Sicurezza
Nessun testimone per il delitto di Scarlino
di Alfredo Faetti
I proprietari degli orti vicini non hanno sentito gli spari: questa mattina l’udienza di convalida dell’arresto di Esposito
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GROSSETO. In attesa dei due passaggi in agenda per oggi, ovvero l’autopsia e la convalida dell’arresto, c’è un elemento che contorna le indagini legate all’omicidio di Scarlino.
Domenica mattina in via delle Caldane, lo sterrato che costeggia l’ingresso della frazione dello Scalo, non c’erano soltanto Alessandro Toffoli e Antonio Esposito. C’erano anche altri proprietari di orti sistemati in quel lembo di campagna, così come i residenti che vivono nelle casette costruite lungo la strada.
Nessuno, però, ha sentito i tre spari con cui Esposito, 70 anni, ha ucciso Toffoli, 58, per un debito di 100mila euro. Non li ha sentiti Enrico, che nell’orto tiene gli animali e proprio domenica mattina, all’ora in cui è stato commesso l’omicidio (le 10.30 circa), era lì per dar loro da mangiare. «A quell’ora ero dai miei cani – dice – Ma non ho sentito nulla». Lo stesso hanno detto ai carabinieri di Scarlino anche le persone che vivono nelle abitazioni lungo via delle Caldane: i militari sono andati subito a suonare alle loro porte ma nessuno ha sentito nulla.
Non ci sono testimoni insomma, anche se la confessione di Esposito, che si è costituito poco dopo il delitto, ha già tracciato la ricostruzione di questa tremenda vicenda. Oggi intanto sono attesi due passaggi importanti su questo omicidio consumato nelle campagne scarlinesi.
Il primo è l’autopsia a cui verrà sottoposta la salma di Toffoli: non tanto per capire quali siano le origini del decesso, facilmente riallacciabili ai tre colpi di fucili sparati (uno al ventre, una alla mano e il terzo alla testa), quanto per capire se ci siano state altre fasi prima dell’omicidio.
L’esame autoctono, comunque, è un passaggio di prassi di fronte a un omicidio: una volta ottenuto il nulla osta dal magistrato, poi, la famiglia potrà organizzare i funerali di Alessandro. Il secondo appuntamento, poi, è la convalida dell’arresto nei confronti di Esposito, che già si trova in una cella nel carcere di via Saffi. Il fascicolo con la deposizione di Esposito nel momento in cui si è costituito e l’interrogatorio sostenuto lunedì di fronte al sostituto procuratore Salvatore Ferraro sono arrivati ieri sul tavolo del magistrato, che ora dovrà decidere l’immediato destino del 70enne. Questa mattina si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto. Ma le indagini sul caso non terminano qui. Il pm infatti ha disposto non solo la perizia balistica ma anche l’acquisizione dei tabulati telefonici e saranno proprio quest’ultimi a far luce su uno dei punti chiave di questa vicenda: ovvero chi ha dato l’appuntamento all’altro per incontrarsi domenica mattina. L’avvocato di Esposito, Giovanni Di Meglio, ha detto che è stato Toffoli a chiedere al 70enne di incontrarsi: i tabulati permetteranno di confermare questa versione.
Domenica mattina in via delle Caldane, lo sterrato che costeggia l’ingresso della frazione dello Scalo, non c’erano soltanto Alessandro Toffoli e Antonio Esposito. C’erano anche altri proprietari di orti sistemati in quel lembo di campagna, così come i residenti che vivono nelle casette costruite lungo la strada.
Nessuno, però, ha sentito i tre spari con cui Esposito, 70 anni, ha ucciso Toffoli, 58, per un debito di 100mila euro. Non li ha sentiti Enrico, che nell’orto tiene gli animali e proprio domenica mattina, all’ora in cui è stato commesso l’omicidio (le 10.30 circa), era lì per dar loro da mangiare. «A quell’ora ero dai miei cani – dice – Ma non ho sentito nulla». Lo stesso hanno detto ai carabinieri di Scarlino anche le persone che vivono nelle abitazioni lungo via delle Caldane: i militari sono andati subito a suonare alle loro porte ma nessuno ha sentito nulla.
Non ci sono testimoni insomma, anche se la confessione di Esposito, che si è costituito poco dopo il delitto, ha già tracciato la ricostruzione di questa tremenda vicenda. Oggi intanto sono attesi due passaggi importanti su questo omicidio consumato nelle campagne scarlinesi.
Il primo è l’autopsia a cui verrà sottoposta la salma di Toffoli: non tanto per capire quali siano le origini del decesso, facilmente riallacciabili ai tre colpi di fucili sparati (uno al ventre, una alla mano e il terzo alla testa), quanto per capire se ci siano state altre fasi prima dell’omicidio.
L’esame autoctono, comunque, è un passaggio di prassi di fronte a un omicidio: una volta ottenuto il nulla osta dal magistrato, poi, la famiglia potrà organizzare i funerali di Alessandro. Il secondo appuntamento, poi, è la convalida dell’arresto nei confronti di Esposito, che già si trova in una cella nel carcere di via Saffi. Il fascicolo con la deposizione di Esposito nel momento in cui si è costituito e l’interrogatorio sostenuto lunedì di fronte al sostituto procuratore Salvatore Ferraro sono arrivati ieri sul tavolo del magistrato, che ora dovrà decidere l’immediato destino del 70enne. Questa mattina si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto. Ma le indagini sul caso non terminano qui. Il pm infatti ha disposto non solo la perizia balistica ma anche l’acquisizione dei tabulati telefonici e saranno proprio quest’ultimi a far luce su uno dei punti chiave di questa vicenda: ovvero chi ha dato l’appuntamento all’altro per incontrarsi domenica mattina. L’avvocato di Esposito, Giovanni Di Meglio, ha detto che è stato Toffoli a chiedere al 70enne di incontrarsi: i tabulati permetteranno di confermare questa versione.
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