Il dolore
A spasso per la Feniglia sulle tracce dei lupi
di Andrea capitani
Duecento persone hanno preso parte domenica ad un’escursione nella riserva Tra un mese dal Portogallo i risultati su orme e feci trovate: razza pura o incroci?
3 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Tra un mese saranno resi noti i risultati genetici sulle tracce di predatori – canidi – trovate in Feniglia, ora al vaglio del Centro di Investigazione Biologica di Porto. Il laboratorio portoghese dovrà dire se appartengano a esemplari puri – e quindi lupi – oppure a “ibridi”. A dicembre verranno forniti i dati nell’ambito del progetto MedWolf.
Le domande. Nel frattempo è stata considerevole la partecipazione al primo incontro in Feniglia sulle tracce dei canidi e che si è svolto domenica pomeriggio organizzato dai carabinieri forestali del nucleo tutela biodiversità, dal progetto Life Medwolf e da Legambiente. Quasi duecento persone hanno preso parte ad un’escursione guidata nel lembo di terra che collega l’Argentario e Ansedonia dove da primavera si monitora la presenza di canidi predatori. Molti gli interrogativi posti agli esperti dai partecipanti sul comportamento dei lupi e sulle le loro abitudini, ma nessun timore. C’è chi si chiede se possano predare i daini e gli altri animali della Feniglia e quali conseguenze la loro presenza può avere sull’ambiente. E c’è stato anche chi ha consigliando agli esperti di apporre dei cartelli informativi sui predatori in questione e come portare un corretto comportamento quando si va a fare una passeggiata in pineta.
L’escursione. Domenica è stato battuto un percorso ad anello nella riserva naturale con le guide ambientali escursionistiche come Nunzio d’Apolito e Paola Fazzi, tecnici esperti di fauna selvatica e il personale dei carabinieri forestali, gestori della riserva, capitanati dal comandante Giovanni Quilghini. Sono stati mostrati anche pannelli informativi sul lupo, le sue caratteristiche, la sua organizzazione “sociale”, la sua distribuzione in Europa. Durante il percorso si sono incontrati resti di feci dei predatori, diverse da quelle di altri animali perché contenenti peli, probabili impronte di almeno un esemplare, oltre alle fototrappole grazie alle quali è stato possibile documentare con certezza la loro presenza.
L’inverno alle porte. «Nei prossimi mesi gli avvistamenti potrebbero diminuire rispetto all’estate – dicono gli esperti – perché, crescendo, i cuccioli si spostano di più per cacciare. Questo è un territorio di quasi 100 chilometri quadrati dove sono presenti moltissimi daini, in sovrannumero, e la presenza dei predatori sarà un buon viatico per riequilibrare la popolazione». La maggior parte degli avvistamenti sono stati fatti lungo la laguna, dove i canidi potrebbero essersi avvicinati per spingere i daini verso l’acqua».
Riserva aperta. L’escursione «Fa parte delle attività che facciamo per aprire la riserva e divulgare la conoscenza di essa – dice Quighini – Il predatore svolge un ruolo all’interno di un’area naturale che non preclude la fruizione da parte di coloro che la vogliono frequentare. La nostra attività di approfondimento del quadro conoscitivo va avanti in stretta collaborazione con il progetto MedWolf, ma adesso si incrementerà il nostro impegno nell’informazione. Organizzeremo altre giornate di questo tipo: questo è un punto di partenza per le attività di divulgazione della riserva in tutte le sue forme».
«Nessun pericolo». I predatori non sono pericolosi: hanno paura dell’uomo e hanno un comportamento elusivo. «Può succedere di incontrarli, visto che ci sono anche dei video che lo testimoniano – spiegano le guide ambientali – ma non succede nulla, perché quando vedono l’uomo scappano o comunque osservano da lontano, per semplice curiosità. Basta fare un po’di confusione e vanno via. Ricordiamo ai visitatori che devono portare i cani al guinzaglio, così come da regolamento. Inoltre non bisogna dare da mangiare agli animali: in tanti danno cibo ai daini. I lupi, lo ribadiamo, sono arrivati qua da soli con le loro zampe, a differenza dei daini che invece non sono autoctoni. Ibridi e lupi hanno lo stesso comportamento, diciamo solo che gli incroci con i cani “sciupano” un po’le loro caratteristiche genetiche». Tra circa un mese avremo risposte: puri o incroci?
