Il dolore
Stop ai domiciliari, Giglio adesso è libero
Revocata la misura imposta al poliziotto sospettato in materia di armi, droga, anabolizzanti e falso
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GROSSETO. Sono cessate nella tarda mattinata di ieri le misure cautelari nei confronti di Stefano Giglio, l’assistente capo della polizia di stato messo agli arresti domiciliari poco meno di due mesi fa nell’ambito di un’inchiesta che comprende varie ipotesi di reato: spaccio e cessione di stupefacenti, detenzione abusiva di armi, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ricettazione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. Erano stati i colleghi della squadra mobile e i carabinieri del nucleo investigativo a notificargli l’ordinanza di custodia cautelare. L’assistente era appena smontato dal turno di notte.
Adesso Giglio non deve osservare nessun tipo di obbligo. Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto cessate le motivazioni per tenere ai domiciliari il poliziotto e non più necessario alcun tipo di restrizione. Il gip ha accolto l’istanza presentata l’altro giorno dal difensore di Giglio, l’avvocato Paolo Malasoma, revocando i domiciliari: «Adesso attendiamo che la Procura formuli l’avviso di fine indagini per fare i nostri passi», dice il legale, facendo riferimento alla presentazione di eventuali memorie o all’interrogatorio del proprio assistito, due strumenti previsti dal codice di procedura all’atto della notifica del 415 bis.
Giglio si era avvalso della facoltà di non rispondere al momento dell’interrogatorio di garanzia, pochi giorni dopo l’esecuzione dell’ordinanza. «Non ho fatto niente di quello che mi viene contestato» si era limitato a dire all’udienza. Nel frattempo lui e il suo avvocato hanno avuto modo di leggere le 2.800 pagine che compongono l’ordinanza e gli altri atti di indagine. (p.s.)
Adesso Giglio non deve osservare nessun tipo di obbligo. Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto cessate le motivazioni per tenere ai domiciliari il poliziotto e non più necessario alcun tipo di restrizione. Il gip ha accolto l’istanza presentata l’altro giorno dal difensore di Giglio, l’avvocato Paolo Malasoma, revocando i domiciliari: «Adesso attendiamo che la Procura formuli l’avviso di fine indagini per fare i nostri passi», dice il legale, facendo riferimento alla presentazione di eventuali memorie o all’interrogatorio del proprio assistito, due strumenti previsti dal codice di procedura all’atto della notifica del 415 bis.
Giglio si era avvalso della facoltà di non rispondere al momento dell’interrogatorio di garanzia, pochi giorni dopo l’esecuzione dell’ordinanza. «Non ho fatto niente di quello che mi viene contestato» si era limitato a dire all’udienza. Nel frattempo lui e il suo avvocato hanno avuto modo di leggere le 2.800 pagine che compongono l’ordinanza e gli altri atti di indagine. (p.s.)
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