Il Tirreno

Grosseto

Coltellate a un ragazzo Arrestati due ventenni

di Francesca Gori
Coltellate a un ragazzo Arrestati due ventenni

Presi al bar: nello zaino avevano gli abiti sporchi di sangue 

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GROSSETO. Il sabato sera piazza del Sale era piena di gente. I locali affollati, le risate, un gin tonic e un po’ di musica: poco prima dell’una però l’atmosfera della festa era stata interrotta dal suono delle sirene. Un’ambulanza e un’automedica, il personale del 118 di corsa sulle Mura e l’arrivo dei carabinieri prima e della polizia poi. Sul bastione Cavallerizza c’era un ragazzo di origini marocchine per terra, in una pozza di sangue. Non aveva documenti, ma tagli profondi all’addome e sopra le scapole, in punti che lo avrebbero potuto uccidere. Una volta arrivato all’ospedale il ragazzo è stato operato e identificato attraverso le impronte digitali: è stata questa la prima traccia seguita dagli uomini della squadra mobile di Grosseto che insieme ai colleghi di Livorno, qualche giorno fa, hanno arrestato due ragazzi tunisini: Mohamed Hamza Talbi, 22 anni e Elyes Ben Saad, 21 anni. A sferrare le coltellate sarebbe stato quest’ultimo, mentre il suo amico teneva fermo il ragazzo per le spalle.

I due ragazzi sono accusati di tentato omicidio e sono ora in carcere a Livorno, dopo l’udienza di convalida dell’arresto.

Gli uomini della quadra Mobile di Grosseto hanno saputo subito che il giovane che aveva sferrato quei fendenti al ragazzo sulle Mura era conosciuto a Grosseto con il soprannome di “Fakir”. Era poco, ma era già qualcosa: da quella piccola traccia i poliziotti sono riusciti a risalire ai due tunisini. Il primo fatto che è emerso, è stato che sulle Mura non si erano affrontati due ragazzi, ma che ce n’era anche un terzo che aveva bloccato da dietro la vittima mentre veniva colpita. Elyes Ben Saad, dopo aver accoltellato il ragazzo, era tornato a Livorno, mentre Talbi, due giorni dopo, aveva deciso di raggiungere Firenze.

La loro fuga però è durata poco: i due ragazzi hanno deciso di incontrarsi sabato scorso a Livorno, dove Talbi è arrivato con il treno delle 15. Alla stazione c’erano però i poliziotti della squadra mobile ad aspettarlo. Dovevano incontrarsi probabilmente per organizzare la fuga, anche se la scusa che avevano trovato era quella di consegnare alcuni oggetti personali. Talbi, una volta arrivato alla stazione, è stato riconosciuto dagli uomini della squadra mobile di Livorno che ha collaborato con quella di Grosseto: aveva con sé una sacca e uno zaino voluminoso. Ha attraversato la piazza ed è saliti su un autobus dal quale è sceso solo una volta arrivato in piazza della Repubblica.

Era qui che aveva fissato l’appuntamento con Elyes Ben Saad: i due ventenni sono entrati in un bar affacciato sulla pizza, nel centro di Livorno, e si sono messi seduti a un tavolo all’esterno del locale. Era Ben salaad, il ragazzo che aveva accoltellato il giovane sulla Mura. I poliziotti sono quindi entrati subito in azione: hanno fermato i due ventenni e li hanno perquisiti. Nello zaino e nella sacca che Talbi aveva con sé quando è sceso dal treno. Dentro c’erano alcuni vestiti ancora macchiati di sangue. Sangue ormai rappreso, oltre a numerosi oggetti personali, telefoni cellulari e schede sim.

Dall’analisi delle immagini acquisite di alcuni impianti di videosorveglianza la polizia ha visto che i capi di abbigliamento sporchi di sangue erano proprio quelli indossati la notte dell’accoltellamento dulla Mura, quando i due ragazzi hanno rischiato di uccidere un coetaneo.

Talbi e Ben saad sono stati fermati e accompagnati al carcere delle Sughere di Livorno dove ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto per i due giovani la carcerazione: secondo le indagini infatti, c’era il concreto pericolo di fuga da parte dei due ventenni che probabilmente si erano incontrati a Livorno proprio per organizzarsi e far perdere le proprie tracce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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