Il Tirreno

Grosseto

Il vescovo a pranzo alla mensa Caritas

Il vescovo a pranzo alla mensa Caritas

Domenica la Diocesi celebra la Giornata dei poveri, nelle parrocchie sarà distribuito il giornale di strada “Scarp de’ tennis”

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GROSSETO. Domenica la Chiesa celebra la Giornata mondiale dei poveri ma già da oggi la Diocesi di Grosseto inizia il programma di iniziative di avvicinamento.

Punto centrale è la partecipazione alla due giorni promossa dal CoeSo-Società della Salute sul tema: “Benessere e comunità. Per un nuovo modello di welfare locale”: coordinerà don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana. Il vescovo Rodolfo Cetoloni presenterà e offrirà una sua riflessione sul messaggio del Papa per la Giornata dei poveri, quindi l’intervento del giornalista di Avvenire, Luca Liverani su “Raccontare le povertà: stereotipi e forza delle storie”, a cui seguirà la presentazione, da parte di Massimiliano Tulipano (Caritas Grosseto) di “Futuro anteriore”, il Rapporto 2017 su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia. Quindi Andrea De Conno (Anci Toscana – Federsanità) interverrà su “Sviluppare politiche territoriali di contrasto alla povertà: dagli strumenti nazionali alla programmazione locale”, mentre a tirare le conclusioni sarà lo stesso don Enzo, offrendo una riflessione su: “Dalla Pastorale dei servizi all’educazione allo sguardo”.

Domenica, poi, il vescovo Rodolfo presiederà la Messa in Duomo delle 11 a cui sono invitati in modo speciale gli operatori della carità del territorio. Poi alle 12. 30 pranzerà con gli ospiti della mensa Caritas in via Alfieri. «Il pranzo – dice don Capitani – sarà interamente offerto da Conad, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata anche in questa circostanza, evidenziando una vicinanza a Caritas che per noi è davvero importante e incoraggiante».

In occasione della Giornata dei poveri, inoltre, nelle parrocchie sarà distribuito il documento “Amati da Dio, appassionati dell’uomo. Possibili strade per una pastorale dell’accoglienza e dell’inclusione” , elaborato da Caritas attraverso il coinvolgimento di alcune realtà laicali della Diocesi.

L’altra novità legata alla prima Giornata dei poveri sarà il lancio, a Grosseto, del giornale di strada “Scarp de’ tenis”, il mensile sorto a Milano nel 1994 da un’idea di Pietro Greppi, un pubblicitario che voleva impiantare nel capoluogo lombardo l’esperienza degli street magazine di origine anglosassone. Ci riuscì, adottando come testata il titolo della celebre canzone di Enzo Jannacci che descrive peripezie e umanità di un “barbun”. Succesivamente “Scarp” è passato alla Caritas ambrosiana, che ha assegnato alla cooperativa Oltre il compito di editare il giornale.

«Con grande soddisfazione Scarp de’tenis sbarca a Grosseto – dice con soddisfazione il direttore Stefano Lampertico – Grazie all’impegno e alla tenacia della Caritas diocesana di Grosseto sarà infatti possibile acquistare Scarp anche nel capoluogo maremmano. Da vent’anni sulla strada, diffuso in tredici città italiane, Scarp è un progetto editoriale e sociale insieme, che nel tempo ha visto riconoscere la sua autorevolezza nel campo dell’informazione sociale. Scarp de’tenis è un progetto per noi davvero importante perché permette di garantire, grazie alla percentuale sul venduto che rimane al venditore in pettorina rossa, un reddito di inclusione a persone in situazioni di grave emarginazione e insieme di proporre una rivista di qualità su temi spesso trascurati dalla stampa tradizionale. Sul giornale troverete ogni mese le storie di Scarp, storie di strada, di riscatto, di ripartenza».

Protagonisti del progetto sociale di Scarp de’tenis sono, appunto, le persone senza dimora o in situazione di disagio personale o sociale. Il giornale intende da un lato dare loro un’occupazione e integrare il loro reddito, dall’altro accompagnarli nella riconquista dell’autostima e di un’effettiva dignità da cittadini. In questa domenica di lancio la rivista sarà venduta fuori dalla Cattedrale.

«Questa nuova giornata mondiale - ha detto Papa Francesco - diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente, affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo».

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