il metodo
E i verificatori guadagnano non sui verbali ma sul riscosso
GROSSETO . A Siena ha funzionato. Prima di aprire un bando di gara a caccia di una società specializzata nel contrasto all’evasione dei titoli di viaggio, Tiemme ha sperimentato il “metodo Holacheck”....
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GROSSETO . A Siena ha funzionato. Prima di aprire un bando di gara a caccia di una società specializzata nel contrasto all’evasione dei titoli di viaggio, Tiemme ha sperimentato il “metodo Holacheck”. Quando? Per sei mesi, da marzo ad ottobre. Dove? A bordo degli autobus che percorrono le tratte senesi. E ha funzionato. I controllori Tiemme affiancati dai verificatori Holacheck hanno portato a casa degli ottimi risultati.
Tant’è che le performance «hanno spinto il consiglio di amministrazione e l’azienda – spiega Piero Sassoli, direttore generale Tiemme spa – a rafforzare questa azione. Da marzo ad ottobre 2017, abbiamo registrato aumenti negli incassi da titoli di viaggio con punte tra il 6 e il 10%. Inoltre, dopo 6 mesi dall’inizio delle attività straordinarie di controllo, abbiamo registrato un calo del tasso di evasione stimato dal 5, 6% al 4, 6%».
Dall’Emilia Romagna al Veneto c’è chi dice che i controllori a “marchio Holacheck” siano zelanti perché “vanno a provvigione”: più sanzionano, più guadagnano. Non è proprio così. «All’azienda aggiudicataria – spiega Sassoli – è previsto il riconoscimento di un compenso per la prestazione, il quale prevede una parte fissa e, in minor percentuale, una parte variabile, la quale non è però corrisposta in base al numero delle sanzioni elevate ma di quelle riscosse». (g. m.)
Tant’è che le performance «hanno spinto il consiglio di amministrazione e l’azienda – spiega Piero Sassoli, direttore generale Tiemme spa – a rafforzare questa azione. Da marzo ad ottobre 2017, abbiamo registrato aumenti negli incassi da titoli di viaggio con punte tra il 6 e il 10%. Inoltre, dopo 6 mesi dall’inizio delle attività straordinarie di controllo, abbiamo registrato un calo del tasso di evasione stimato dal 5, 6% al 4, 6%».
Dall’Emilia Romagna al Veneto c’è chi dice che i controllori a “marchio Holacheck” siano zelanti perché “vanno a provvigione”: più sanzionano, più guadagnano. Non è proprio così. «All’azienda aggiudicataria – spiega Sassoli – è previsto il riconoscimento di un compenso per la prestazione, il quale prevede una parte fissa e, in minor percentuale, una parte variabile, la quale non è però corrisposta in base al numero delle sanzioni elevate ma di quelle riscosse». (g. m.)
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