Il Tirreno

Grosseto

Ecco il Grande Fratello degli automobilisti

di Enrico Pizzi
Ecco il Grande Fratello degli automobilisti

Già in funzione alle entrate della città, il sistema permette di mappare gli spostamenti di un veicolo digitandone la targa

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GROSSETO . «Assessore, ma questo possiamo farlo noi, da soli». L’assessore alla sicurezza del Comune di Grosseto Fausto Turbanti ricorda che è iniziata così – più o meno con queste parole pronunciate dall’ingegnera responsabile dell’area tecnica di Netspring, Sara Ferri – l’avventura che ha portato alla nascita di TargaManent, sistema di telecamere, che leggono le targhe automobilistiche. Il Comune ha cominciato a utilizzare il sistema considerato all’avanguardia, oggi richiesto non solo da altri enti locali ma anche dalle imprese del settore che vorrebbero commercializzarlo.

Era settembre 2016, l’amministrazione Vivarelli Colonna si era insediata da poco: e stava cercando risposte alla domanda di sicurezza che arrivava dalla città, e che aveva rappresentato il principale cavallo di battaglia della campagna elettorale. I sistemi di lettura e riconoscimento delle targhe sono l’ultima frontiera nel campo del controllo delle strade. L’assessore Turbanti aveva partecipato a una fiera specializzata, a Rimini, e lì era maturata l’idea di verificare, con aziende del settore, fattibilità e costi del progetto per installare telecamere “intelligenti” ai varchi di accesso e in zone strategiche della città e delle frazioni. «Abbiamo così invitato un paio di aziende – ricorda Turbanti – che ci avevano illustrato i loro sistemi. All’incontro era presente anche Netsping, che gestisce la rete informatica e i ponti radio, e Ferri, finita la riunione, mi disse che quello che ci avevano mostrato poteva essere realizzato facilmente da loro. Per noi fu una svolta».

Tempo pochi mesi e a gennaio il prototipo di TargaManent era pronto. Un vero Grande Fratello, fatto in casa, perché Netspring è per il 57 per cento della Provincia di Grosseto, per il 21% del Comune capoluogo e per la parte restante di una ventina di soggetti fra Comuni e unioni di Comuni.

Oggi TargaManent conta su 36 telecamere di lettura targhe, che potrebbero presto diventare 50, collocate sugli accessi alla città e alle frazioni. Attraverso questi occhi l’amministrazione comunale può verificare – in caso di necessità o emergenza – il numero, la data e l’orario dei passaggi delle auto negli ultimi sette giorni.

Da dicembre, inoltre, grazie a un’applicazione per tablet, la polizia municipale potrà incrociare le informazioni con il data base della Motorizzazione civile e verificare, in tempo reale, se le auto siano regolarmente assicurate e revisionate, così come avviene già attraverso un altro sistema, il Targa System che va, invece, sulle auto della Municipale.

Da giugno, poi, il sistema è diventato accessibile anche ai carabinieri e alla polizia di Stato e grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine esiste anche una black list: per le targhe che rientrano in questa lista nera il riconoscimento e la segnalazione, al momento del passaggio sotto l’occhio elettronico, sono in tempo reale. «Un sistema come questo – spiega Turbanti – costerebbe più di 100mila euro, ma ne abbiamo spesi appena 12mila e il funzionamento non solo è analogo a sistemi più costosi, ma addirittura il nostro ha prestazioni superiori, uniche, tanto che ce lo stanno chiedendo non solo altri Comuni, ma anche le ditte del settore che vorrebbero acquistarlo per poi commercializzarlo».

«Il sistema TargaManent è già in funzione – spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – e sarà determinante per la sicurezza. Basta digitare una targa, o parte di essa, per risalire ad eventuali spostamenti di un veicolo, anche sospetto. Già in diversi casi – aggiunge il sindaco – le forze dell’ordine hanno richiesto al Comune controlli: in due giorni in cui si è svolta la manutenzione, la mancanza del sistema si è fatta subito sentire». Il lavoro che sanno fare quegli occhi elettronici sarebbe insomma enorme: ogni giorno registrano e processano circa 60mila targhe.

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