Il Tirreno

Grosseto

Ucciso dall’amico fraterno Oggi i funerali in San Paolo

di Alfredo Faetti
Ucciso dall’amico fraterno Oggi i funerali in San Paolo

I familiari di Alessandro Toffoli hanno chiesto offerte per la ricerca contro il cancro Il suo omicida è agli arresti domiciliari dopo aver confessato il delitto ai carabinieri

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FOLLONICA. «Niente fiori ma offerte per la ricerca contro il cancro». L’ultimo saluto ad Alessandro Toffoli sarà contornato dall’altruismo che tutti coloro lo hanno conosciuto gli hanno riconosciuto in vita. Saranno celebrati questa mattina, alle 10.30 nella chiesa di San Paolo della Croce, i funerali del 58enne follonichese, ucciso domenica dall’amico e socio in affari Antonio Esposito, 70 anni, con tre colpi di fucile.

Un omicidio legato a una questione di soldi: i carabinieri hanno già ricostruito buona parte della dinamica, dato che lo stesso Esposito si è costituito poco dopo il delitto. Il 70enne è adesso a casa agli arresti domiciliari, così come ha deciso il tribunale di Grosseto convinto che non sussista alcun pericolo di fuga. Non ci sarà soltanto la moglie Elena e i due figli a dare l’ultimo saluto ad Alessandro, ma anche tutti i colleghi dell’Enel, gli amici di Follonica e della sua città natale, Massa Marittima. Tutti riuniti in un dolore che trova poche spiegazioni, legato a una morte inaspettata e per certi versi incredibile. «Amici fraterni», così un avvocato ha definito Toffoli ed Esposito, legati da molto tempo, da quando il secondo ha ristrutturato la casa del primo, una trentina d’anni fa. Da allora, i due sono sempre rimasti in contatto fino a mettersi in affari insieme: acquistavano vecchi immobili sul territorio e grazie alle rispettive competenze le rimettevano in sesto, pronte così a tornare sul mercato. Un meccanismo che ha permesso di mettere da parte diversi soldi, almeno fino allo scorso anno, quando Esposito ha sentito il peso degli anni e ha deciso di fare un passo indietro. 110mila euro: tanto era la buonuscita che Toffoli avrebbe dovuto versare al 70enne, ma il pagamento ha ritardato ad arrivare. Poi, lo scorso settembre, l’ultimo accordo: 650 euro al mese fino all’estinzione del debito. Pareva quello l’epilogo dei loro affari, ma la scorsa settimana Toffoli avrebbe richiesto indietro i primi due assegni consegnati ad Esposito.

Un colpo che il 70enne non ha retto, dato che su quei 110mila euro aveva riposto le speranze per il futuro, e quando Toffoli è arrivato nel suo orto nelle campagne scarlinesi, dove avevano appuntamento, si è consumato quel delitto che nessuno poteva aspettarsi. Tre colpi di fucile, portato con sé da Esposito - ha raccontato al pm - perché doveva sparare ad alcuni topi comparsi nella sua terra: tanto è bastato per negare il futuro ad entrambi.

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