Sicurezza
In bici per mulattiere Sul monte Amiata è tempo di freeride
di Fiora Bonelli
Castel del Piano, i progetti saranno illustrati oggi in consiglio «Basso impatto ambientale e vantaggi occupazionali»
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CASTEL DEL PIANO. La montagna del freeride approda in consiglio comunale a Castel del Piano oggi alle 17,30, puntando a mettere a tacere gli attacchi di chi parla di offesa all’ambiente amiatino.
A illustrare l’impatto ambientale limitato e le potenzialità turistiche di questo sport che da un anno ha fatto balzare l’Amiata all’attenzione degli appassionati sarà, davanti ai consiglieri, Stefano Papi dell’Isa impianti, capofila di altre società e soggetti fra cui Amiata free ride e Tondi sport, che godono dell’appoggio del Comune e sono pronti a cavalcare le attività di nicchia di un turismo che si propone di animare la montagna in tutte le stagioni.
La minoranza di Castel del Piano ha sollevato a più riprese la questione dell’impatto ambientale e ora il sindaco Claudio Franci ha chiamato a esporre il progetto il responsabile Isa e gli altri del freeride. Una pratica ludico sportiva che, in bici mountain bike, si applica senza cronometro, tabelle e stessi percorsi ripetuti per affrontare stradine o mulattiere senza precise regole e senza un itinerario predefinito, ma in assoluta libertà. Difficoltà diversificate nelle varie piste, come l’ultima nata, l’ottovolante, affrontabile anche da esperti o principianti. Più impegnativa la pista red Jack costruita con una base di legno dove la pendenza è notevole. Le bici per affrontare le spedizioni si noleggiano direttamente al prato delle Macinaie al punto Amiata freeride: «Alle Macinaie - spiega Papi - abbiamo oltre 50 biciclette da discesa e da escursione, anche quelle elettricamente assistite e tanti tipi per i bambini. Da un anno siamo in crescita e tutta la stagione che è stata di 52 giorni, dato che apriamo solo il week end, è stata un successo con 3.500 presenze e oltre, con un target di età fra 30 e 40 anni». Papi dirà in consiglio comunale che l’impatto ambientale è davvero irrisorio: «Intanto – dice – non abbiamo istallato nel bosco nulla di permanente. La nostra attività è di presidio e tutela del bosco. Regimentiamo le acque, utilizziamo sentieri naturali e per quelli che creiamo usiamo solo terra certificata locale e niente cemento. Facciamo manutenzione quotidiana, facendo attenzione a mantenere puliti scoli e fossette. I nostri tracciati rispettano l’ambiente. Abbiamo il miglior standard di manutenzione rispetto ai parchi nel centro Italia. Anche i salti sono stati creati nelle piste da sci usando la stessa terra locale e serviranno d’inverno per lo snow park. Di alberi ne abbiamo tagliati solo una cinquantina e il legno lo abbiamo riutilizzato per i lavori nel parco. Il sito amiatino è competitivo con quelli di Sestriere, Bormio e Livigno e viene gente da tutta Italia». Non ultimo, un grande vantaggio per l’Amiata: «65 persone a lavoro e non è cosa da poco se si pensa che possiamo incrementare il tutto».
A illustrare l’impatto ambientale limitato e le potenzialità turistiche di questo sport che da un anno ha fatto balzare l’Amiata all’attenzione degli appassionati sarà, davanti ai consiglieri, Stefano Papi dell’Isa impianti, capofila di altre società e soggetti fra cui Amiata free ride e Tondi sport, che godono dell’appoggio del Comune e sono pronti a cavalcare le attività di nicchia di un turismo che si propone di animare la montagna in tutte le stagioni.
La minoranza di Castel del Piano ha sollevato a più riprese la questione dell’impatto ambientale e ora il sindaco Claudio Franci ha chiamato a esporre il progetto il responsabile Isa e gli altri del freeride. Una pratica ludico sportiva che, in bici mountain bike, si applica senza cronometro, tabelle e stessi percorsi ripetuti per affrontare stradine o mulattiere senza precise regole e senza un itinerario predefinito, ma in assoluta libertà. Difficoltà diversificate nelle varie piste, come l’ultima nata, l’ottovolante, affrontabile anche da esperti o principianti. Più impegnativa la pista red Jack costruita con una base di legno dove la pendenza è notevole. Le bici per affrontare le spedizioni si noleggiano direttamente al prato delle Macinaie al punto Amiata freeride: «Alle Macinaie - spiega Papi - abbiamo oltre 50 biciclette da discesa e da escursione, anche quelle elettricamente assistite e tanti tipi per i bambini. Da un anno siamo in crescita e tutta la stagione che è stata di 52 giorni, dato che apriamo solo il week end, è stata un successo con 3.500 presenze e oltre, con un target di età fra 30 e 40 anni». Papi dirà in consiglio comunale che l’impatto ambientale è davvero irrisorio: «Intanto – dice – non abbiamo istallato nel bosco nulla di permanente. La nostra attività è di presidio e tutela del bosco. Regimentiamo le acque, utilizziamo sentieri naturali e per quelli che creiamo usiamo solo terra certificata locale e niente cemento. Facciamo manutenzione quotidiana, facendo attenzione a mantenere puliti scoli e fossette. I nostri tracciati rispettano l’ambiente. Abbiamo il miglior standard di manutenzione rispetto ai parchi nel centro Italia. Anche i salti sono stati creati nelle piste da sci usando la stessa terra locale e serviranno d’inverno per lo snow park. Di alberi ne abbiamo tagliati solo una cinquantina e il legno lo abbiamo riutilizzato per i lavori nel parco. Il sito amiatino è competitivo con quelli di Sestriere, Bormio e Livigno e viene gente da tutta Italia». Non ultimo, un grande vantaggio per l’Amiata: «65 persone a lavoro e non è cosa da poco se si pensa che possiamo incrementare il tutto».
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