Attenzione
Rsu Sei Toscana, la Cisl fa ricorso
di Guido Fiorini
Penalizzate Grosseto (4 delegati invece di 5) e Piombino (0 invece di 2). Si chiede una nuova assegnazione
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PIOMBINO. Un collegio senza eletti. Succede anche questo a Sei Toscana, non bastasse il caos causato dall’inchiesta che ha decapitato i vertici dell’azienda. E non sono solo alcuni lavoratori a protestare, ma la Fit Cisl ha deciso di fare ricorso al collegio regionale dei garanti. In sostanza i dipendenti ex Asiu (quindi quelli della Val di Cornia) hanno votato una scheda con i propri rappresentanti ma, al momento della ripartizione dei posti, 7 sono andati ad Arezzo, 6 a Siena e 4 a Grosseto. A Livorno 0, come se le schede dei voti fossero state bruciate in piazza, un po’come i libri a Berlino nel 1933.
«I due componenti della commissione elettorale di nomina Cisl – spiega il segretario regionale, Francesco Chiaravalli – rilevata la non corretta assegnazione dei seggi decisa in quella sede dalla maggioranza dei membri, in quanto penalizzava i lavoratori di due territori (Piombino e Grosseto), hanno rifiutato di firmare il verbale conclusivo dei lavori. Ma il ricorso da noi promosso contro la commissione elettorale è stato respinto con argomentazioni a dir poco fumose e inconsistenti».
«A seguito del nostro ulteriore ricorso siamo in attesa di convocazione da parte della commissione dei garanti di Siena, per discutere la cosa in quella sede. Fra l’altro, la controparte insiste nel presentare a suffragio delle loro tesi una comunicazione ricevuta in settembre, su carta intestata unitaria delle organizzazioni sindacali che sosterrebbe l’assegnazione dei seggi secondo l’aberrante formula da loro applicata. È una comunicazione da non ritenersi valida, perché errata e perché non affidabile (non è firmata da alcuno e in più è stata trasmessa in word, cioè in formato modificabile, quindi priva di ogni valore). Io stesso, venuto a conoscenza della cosa, prima ancora che la commissione procedesse all’assegnazione dei seggi, ho inviato alla commissione stessa alcune mail con le quali avvertivo dell’errore e dichiaravo che la comunicazione in oggetto non poteva essere considerata valida né legittima».
Ricapitolando il bacino elettorale di Sei e di conseguenza il numero di eleggibili per ciascun collegio, sono stati suddivisi come segue: collegio di Grosseto 301 aventi diritto eleggono 5 componenti; collegio di Arezzo 297 aventi diritto eleggono 5 componenti; collegio di Siena 293 aventi diritto eleggono 5 componenti e collegio di Piombino 83 aventi diritto eleggono 2 componenti. Una suddivisione che doveva assicurare l’equità richiesta dal regolamento attraverso la garanzia che ciascun collegio di lavoratori avrebbe potuto esprimere la sua parte di rappresentanza nella costituenda Rsu.
A seguito però di conteggi definiti “poco chiari”, invece, il risultato dell’assegnazione dei seggi da parte della maggioranza della commissione ha prodotto il risultato: collegio di Grosseto (numericamente più consistente) 4 componenti; collegio di Siena 6, collegio di Arezzo 7 e collegio di Piombino 0.
«Una confusione totale di numeri e voti – si legge nel ricorso –, con assegnazioni ibride, prima degli interi a livello di collegio, poi dei resti a livello invece centrale, in barba a quorum, eleggibili, omogeneità ecc. Qualcuno, pare, ha preteso di creare un nuovo meccanismo, in base alla distorta convinzione che, laddove non siano specificati e reiterati alcuni elementi, non importa se suffragati da secoli di prassi, si possa agire con un certo arbitrio. Che fine ha fatto il diritto a una adeguata rappresentanza delle varie realtà territoriali? A noi pare che i valori più importanti siano proprio la salvaguardia del valore della persona, della democrazia stessa, del diritto alla rappresentanza, e che in questo triste caso, tutto ciò sia stato disatteso. Per quanto sopra addotto, chiediamo alla competente autorità in indirizzo, l’Ispettorato del Lavoro di Siena, di convocare, nei tempi previsti dal regolamento vigente, la prevista commissione dei garanti, nelle persone dei rappresentanti così come individuati dallo stesso, al fine di discutere il ricorso della scrivente Federazione e deliberare di conseguenza quanto richiediamo, cioè l’attribuzione dei seggi secondo quanto previsto dal sistema a collegi e sancito dal regolamento».
