Sicurezza
Giovani ma poveri È disoccupato l’87% di chi chiede aiuto
di Enrico Pizzi
I dati della Diocesi su coloro che si rivolgono ai centri di ascolto Oggi il pranzo offerto da Conad alla Caritas: il vescovo a tavola
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GROSSETO. Giovani, ma giovani poveri. La sessione della due giorni di Coeso su “Benessere e comunità. Per un nuovo modello di welfare locale” curata dalla Caritas diocesana ha acceso i riflettori sul un fenomeno nuovo, o comunque meno indagato tra quelli delle nuove e vecchie povertà, il fenomeno della povertà giovanile, quella che riguarda la fascia d’età tra i 18 e i 35 anni con la quale, sempre più spesso, hanno a che fare i centro di accoglienza e di ascolto della Caritas.
Massimiliano Tulipano, della Caritas Grosseto, ha presentato “Futuro anteriore”, il rapporto 2017 su povertà giovanile ed esclusione sociale in Italia. I dati relativi al territorio diocesano di Grosseto mostrano che almeno un 16 per cento, tra coloro che si rivolgono ai Centri di ascolto presenti in Diocesi (parrocchiali e diocesano), ha fra i 18 e i 35 anni. Di questo campione, ben l’87 per cento dichiara di essere disoccupato. Tra gli interventi chiesti ed erogati dai centri di ascolto, il 49% riguardano la sfera alimentare, il 28% sono di sostegno economico mentre il 23% è relativo alla richiesta di ascolto e lavoro. «La povertà giovanile – dice Tulipano – è un fenomeno che va ricompreso nell’ambito delle altre povertà: famiglie in difficoltà, immigrati...», ma è anche un fenomeno che merita un’attenzione particolare. Fino a prima della crisi, infatti, erano gli adulti e gli anziani a essere più poveri, adesso la tendenza sembra essersi ribaltata e i giovani poveri hanno bisogno, essenzialmente – spiega Tulipano – di essere guidati nella individuazione delle opportunità.
La sessione del convegno dedicata al tema “contrastare la povertà per l’inclusione sociale”, è servita anche a introdurre la prima giornata mondiale dei poveri, indetta da Papa Francesco, che si celebra oggi. Il vescovo Rodolfo Cetoloni, infatti, ha aperto l’incontro con una riflessione sul senso della giornata dei poveri, sottolineando il valore della povertà, come occasione per aprirsi all’altro e lasciarsi interrogare dalla sua povertà, guardando all’altro per ritrovare e riscoprire una propria vitalità, non solo per fare qualcosa per l’altro. Oggi il vescovo presiederà, alle 11, la messa in Cattedrale e alle 12. 30 pranzerà alla mensa della Caritas insieme agli altri ospiti, con i prodotti offerti da Conad. Nelle parrocchie, intanto, sarà distribuito il documento sull’accoglienza e lanciato Scarp de tenis, giornale di strada nato a Milano nel 1994 da un’idea di Pietro Greppi, un pubblicitario che voleva impiantare nel capoluogo lombardo l’esperienza degli street magazine di origine anglosassone e adottò, come testata, il titolo della celebre canzone di Enzo Jannacci che descrive peripezie e umanità di un “barbun”. Oggi “Scarp” è passato alla Caritas ambrosiana, è edito dalla cooperativa Oltre e vede protagonisti persone senza dimora e altre persone in situazione di disagio personale o che soffrono forme di esclusione sociale, alle quali il giornale dà un’occupazione e una integrazione del reddito, oltre che la possibilità di riconquistare l’autostima e avviare un percorso di vita “normale”.
Massimiliano Tulipano, della Caritas Grosseto, ha presentato “Futuro anteriore”, il rapporto 2017 su povertà giovanile ed esclusione sociale in Italia. I dati relativi al territorio diocesano di Grosseto mostrano che almeno un 16 per cento, tra coloro che si rivolgono ai Centri di ascolto presenti in Diocesi (parrocchiali e diocesano), ha fra i 18 e i 35 anni. Di questo campione, ben l’87 per cento dichiara di essere disoccupato. Tra gli interventi chiesti ed erogati dai centri di ascolto, il 49% riguardano la sfera alimentare, il 28% sono di sostegno economico mentre il 23% è relativo alla richiesta di ascolto e lavoro. «La povertà giovanile – dice Tulipano – è un fenomeno che va ricompreso nell’ambito delle altre povertà: famiglie in difficoltà, immigrati...», ma è anche un fenomeno che merita un’attenzione particolare. Fino a prima della crisi, infatti, erano gli adulti e gli anziani a essere più poveri, adesso la tendenza sembra essersi ribaltata e i giovani poveri hanno bisogno, essenzialmente – spiega Tulipano – di essere guidati nella individuazione delle opportunità.
La sessione del convegno dedicata al tema “contrastare la povertà per l’inclusione sociale”, è servita anche a introdurre la prima giornata mondiale dei poveri, indetta da Papa Francesco, che si celebra oggi. Il vescovo Rodolfo Cetoloni, infatti, ha aperto l’incontro con una riflessione sul senso della giornata dei poveri, sottolineando il valore della povertà, come occasione per aprirsi all’altro e lasciarsi interrogare dalla sua povertà, guardando all’altro per ritrovare e riscoprire una propria vitalità, non solo per fare qualcosa per l’altro. Oggi il vescovo presiederà, alle 11, la messa in Cattedrale e alle 12. 30 pranzerà alla mensa della Caritas insieme agli altri ospiti, con i prodotti offerti da Conad. Nelle parrocchie, intanto, sarà distribuito il documento sull’accoglienza e lanciato Scarp de tenis, giornale di strada nato a Milano nel 1994 da un’idea di Pietro Greppi, un pubblicitario che voleva impiantare nel capoluogo lombardo l’esperienza degli street magazine di origine anglosassone e adottò, come testata, il titolo della celebre canzone di Enzo Jannacci che descrive peripezie e umanità di un “barbun”. Oggi “Scarp” è passato alla Caritas ambrosiana, è edito dalla cooperativa Oltre e vede protagonisti persone senza dimora e altre persone in situazione di disagio personale o che soffrono forme di esclusione sociale, alle quali il giornale dà un’occupazione e una integrazione del reddito, oltre che la possibilità di riconquistare l’autostima e avviare un percorso di vita “normale”.
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