Gioco
in via antimonio
Gli ammacca l’auto poi gli lascia il recapito «Voglio ringraziarlo»
GROSSETO. Esce di casa e scopre che la sua auto è stata ammaccata. Alla brutta sorpresa segue lo stupore: sul cruscotto c’è un messaggio; lo legge e capisce che è stato lasciato da chi ha provocato...
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GROSSETO. Esce di casa e scopre che la sua auto è stata ammaccata. Alla brutta sorpresa segue lo stupore: sul cruscotto c’è un messaggio; lo legge e capisce che è stato lasciato da chi ha provocato il danno.
Chi ha inavvertitamente urtato la sua vettura in sosta in via Antimonio non solo ha voluto scusarsi, ma gli ha lasciato persino il proprio nome, cognome ed anche il numero di telefono per essere contattato e farsi carico del conto che l’autofficina presenterà per rimediare al “misfatto” commesso.
«Leggevo il biglietto e non credevo a quel che c’era scritto – dice Gianpiero Guerrini de Witt, il proprietario della vettura ammaccata – Mi sembrava impossibile che qualcuno che urta un’auto senza essere visto da testimoni voglia per forza farsi identificare. Voglio ringraziare questa persona. Il suo messaggio è un grande esempio di senso civico. Posso solo dirgli grazie e aggiungo che era già accaduto che mi urtassero l’auto proprio sotto casa: quella volta però non avevo trovato alcun bigliettino: se l’erano data a gambe levate».
Giovanna Mezzana
Chi ha inavvertitamente urtato la sua vettura in sosta in via Antimonio non solo ha voluto scusarsi, ma gli ha lasciato persino il proprio nome, cognome ed anche il numero di telefono per essere contattato e farsi carico del conto che l’autofficina presenterà per rimediare al “misfatto” commesso.
«Leggevo il biglietto e non credevo a quel che c’era scritto – dice Gianpiero Guerrini de Witt, il proprietario della vettura ammaccata – Mi sembrava impossibile che qualcuno che urta un’auto senza essere visto da testimoni voglia per forza farsi identificare. Voglio ringraziare questa persona. Il suo messaggio è un grande esempio di senso civico. Posso solo dirgli grazie e aggiungo che era già accaduto che mi urtassero l’auto proprio sotto casa: quella volta però non avevo trovato alcun bigliettino: se l’erano data a gambe levate».
Giovanna Mezzana
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