Il Tirreno

Grosseto

Alluvione, il pasticcio delle esenzioni

di Ivana Agostini
Alluvione, il pasticcio delle esenzioni

Nel 2012 scattarono gli esoneri sulle tariffe, oggi il Comune invia lettere ai “morosi”. Scatta la protesta, l’ente fa dietrofront

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ALBINIA. In queste settimane il Comune di Orbetello ha inviato nelle case di molti albiniesi lettere in cui sollecitava il pagamento di servizi scolastici (trasporto, mensa, asilo nido) relativi al periodo dicembre 2012-giugno 2013, ovvero a quello successivo all’alluvione. Molti cittadini però sono sobbalzati, avendo sempre pensato di essere esentati dal pagamento. In quel periodo, in effetti, l’allora giunta emanò una delibera in cui esonerava i residenti di Albinia e delle zone confinanti da queste tariffe. Cos’è successo? E perché gli alluvionati che dovevano essere esentati sono oggi considerati “morosi” dal nuovo Comune? La faccenda è esplosa e si è anche risolta in questi giorni, a seguito delle proteste e dell’interessamento dell’associazione Vita, arrivando alla fine a un “esonero” definitivo per tutti i (considerati) morosi. I quali quindi, nonostante le recenti lettere arrivate, non saranno più chiamati a pagare.

I fatti risalgono al periodo subito successivo all’alluvione del 2012 quando l’amministrazione di Monica Paffetti aveva previsto, con una delibera del dicembre 2012, che fossero esonerati dal pagamento dei servizi scolastici, per il periodo di novembre, tutti i residenti ad Albinia e nelle zone vicine colpite dall’alluvione. Nello stesso atto era previsto di sospendere, da dicembre, il pagamento degli stessi servizi scolastici in attesa che venissero individuati gli aventi diritto all’esonero. «Il Comune – spiega Luca Aldi, attuale capogruppo di opposizione e amministratore nella giunta Paffetti – fece un controllo nel quale individuò, in base alle richieste dei danni, gli aventi diritto all’esonero».

In pratica fu fatto un elenco, dove risultava chi aveva diritto all’esonero. Non tutti i residenti ad Albinia e zone vicine risultavano esentati dal pagamento ma solo alcuni presenti in quel determinato elenco stilato dal Comune. Poi, forse per il caos generale o per una mancata comunicazione da parte degli uffici comunali, si ingenerò un certo disordine, per cui anche chi non aveva diritto all’esenzione non pagò quelle tariffe.

A distanza di 5 anni, nelle scorse settimane il Comune ha spedito a questi presunti “morosi” le lettere con le quali richiedeva i soldi non pagati. I diretti interessati, non comprendendo il motivo della richiesta dopo 5 anni e anzi considerandosi da sempre esentati, hanno chiesto spiegazioni al Comune stesso e contattato Vita.

Lo scorso 7 novembre la svolta. La giunta, consultati i capigruppo dell’opposizione, ha esteso l’esonero per il pagamento dei servizi scolastici di refezione, trasporto e asilo nido a “tutti” i residenti ad Albinia e zone confinanti alluvionate, anche a quelli non compresi nell’elenco individuato dal Comune nel 2013. Quindi a tutti. «In pratica – sostiene Vita – una misura prevista per aiutare economicamente chi aveva avuto danni dall’alluvione ha finito per agevolare tutti, anche potenzialmente chi è moroso per altri motivi».

A questo punto l’associazione tira in ballo anche l’alluvione 2014. E chiede il motivo per cui quello che è stato previsto nella delibera che esonera tutti per il 2012 (ossia l’individuazione delle zone vicine ad Albinia interessate dall’alluvione) non sia stato fatto anche per il 2014». Vita fa riferimento all’esenzione Tari prevista per gli alluvionati del 2014.

In quel caso gli aventi diritto non furono individuati in base a un elenco preciso di alluvionati - una quarantina - stilato dal Comune, ma facendo riferimento all’elenco di coloro che potenzialmente avevano diritto a chiedere il rimborso. «Così facendo – dice Vita – l’esenzione potrebbe essere arrivata anche a chi non era stato colpito dall’evento ma aveva chiesto i danni e, per assurdo, non a chi pur rientrando nell’elenco alluvionati non li aveva chiesti. Una perimetrazione della zona nel 2014 era più semplice che nel 2012».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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