Sicurezza
Franci: «Qualità eccellente però...»
Solo 8mila quintali per la pluripremiata azienda di Montenero d’Orcia
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MONTENERO D’ORCIA . Raccolta e resa del 2017. Parla Giorgio Franci, del Frantoio Franci di Montenero d’Orcia: 12 mila quintali macinati l’anno passato, 8mila quest’anno.
«Sì – conferma – abbiamo quantità molto inferiori, in parte compensate da rese nell’ordine delle 17. Mi riferisco ai conferimenti al nostro frantoio. D’altra parte la raccolta olivicola del 2016 fu straordinaria, forse ineguagliabile, con le piante che avevano vissuto tutte le fasi vegetative senza particolari problemi, grazie a un meteo benevolo, al giusto apporto di piogge e di sole».
E questa’anno?
«Quest’anno è stato l’opposto. Fioritura difficoltosa per i venti caldi, poi di nuovo troppo caldo a settembre e ottobre, scarsa allegagione. Insomma tanti problemi. Il vantaggio della mosca non lo prendo in considerazione, perché la mosca va sconfitta a monte e non aspettare che ci pensino le temperature torride».
E la qualità?
«Per carità, alla fine la qualità sarà eccellente, ricompensando, come sempre, chi ha compiuto un lavoro costante sugli uliveti: monitoraggi regolari, scelte agronomiche consapevoli, mirate, derivate dall’osservazione attenta ed accurata dell’evoluzione delle piante e della stagione. Quest’anno era ancora più importante, visto gli estremi meteorologici».
Cosa avrà di meno l’olio 2017?
«Difficile dirlo adesso. Forse una piccola perdita di freschezza nei profumi, ma bisognerebbe fare dei distinguo, a partire dalle cultivar». (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Sì – conferma – abbiamo quantità molto inferiori, in parte compensate da rese nell’ordine delle 17. Mi riferisco ai conferimenti al nostro frantoio. D’altra parte la raccolta olivicola del 2016 fu straordinaria, forse ineguagliabile, con le piante che avevano vissuto tutte le fasi vegetative senza particolari problemi, grazie a un meteo benevolo, al giusto apporto di piogge e di sole».
E questa’anno?
«Quest’anno è stato l’opposto. Fioritura difficoltosa per i venti caldi, poi di nuovo troppo caldo a settembre e ottobre, scarsa allegagione. Insomma tanti problemi. Il vantaggio della mosca non lo prendo in considerazione, perché la mosca va sconfitta a monte e non aspettare che ci pensino le temperature torride».
E la qualità?
«Per carità, alla fine la qualità sarà eccellente, ricompensando, come sempre, chi ha compiuto un lavoro costante sugli uliveti: monitoraggi regolari, scelte agronomiche consapevoli, mirate, derivate dall’osservazione attenta ed accurata dell’evoluzione delle piante e della stagione. Quest’anno era ancora più importante, visto gli estremi meteorologici».
Cosa avrà di meno l’olio 2017?
«Difficile dirlo adesso. Forse una piccola perdita di freschezza nei profumi, ma bisognerebbe fare dei distinguo, a partire dalle cultivar». (g.b.)
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