Il dolore
«Nessuno ha tutelato il lavoro»
di Alfredo Faetti
I dipendenti dell’inceneritore scettici per l’incontro richiesto dai sindaci di Follonica e Scarlino
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SCARLINO. Ben venga l’incontro, a patto che porti a «risposte concrete».
I lavoratori e le rsu dell’inceneritore del Casone rispondono ai sindaci di Follonica e Scarlino, rispettivamente Andrea Benini e Marcello Giuntini, aprendo alla proposta di un incontro per discutere su come poter far fronte alla situazione occupazionale dopo il nuovo fermo all’impianto legato alle sentenze del Tar.
Un incontro che arriverà dopo che le due parti avranno preso contatto, ma che dovrà tener conto di posizioni ben precise: quella dei sindaci, che hanno ribadito la priorità di tutelare la salute dei cittadini, e quella dei lavoratori di Scarlino Energia, furiosi per il fatto che «da vent’anni a questa parte la politica locale niente ha fatto se non spendere soldi dei contribuenti andando a far diminuire posti di lavoro in un territorio già fortemente in crisi, senza aver gettato basi concrete per progetti in grado di crearne», come si legge nella nota delle rsu.
Nell’apertura a incontrare i sindaci comunque i lavoratori non nascondono la propria dose di scetticismo. «Accogliamo con piacere la disponibilità del sindaco Marcello Stella ad incontrare i lavoratori, scusandoci per la perdita di fiducia nelle sue parole – continua la nota con taglio sarcastico – I lavoratori, nel corso degli ultimi anni, hanno frequentato più uffici e sedi istituzionali che i locali del proprio posto di lavoro e rimane un po’difficile credere che esista un interesse politico per trovare una soluzione occupazionale (anche diversa) che possa dare risposte concrete al grave problema determinato dal fermo impianto. I lavoratori restano comunque a disposizione per incontri durante i quali ricevere le dosi annuali di belle parole. Questa volta, essendo lontani con i tempi dalle votazioni, magari avranno meno il sapore di campagna elettorale».
I toni polemici insomma non si abbassano, viste anche le dichiarazioni dei due sindaci riguardo la salute pubblica e le sentenze del Tar che hanno portato al blocco dell’impianto. «Le sentenze a cui vengono fatti i riferimenti riguardano unicamente vizi di natura amministrativa, che niente hanno a che fare con aspetti riguardanti la salute pubblica – replicano le rsu – A sostegno di quanto dichiarato ci sono anni e anni di pareri mai negativi espressi da Asl e Arpat». E a questo proposito, le rsu fanno notare come il Comune di Follonica abbia speso nel corso del tempo quasi 138mila euro per i ricorsi contro le autorizzazioni all’inceneritore. Altra questione da affrontare durante il prossimo eventuale incontro. «I lavoratori si dichiarano lieti di ascoltare le motivazioni, purché tecniche, circa le preoccupazioni riguardanti la loro salute – conclude la nota – In quell’occasione, potrebbe anche essere spiegato cosa si intenda per “tutelare gli interessi dei dipendenti e delle loro famiglie”, in quanto le trattenute sulle loro buste paga, atte in parte a consentire i continui ricorsi in tribunale per tener chiuso il loro posto di lavoro, sembrerebbe stridere un po’con tale affermazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I lavoratori e le rsu dell’inceneritore del Casone rispondono ai sindaci di Follonica e Scarlino, rispettivamente Andrea Benini e Marcello Giuntini, aprendo alla proposta di un incontro per discutere su come poter far fronte alla situazione occupazionale dopo il nuovo fermo all’impianto legato alle sentenze del Tar.
Un incontro che arriverà dopo che le due parti avranno preso contatto, ma che dovrà tener conto di posizioni ben precise: quella dei sindaci, che hanno ribadito la priorità di tutelare la salute dei cittadini, e quella dei lavoratori di Scarlino Energia, furiosi per il fatto che «da vent’anni a questa parte la politica locale niente ha fatto se non spendere soldi dei contribuenti andando a far diminuire posti di lavoro in un territorio già fortemente in crisi, senza aver gettato basi concrete per progetti in grado di crearne», come si legge nella nota delle rsu.
Nell’apertura a incontrare i sindaci comunque i lavoratori non nascondono la propria dose di scetticismo. «Accogliamo con piacere la disponibilità del sindaco Marcello Stella ad incontrare i lavoratori, scusandoci per la perdita di fiducia nelle sue parole – continua la nota con taglio sarcastico – I lavoratori, nel corso degli ultimi anni, hanno frequentato più uffici e sedi istituzionali che i locali del proprio posto di lavoro e rimane un po’difficile credere che esista un interesse politico per trovare una soluzione occupazionale (anche diversa) che possa dare risposte concrete al grave problema determinato dal fermo impianto. I lavoratori restano comunque a disposizione per incontri durante i quali ricevere le dosi annuali di belle parole. Questa volta, essendo lontani con i tempi dalle votazioni, magari avranno meno il sapore di campagna elettorale».
I toni polemici insomma non si abbassano, viste anche le dichiarazioni dei due sindaci riguardo la salute pubblica e le sentenze del Tar che hanno portato al blocco dell’impianto. «Le sentenze a cui vengono fatti i riferimenti riguardano unicamente vizi di natura amministrativa, che niente hanno a che fare con aspetti riguardanti la salute pubblica – replicano le rsu – A sostegno di quanto dichiarato ci sono anni e anni di pareri mai negativi espressi da Asl e Arpat». E a questo proposito, le rsu fanno notare come il Comune di Follonica abbia speso nel corso del tempo quasi 138mila euro per i ricorsi contro le autorizzazioni all’inceneritore. Altra questione da affrontare durante il prossimo eventuale incontro. «I lavoratori si dichiarano lieti di ascoltare le motivazioni, purché tecniche, circa le preoccupazioni riguardanti la loro salute – conclude la nota – In quell’occasione, potrebbe anche essere spiegato cosa si intenda per “tutelare gli interessi dei dipendenti e delle loro famiglie”, in quanto le trattenute sulle loro buste paga, atte in parte a consentire i continui ricorsi in tribunale per tener chiuso il loro posto di lavoro, sembrerebbe stridere un po’con tale affermazione».
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