Il Tirreno

Grosseto

Salsicce e fagioli per dire no ai gessi rossi

GAVORRANO. Polenta e salsiccia non è soltanto un’ottima soluzione culinaria per combattere il freddo dell’inverno, ma anche un’occasione per combattere le righe e mettere insieme un po’di soldi in...

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GAVORRANO. Polenta e salsiccia non è soltanto un’ottima soluzione culinaria per combattere il freddo dell’inverno, ma anche un’occasione per combattere le righe e mettere insieme un po’di soldi in vista delle future eventuali battaglie.

Con questo spirito, il Comitato per la tutela del Bruna ha organizzato un pranzo sociale a cui hanno aderito oltre cento persone, riunite a tavola dalla possibilità che il prossimo sito in cui sistemare i gessi rossi Tioxide possa essere la cava della Bartolina, sistemata a metà strada tra Gavorrano e Roccastrada (benché rientri nei confini comunali del primo). «Hanno aderito all’invito delle associazioni più di centoventi commensali paganti, ad ulteriore testimonianza della crescente preoccupazione nel territorio riguardo a tale tematica – raccontano gli organizzatori – Timori condivisi, che hanno unito ai tavoli, in allegria, i cittadini, gli operatori turistici e gli agricoltori, di questo bellissimo pezzo di Maremma, tra Ribolla e la Castellaccia». È chiaro che il primo motivo per cui il Comitato ha bisogno di entrate economiche sta nell’eventuale ricorso al tar qualora la scelta per i gessi ricada proprio sulla cava della Bartolina: ricorso che potrebbe essere presentato per impugnare qualsiasi autorizzazione venga rilasciata a questo scopo. Una possibilità già paventata da tempo, sin dagli arbori di questo giovane comitato, nato con la convinzione che lo stoccaggio dei gessi (scarti di produzione del biossido di titanio) in questa cava gavorranese possa andare a contaminare la falda acquifera che giace nel sottosuolo e che alimenta il Bruna, fiume che attraversa le campagne fino a Castiglione della Pescaia da cui attingono molte aziende agricole. C’è da scommettere, quindi, che il pranzo sociale che si è tenuto domenica sia solo la prima di diverse iniziative. Lo stesso è immaginabile per l’altro comitato nato con la questione del nuovo sito dei gessi, ossia quello del No alla Vallina, l’altra cava ritenuta papabile come scelta dell’azienda. I comitati insomma sono operativi, in attesa di conoscere i pareri dei proponenti del dibattito pubblico (Comune e società) atteso prima di Natale. (a.f.)

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