Il Tirreno

Grosseto

Bolletta da capogiro: «Paghi 23mila euro»

di Ivana Agostini
Bolletta da capogiro: «Paghi 23mila euro»

Scansano, imprenditore agricolo non vuole saldare: «L’utenza è staccata da anni». Fiora replica: «Sono importi precedenti»

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SCANSANO. A Scansano non è solo il famoso vino Morellino a valere oro ma anche l’acqua. Lo deve aver pensato anche Giovanni Piredda, che aveva un podere nella zona di Caprarecce non lontano dal torrente Trasubbie. A Piredda, infatti, alcuni giorni fa, è stata recapitata una bolletta dell’acqua da 23mila euro. Una cifra decisamente da capogiro che avrebbe lasciato tutti senza parole.

Ma ecco i fatti. L’utenza di Piredda risulta chiusa ormai da anni. «L’acqua al mio podere non arrivava, tanto che chiesi al Fiora di staccarla» racconta l’uomo ancora incredulo. Al podere di Piredda l’utenza risulterebbe chiusa dai primi anni 2000. Per la questione dell’acqua che non arrivava fra Piredda e il Fiora nacque anche una causa. «Il tribunale – spiega l’uomo – mandò un perito che, durante il sopralluogo, ebbe modo di vedere per quale motivo a me l’acqua non arrivava». In pratica, le tubazioni della condotta, quando il campo vicino all’appezzamento di terra di Piredda era stato lavorato, erano state distrutte. L’acqua quindi, da Piredda non poteva arrivare in quanto la condotta non esisteva più. Invece di incanalarsi nei tubi, se ne andava nel campo. «Tutto certificato dal perito – precisa l’uomo – che ha fatto anche delle foto e stilato una relazione da presentare al tribunale». Sarebbe dagli anni 90, secondo quanto racconta l’uomo, che in quel podere che fra le altre cose lui ha venduto, l’acqua non arriva più.

Ma non solo l’acqua. Anche le bollette non arrivano da tempo. «Per un periodo l’abbiamo portata con dei contenitori perché non c’era altro modo”. Non solo Piredda non ha intenzione di pagare un euro di quei 23mila arrivati in bolletta ma ribatte: «Per molto tempo ho pagato senza avere nel mio podere un goccio d’acqua. Ho perso anche del tempo per cercare una eventuale rottura nel mio terreno, ma nulla. Il problema era nel campo accanto dove la tubazione era stata distrutta».

Del perché di una bolletta a dir poco salata abbiamo chiesto spiegazioni ad Acquedotto del Fiora: «L’utenza in questione – precisa l’Acquedotto – è chiusa, pertanto non si tratta di una bolletta ma di un sollecito per un debito pregresso, riferito a più bollette di diversi anni passati che non sono mai state saldate». Quindi, da un lato Piredda dice di aver pagato anche quando l’acqua non gli arrivava e quindi pensa di aver dato dei soldi per un servizio di cui non ha goduto e dall’altro il Fiora gli chiede un pagamento che nel tempo non sarebbe stato mai fatto perché – come dice Piredda – lui l’acqua non l’aveva. «Qualora l’utente interessato avesse necessità di chiarimenti, – conclude il Fiora – gli uffici del gestore sono come sempre a disposizione per fornirli». Rimane adesso da vedere come si risolverà la questione: se Piredda deve effettivamente pagare oppure se, dato che l’acqua se ne andava nei campi, e non arrivava alla sua casa, nulla avrà da dare. Certo che con 23mila euro avrebbe potuto comprare parecchie casse del prezioso vino che ha reso famoso il territorio di Scansano.

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