Il Tirreno

Grosseto

«Non intendiamo più discutere di pozzi»

di Francesca Ferri
«Non intendiamo più discutere di pozzi»

Il sindaco replica ai residenti di Verde Maremma: «Nessun obbligo a dare acqua irrigua». Poi però annuncia un incontro

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GROSSETO. «Nella convenzione con Verde Maremma non c’è nessun obbligo per il Comune di Grosseto di fornire l’acqua irrigua ai proprietari dei giardini di quella lottizzazione. Non c’è un atto formale con cui il Comune ha deciso di aprire i pozzi in passato, di conseguenza non è necessario un atto amministrativo per prendere una decisione contro una condotta fino a quel momento adottata in maniera illegittima».

Così il sindaco di Grosseto risponde agli oltre duecento abitanti di Verde Maremma che tornano a chiedere all’amministrazione di districare il complicato groviglio dei pozzi irrigui. Gli abitanti del quartiere, a seguito di richiesta di accesso agli atti, hanno scoperto che la decisione del Comune di non riaprire i pozzi lo scorso aprile non poggia su alcun atto formale. E, con una petizione, chiedono che il Comune torni a gestire i pozzi irrigui, compreso quello del loro quartiere che, servendo circa 400 utenze, è complicato gestire da parte dei privati.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, però, risponde picche. La decisione, dice in una nota, è maturata in una conferenza dei dirigenti ed è un «mero atto gestionale» basato su due determine dirigenziali.

Ma soprattutto, dice il sindaco, la convenzione non obbliga il Comune a fornire acqua a Verde Maremma. Un’affermazione destinata a suscitare polemiche. A pagina 7 della convenzione, infatti, è scritto chiaramente che «per l’innaffiamento dovrà essere assicurata una disponibilità di acqua di almeno due litri al giorno». E del resto gli abitanti non si sono mai sottratti al pagamento delle spese vive, chiedendo solo che il Comune torni a fare la manutenzione complessiva.

Non è questa, però, l’unica dichiarazione che potrebbe suscitare qualche perplessità nei firmatari della petizione. Vivarelli Colonna parla infatti di «prassi impropria» per definire l’uso privato dei pozzi pubblici e spiega che «da questo anno, il Comune provvede alla sola manutenzione dei pozzi a servizio del patrimonio pubblico, tramite la società Sistema».

Eppure nella stessa nota, poco prima, dopo aver elencato i pozzi a uso del verde pubblico aperti (parco del fiume Ombrone, rotatorie di via Scansanese e piazza Volturno, valli intorno alle Mura Medicee, vasche del Cavallino di via Manetti e piazza della Vasca, innumerevoli impianti sportivi e, ad agosto, sistemato l’impianto del Parco di via Giotto), il sindaco spiega che «abbiamo effettuato molteplici interventi per rendere fruibili i pozzi a servizio delle aree private che nei mesi estivi sono stati consegnati agli amministratori di condominio che ne hanno fatto richiesta». Lavori, prosegue il sindaco, «fatti dalla società Sistema in forza proprio di quell’atto del 2014 che affidava alla società in house del Comune la manutenzione degli impianti irrigui comunali. L’affidamento è tuttora valido perché il Comune continua a manutenere i propri pozzi e molto probabilmente sarà rinnovato anche dopo il 2019 perché tale attività non si può interrompere». Insomma, proprio quei lavori con soldi pubblici su pozzi a uso privato che il Comune non vuol fare più.

Proprio per chiarire la questione gli abitanti di Verde Maremma avevano chiesto un incontro al primo cittadino. Il quale prima è lapidario e, nella nota citata, dice che «sulla vicenda pozzi abbiamo fatto la scelta giusta. Non intendiamo discuterne mai più». Poi in una seconda nota integrativa ammorbidisce la propria posizione e fa sapere che «incontrerà quanto prima i residenti di Verde Maremma».



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