«I due componenti della commissione elettorale di nomina Cisl – spiega il segretario regionale, Francesco Chiaravalli – rilevata la non corretta assegnazione dei seggi decisa in quella sede dalla maggioranza dei membri, in quanto penalizzava i lavoratori di due territori (Piombino e Grosseto), hanno rifiutato di firmare il verbale conclusivo dei lavori. Ma il ricorso da noi promosso contro la commissione elettorale è stato respinto con argomentazioni a dir poco fumose e inconsistenti».
«A seguito del nostro ulteriore ricorso siamo in attesa di convocazione da parte della commissione dei garanti di Siena, per discutere la cosa in quella sede. Fra l’altro, la controparte insiste nel presentare a suffragio delle loro tesi una comunicazione ricevuta in settembre, su carta intestata unitaria delle organizzazioni sindacali che sosterrebbe l’assegnazione dei seggi secondo l’aberrante formula da loro applicata. È una comunicazione da non ritenersi valida, perché errata e perché non affidabile (non è firmata da alcuno e in più è stata trasmessa in word, cioè in formato modificabile, quindi priva di ogni valore). Io stesso, venuto a conoscenza della cosa, prima ancora che la commissione procedesse all’assegnazione dei seggi, ho inviato alla commissione stessa alcune mail con le quali avvertivo dell’errore e dichiaravo che la comunicazione in oggetto non poteva essere considerata valida né legittima».
Ricapitolando il bacino elettorale di Sei e di conseguenza il numero di eleggibili per ciascun collegio, sono stati suddivisi come segue: collegio di Grosseto 301 aventi diritto eleggono 5 componenti; collegio di Arezzo 297 aventi diritto eleggono 5 componenti; collegio di Siena 293 aventi diritto eleggono 5 componenti e collegio di Piombino 83 aventi diritto eleggono 2 componenti. Una suddivisione che doveva assicurare l’equità richiesta dal regolamento attraverso la garanzia che ciascun collegio di lavoratori avrebbe potuto esprimere la sua parte di rappresentanza nella costituenda Rsu.
A seguito però di conteggi definiti “poco chiari”, invece, il risultato dell’assegnazione dei seggi da parte della maggioranza della commissione ha prodotto il risultato: collegio di Grosseto (numericamente più consistente) 4 componenti; collegio di Siena 6, collegio di Arezzo 7 e collegio di Piombino 0.
«Una confusione totale di numeri e voti – si legge nel ricorso –, con assegnazioni ibride, prima degli interi a livello di collegio, poi dei resti a livello invece centrale, in barba a quorum, eleggibili, omogeneità ecc. Qualcuno, pare, ha preteso di creare un nuovo meccanismo, in base alla distorta convinzione che, laddove non siano specificati e reiterati alcuni elementi, non importa se suffragati da secoli di prassi, si possa agire con un certo arbitrio. Che fine ha fatto il diritto a una adeguata rappresentanza delle varie realtà territoriali? A noi pare che i valori più importanti siano proprio la salvaguardia del valore della persona, della democrazia stessa, del diritto alla rappresentanza, e che in questo triste caso, tutto ciò sia stato disatteso. Per quanto sopra addotto, chiediamo alla competente autorità in indirizzo, l’Ispettorato del Lavoro di Siena, di convocare, nei tempi previsti dal regolamento vigente, la prevista commissione dei garanti, nelle persone dei rappresentanti così come individuati dallo stesso, al fine di discutere il ricorso della scrivente Federazione e deliberare di conseguenza quanto richiediamo, cioè l’attribuzione dei seggi secondo quanto previsto dal sistema a collegi e sancito dal regolamento».
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