pressi di Porto Santo Stefano ha creato con le sue mani, nel giardino e nella sua abitazione dove vive con marito e due figli, un rifugio per tutti gli animali che si trovavano in una precedente situazione di pericolo o di difficoltà. Sono circa un centinaio e tutti convivono nel migliore dei modi, in piena pace e serenità tra loro. E non si parla soltanto di cani (ne ha ben cinque) e di gatti (due sono i felini all’appello) come ci si potrebbe aspettare, ma tra questi è facile vedere anche tre pecore e ben cinque caprette che, se non fosse stato per l’intervento di Katia, a quest’ora probabilmente non potrebbero più scorrazzare felici. Ma non solo, perché all’interno delle voliere possiamo trovare circa settanta esemplari di volatili tra pappagalli, cocoriti, inseparabili, canarini e altri. E non è finita, perché all’esterno della casa è presente anche un piccolo laghetto, dove si trovano oltre una ventina tra carpe, pesci rossi e gambuse.

Insomma, una vera oasi di pace per tutti questi animali. Basta vederlo dal sorriso di Katia che, giorno dopo giorno, non si stanca mai di dar loro da mangiare, pulirli e coccolarli, nonostante sia comunque una pratica faticosa e dispendiosa. Tutto questo avviene senza nessuna sovvenzione: non fa infatti parte di nessuna associazione, nonostante si trovi spesso a collaborare con alcune di esse soprattutto per il salvataggio di alcuni esemplari in difficoltà. Come successe alcune estati fa sulla spiaggia del Pozzarello, quando riuscì ad aiutare addirittura un cigno e a portarlo in salvo. Tutto questo praticamente senza aiuti dall’esterno. «Non percepisco sovvenzioni e non ho un’associazione – racconta Katia – Sono iscritta all’Asl come allevamento, visto che per tenere capre e pecore occorre avere i registri. Mi sono informata poi sulla fattoria didattica e su altre cose, ma non si possono fare. Non posso diventare neanche rifugio per cani, perché ne occorrerebbero almeno 40, quindi faccio tutto da sola. Sono indipendente, ma collaboro con tutti: Maremma Cane di Orbetello mi ha fatto socio onorario, poi do una mano alle volontarie di Grosseto e Maremma Randagia. Sono anche volontaria del canile di Campagnatico. Non ho mai chiesto aiuti e sovvenzioni a nessuno, chiedo solo che la gente ami e tenga gli animali come li tengo io».

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