Il Tirreno

Grosseto

Il museo si trasferisce Anche la zona si riqualifica

di Alfredo Faetti
Il museo si trasferisce Anche la zona si riqualifica

Nella nuova sede di via Corridoni, spazi ridisegnati e reperti valorizzati Verrà creato un bar caffetteria con una grande terrazza panoramica   

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MASSA MARITTIMA. Non c’è soltanto un nuovo studio degli spazi e una maggior valorizzazione dei reperti, ma anche la volontà di rispondere a due esigenze: le nuove richieste da parte degli utenti e una riqualificazione urbana dell’edificio e della zona stessa.

Sono questi i cardini della relazione tecnica per la collocazione del Museo di Storia e Arte di Massa Marittima nella nuova sede di via Corridoni, là dove fino a pochi giorni fa c’era la sede della polizia municipale. «Il progetto si inserisce in una cornice programmatica di iniziative volte a promuovere forme di rigenerazione urbana e di innovazione socioculturale, azioni che riescano a mettere al centro l’importanza della qualità e quantità di spazi per lo sviluppo della comunità», si legge nel documento. Avrà un nome specifico questa nuova realtà: “Subterraneo”, con l’intento di comprendere sia il Museo della Miniera sia quello di Arte e Storia.

«La creazione di questo nuovo polo culturale riveste un ruolo molto importante per la città di Massa per la valorizzazione del patrimonio pubblico comunale con l’ottimizzazione degli spazi dell’ex scuola elementare ora in disuso – continua la relazione – ma anche per la creazione di nuove funzioni, ad oggi assenti, in grado di creare nuove connessioni con la città: il bar-caffetteria con terrazza panoramica, il bookshop e la sala conferenze».

In questo senso, «l’idea è quella di creare un luogo di partecipazione della memoria del passato della città ma nello stesso tempo anche aprire lo spazio ad una fruizione pubblica», si legge nella relazione. Ecco allora la previsione non solo di un nuovo percorso museale, ma anche percorsi storici in giardino e la valorizzazione del collegamento visivo sull’ingresso della miniera, tutto accompagnato da un pacchetto d’interventi che mira a potenziare le possibilità della struttura pronta a nascere.

L’edificio che ospiterà il museo si estende su due piani fuori terra con terrazze da cui si ammira verso nord una splendida vista sul retro del Duomo, ad est l’ingresso delle miniere. Gli spazi a piano terra potranno essere usati come ingresso pubblico con un desk centrale, mentre le due grandi stanze ai lati utilizzate come aula didattica e come bookshop. Saranno aggiunti un locale magazzino e dei nuovi bagni accessibili.

Al primo piano si arriverà prendendo l’ascensore o la scala principale e lo spazio sarà articolato in quattro spazi ben distinti. L’idea di unire tutte le forze massetane poi si estende anche alla gestione. «I nuovi spazi, infatti, non sono pensati solo per i visitatori e i turisti ma anche come luogo di incontro e di ricordo degli stessi massetani.

Molti oggetti esposti al Museo di Arte e Storia della Miniera sono stati donati da famiglie di minatori – continua la relazione – Saranno infatti le associazioni locali e la Proloco a gestire il Parco del Poggio e alcuni spazi interni all’edificio, proprio per rimarcare il valore collettivo e identitario di questi luoghi».

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