Le domande. Nel frattempo è stata considerevole la partecipazione al primo incontro in Feniglia sulle tracce dei canidi e che si è svolto domenica pomeriggio organizzato dai carabinieri forestali del nucleo tutela biodiversità, dal progetto Life Medwolf e da Legambiente. Quasi duecento persone hanno preso parte ad un’escursione guidata nel lembo di terra che collega l’Argentario e Ansedonia dove da primavera si monitora la presenza di canidi predatori. Molti gli interrogativi posti agli esperti dai partecipanti sul comportamento dei lupi e sulle le loro abitudini, ma nessun timore. C’è chi si chiede se possano predare i daini e gli altri animali della Feniglia e quali conseguenze la loro presenza può avere sull’ambiente. E c’è stato anche chi ha consigliando agli esperti di apporre dei cartelli informativi sui predatori in questione e come portare un corretto comportamento quando si va a fare una passeggiata in pineta.
L’escursione. Domenica è stato battuto un percorso ad anello nella riserva naturale con le guide ambientali escursionistiche come Nunzio d’Apolito e Paola Fazzi, tecnici esperti di fauna selvatica e il personale dei carabinieri forestali, gestori della riserva, capitanati dal comandante Giovanni Quilghini. Sono stati mostrati anche pannelli informativi sul lupo, le sue caratteristiche, la sua organizzazione “sociale”, la sua distribuzione in Europa. Durante il percorso si sono incontrati resti di feci dei predatori, diverse da quelle di altri animali perché contenenti peli, probabili impronte di almeno un esemplare, oltre alle fototrappole grazie alle quali è stato possibile documentare con certezza la loro presenza.
L’inverno alle porte. «Nei prossimi mesi gli avvistamenti potrebbero diminuire rispetto all’estate – dicono gli esperti – perché, crescendo, i cuccioli si spostano di più per cacciare. Questo è un territorio di quasi 100 chilometri quadrati dove sono presenti moltissimi daini, in sovrannumero, e la presenza dei predatori sarà un buon viatico per riequilibrare la popolazione». La maggior parte degli avvistamenti sono stati fatti lungo la laguna, dove i canidi potrebbero essersi avvicinati per spingere i daini verso l’acqua».
Riserva aperta. L’escursione «Fa parte delle attività che facciamo per aprire la riserva e divulgare la conoscenza di essa – dice Quighini – Il predatore svolge un ruolo all’interno di un’area naturale che non preclude la fruizione da parte di coloro che la vogliono frequentare. La nostra attività di approfondimento del quadro conoscitivo va avanti in stretta collaborazione con il progetto MedWolf, ma adesso si incrementerà il nostro impegno nell’informazione. Organizzeremo altre giornate di questo tipo: questo è un punto di partenza per le attività di divulgazione della riserva in tutte le sue forme».
«Nessun pericolo». I predatori non sono pericolosi: hanno paura dell’uomo e hanno un comportamento elusivo. «Può succedere di incontrarli, visto che ci sono anche dei video che lo testimoniano – spiegano le guide ambientali – ma non succede nulla, perché quando vedono l’uomo scappano o comunque osservano da lontano, per semplice curiosità. Basta fare un po’di confusione e vanno via. Ricordiamo ai visitatori che devono portare i cani al guinzaglio, così come da regolamento. Inoltre non bisogna dare da mangiare agli animali: in tanti danno cibo ai daini. I lupi, lo ribadiamo, sono arrivati qua da soli con le loro zampe, a differenza dei daini che invece non sono autoctoni. Ibridi e lupi hanno lo stesso comportamento, diciamo solo che gli incroci con i cani “sciupano” un po’le loro caratteristiche genetiche». Tra circa un mese avremo risposte: puri o incroci?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
