Il dolore
Le mamme irrompono nel consiglio comunale
di Alfredo Faetti
Al centro del dibattito la nuova scuola elementare che aprirà a Scarlino Scalo «Non ci sono garanzie sulla data: in questo modo il borgo rischia di spopolarsi»
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SCARLINO. L’argomento era del tutto estraneo all’ordine del giorno, ma il consiglio comunale di ieri mattina a Scarlino è stato caratterizzato dal prossimo futuro della nuova scuola elementare dello Scalo.
Sono state le mamme stesse a portare la discussione nell’assise attraverso la consigliera d’opposizione Francesca Travison, cercando di focalizzare l’attenzione su due aspetti legati al mondo della scuola e di diretta conseguenza del paese stesso: il primo riguarda la richiesta di informazioni circa la paventata apertura del nuovo plesso per settembre 2018 perché se così fosse confermato, c’è da far fronte alle iscrizioni già a gennaio; il secondo aspetto riguarda poi il futuro del capoluogo, perché secondo i più lo spostamento delle scuole nella frazione dello Scalo non farà altro che velocizzare lo spopolamento di Scarlino paese. Questioni che il sindaco Marcello Stella si è impegnato a discutere nelle prossime settimane, organizzando anche un sopralluogo con una delegazione di genitori all’interno del plesso in costruzione.
Il primo punto all’ordine del giorno riguardava l’adesione del comune al nuovo distretto rurale della Toscana del Sud. Stella ha spiegato di che si tratta per poi passare la parola a Travison, del gruppo Il Coraggio di Cambiare. «Dato che i consigli comunali sono sporadici, questo è il quinto, stamani voglio parlare della nuova scuola», ha detto la consigliera, prendendo in contropiede la maggioranza ma non le mamme presenti, chiuse nei propri cappotti, sedute in sala. «So che non c’entra nulla ma vogliamo comunque parlarne, perché a gennaio iniziano le iscrizioni per il prossimo anno scolastico e ancora non sappiamo se e quando la scuola aprirà – continua Travison – Si sente parlare della palestra al secondo piano, di cinque classi a disposizioni, ma non sappiamo nulla di certo. Per questo chiediamo un impegno al sindaco per un incontro in cui dire quando la scuola aprirà e quali spazi ha già in dotazione». La discussione a riguardo arriverà solo alla fine della seduta e per quanto breve sarà piuttosto accesa.
«Il paese sta morendo», tuona una delle mamme, riferendosi al fatto che lo spostamento delle elementari allo Scalo significa privare Scarlino di un servizio basilare. «Risposte nel tempo non ci sono state – dice un’altra – il vostro progetto riguarda un paese intero». L’assessora Francesca Mencuccini, da sola, prova a spiegare che se ancora non sono state date informazioni ufficiali è solo perché si attendono i pareri di Asl e della scuola sul plesso stesso. «Dobbiamo aspettare di capire se il progetto può realizzarsi secondo la nostra idea», spiega, invitando le mamme a consultarsi con lei, in quanto assessore competente, senza doversi appellare all’opposizione. «Non voglio strumentalizzazioni sulla scuola», dice, dando il via a un litigio con Travison. «L’accusa di strumentalizzazione è la via più facile per voi», replica quest’ultima. La discussione termina con l’impegno del sindaco per un sopralluogo, in attesa che il confronto generale sul futuro del paese e del territorio entri nel vivo.
Sono state le mamme stesse a portare la discussione nell’assise attraverso la consigliera d’opposizione Francesca Travison, cercando di focalizzare l’attenzione su due aspetti legati al mondo della scuola e di diretta conseguenza del paese stesso: il primo riguarda la richiesta di informazioni circa la paventata apertura del nuovo plesso per settembre 2018 perché se così fosse confermato, c’è da far fronte alle iscrizioni già a gennaio; il secondo aspetto riguarda poi il futuro del capoluogo, perché secondo i più lo spostamento delle scuole nella frazione dello Scalo non farà altro che velocizzare lo spopolamento di Scarlino paese. Questioni che il sindaco Marcello Stella si è impegnato a discutere nelle prossime settimane, organizzando anche un sopralluogo con una delegazione di genitori all’interno del plesso in costruzione.
Il primo punto all’ordine del giorno riguardava l’adesione del comune al nuovo distretto rurale della Toscana del Sud. Stella ha spiegato di che si tratta per poi passare la parola a Travison, del gruppo Il Coraggio di Cambiare. «Dato che i consigli comunali sono sporadici, questo è il quinto, stamani voglio parlare della nuova scuola», ha detto la consigliera, prendendo in contropiede la maggioranza ma non le mamme presenti, chiuse nei propri cappotti, sedute in sala. «So che non c’entra nulla ma vogliamo comunque parlarne, perché a gennaio iniziano le iscrizioni per il prossimo anno scolastico e ancora non sappiamo se e quando la scuola aprirà – continua Travison – Si sente parlare della palestra al secondo piano, di cinque classi a disposizioni, ma non sappiamo nulla di certo. Per questo chiediamo un impegno al sindaco per un incontro in cui dire quando la scuola aprirà e quali spazi ha già in dotazione». La discussione a riguardo arriverà solo alla fine della seduta e per quanto breve sarà piuttosto accesa.
«Il paese sta morendo», tuona una delle mamme, riferendosi al fatto che lo spostamento delle elementari allo Scalo significa privare Scarlino di un servizio basilare. «Risposte nel tempo non ci sono state – dice un’altra – il vostro progetto riguarda un paese intero». L’assessora Francesca Mencuccini, da sola, prova a spiegare che se ancora non sono state date informazioni ufficiali è solo perché si attendono i pareri di Asl e della scuola sul plesso stesso. «Dobbiamo aspettare di capire se il progetto può realizzarsi secondo la nostra idea», spiega, invitando le mamme a consultarsi con lei, in quanto assessore competente, senza doversi appellare all’opposizione. «Non voglio strumentalizzazioni sulla scuola», dice, dando il via a un litigio con Travison. «L’accusa di strumentalizzazione è la via più facile per voi», replica quest’ultima. La discussione termina con l’impegno del sindaco per un sopralluogo, in attesa che il confronto generale sul futuro del paese e del territorio entri nel vivo.
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