Sicurezza
Il pesce lagunare varca i confini del mercato locale
di Ivana Agostini
Si potrà acquistare nelle pescherie Conad di Toscana e Lazio Piro: «Ci stiamo lasciando alle spalle il disastro del 2015»
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ORBETELLO . Dopo il disastro e lo choc della morìa 2015, i pescatori di Orbetello rialzano la testa e il loro pesce – quello tirato su dalla Laguna con il metodo della pesca tradizionale – supera i confini della Maremma: grazie a Conad e Slow Food approda in tutti i supermercati con pescheria di Conad del Tirreno, in Toscana e nel Lazio, dove sarà possibile acquistare il pesce pescato in maniera tradizionale nella laguna di Orbetello, cioè tutto il bouquet della pesca quotidiana.
«Conad ha creduto nel presidio Slow Food della pesca tradizionale – spiega Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa I pescatori di Orbetello – E questo è importante: è uno dei casi in cui la grande distribuzione valorizza il lavoro delle aziende locali mettendo l’accento sulla territorialità».
In laguna si pesca, dal 1946, seguendo i metodi tradizionali, grazie ai lavorieri, che sono gli “inganni da pesca” posizionati sui canali di collegamento tra mare e laguna, gestiti 24 ore su 24 dai pescatori che con sapienza e mestiere – e seguendo il variare delle maree – li usano per selezionare il prodotto da pescare rispetto a quello da salvaguardare per gli anni a venire. Questo è il modo di pescare in laguna: cioè si pensa sia al presente ma soprattutto al futuro delle specie ittiche. Viene seguita la stagionalità e il normale ritmo di crescita delle diverse specie.
Si tratta di una pesca che permette di monitorare l’ambiente e di tenere sotto osservazione un ecosistema delicatissimo come quello della Laguna di Orbetello. C’è chi sostiene che «la pesca tradizionale rende il pescatore un vero e proprio ambientalista». «La professionalità che la nostra azienda detiene sulla Laguna è secondo noi insostituibile – dice Piro – Vendere il pescato della Laguna per noi significa che, dopo la morìa dei pesci di due anni fa, la Laguna sta iniziando a rinascere e a dare nuovamente il suo frutto principale: il pesce».
Dopo il disastro dell’estate 2015 «ho detto diverse volte che sarebbero stato necessario attendere almeno due anni prima di poter tornare a vedere i frutti: non a raccoglierli – aggiunge il presidente della cooperativa I Pescatori di Orbetello – Abbiamo ripopolato la Laguna e quest’anno, dopo due anni “di buco”, il pesce è tornato anche se quello con i requisiti giusti per la vendita non è ancora in grandi quantità. Questo però fa sperare che, se non ci saranno altri disastri, il 2018 sarà davvero l’anno della rinascita, per qualità e quantità: potremo aumentare il fatturato e soprattutto garantire un pesce di grande qualità».
Piro è grato alla mano tesa dalla grande distribuzione. «La valorizzazione del pescato tradizionale da parte di Conad permette di valorizzare – dice – anche il territorio e il tutto diventa persino promozione turistica». Il circolo virtuoso tracciato e descritto dal presidente dei pescatori diventerà realtà ad una condizione: «Se la Laguna – sottolinea – continuerà a essere monitorata e salvaguardata».
«Stiamo lavorando a stretto contatto con i produttori del territorio maremmano – dice Paolo Degl’Innocenti, presidente e co-proprietario di Clodia srl, la società che possiede i tre punti vendita grossetani a marchio Conad – E soprattutto con quelli che ne rappresentano l’eccellenza stessa da valorizzare e promuovere anche al di fuori dell’ambito locale. Questa iniziativa specifica sul “Pescato della Laguna di Orbetello” – aggiunge Degl’Innocenti – ci permette di comunicare al meglio sia la valenza gastronomica che il risvolto territoriale rispetto a un progetto, quello del Presidio Slow Food, che sin dall’inizio abbiamo voluto sostenere direttamente, contribuendo alla sua nascita nel 2015».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Conad ha creduto nel presidio Slow Food della pesca tradizionale – spiega Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa I pescatori di Orbetello – E questo è importante: è uno dei casi in cui la grande distribuzione valorizza il lavoro delle aziende locali mettendo l’accento sulla territorialità».
In laguna si pesca, dal 1946, seguendo i metodi tradizionali, grazie ai lavorieri, che sono gli “inganni da pesca” posizionati sui canali di collegamento tra mare e laguna, gestiti 24 ore su 24 dai pescatori che con sapienza e mestiere – e seguendo il variare delle maree – li usano per selezionare il prodotto da pescare rispetto a quello da salvaguardare per gli anni a venire. Questo è il modo di pescare in laguna: cioè si pensa sia al presente ma soprattutto al futuro delle specie ittiche. Viene seguita la stagionalità e il normale ritmo di crescita delle diverse specie.
Si tratta di una pesca che permette di monitorare l’ambiente e di tenere sotto osservazione un ecosistema delicatissimo come quello della Laguna di Orbetello. C’è chi sostiene che «la pesca tradizionale rende il pescatore un vero e proprio ambientalista». «La professionalità che la nostra azienda detiene sulla Laguna è secondo noi insostituibile – dice Piro – Vendere il pescato della Laguna per noi significa che, dopo la morìa dei pesci di due anni fa, la Laguna sta iniziando a rinascere e a dare nuovamente il suo frutto principale: il pesce».
Dopo il disastro dell’estate 2015 «ho detto diverse volte che sarebbero stato necessario attendere almeno due anni prima di poter tornare a vedere i frutti: non a raccoglierli – aggiunge il presidente della cooperativa I Pescatori di Orbetello – Abbiamo ripopolato la Laguna e quest’anno, dopo due anni “di buco”, il pesce è tornato anche se quello con i requisiti giusti per la vendita non è ancora in grandi quantità. Questo però fa sperare che, se non ci saranno altri disastri, il 2018 sarà davvero l’anno della rinascita, per qualità e quantità: potremo aumentare il fatturato e soprattutto garantire un pesce di grande qualità».
Piro è grato alla mano tesa dalla grande distribuzione. «La valorizzazione del pescato tradizionale da parte di Conad permette di valorizzare – dice – anche il territorio e il tutto diventa persino promozione turistica». Il circolo virtuoso tracciato e descritto dal presidente dei pescatori diventerà realtà ad una condizione: «Se la Laguna – sottolinea – continuerà a essere monitorata e salvaguardata».
«Stiamo lavorando a stretto contatto con i produttori del territorio maremmano – dice Paolo Degl’Innocenti, presidente e co-proprietario di Clodia srl, la società che possiede i tre punti vendita grossetani a marchio Conad – E soprattutto con quelli che ne rappresentano l’eccellenza stessa da valorizzare e promuovere anche al di fuori dell’ambito locale. Questa iniziativa specifica sul “Pescato della Laguna di Orbetello” – aggiunge Degl’Innocenti – ci permette di comunicare al meglio sia la valenza gastronomica che il risvolto territoriale rispetto a un progetto, quello del Presidio Slow Food, che sin dall’inizio abbiamo voluto sostenere direttamente, contribuendo alla sua nascita nel 2015».
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