Il dolore
Addio al notaio Giovanni Ginanneschi
di Fiora Bonelli
Castel del Piano piange una delle personalità storiche del paese. Ex consigliere comunale, il suo nome è legato a Siena
3 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano dà l’addio a Giovanni Ginanneschi, morto a Siena nella sua residenza di Ventena a Scacciapensieri, il 13 novembre. Uno dei più noti rami, Gianni (così lo conoscevano tutti), della famiglia Ginanneschi che vanta radici polacche (o longobarde) che mise radici a Castel del Piano fin dal 1600 e che ha costruito consistenti tasselli di storia politica, economica e sociale, avendo come prima residenza quel “palazzo Ginanneschi” oggi sede del municipio.
Gianni era nato l’8 settembre 1922 a Castel del Piano e aveva studiato a Siena dove, per mantenersi agli studi, faceva l’aio al collegio Tolomei. Studiosissimo, curioso, tenace, si fece le ossa con le sue forze e dopo la laurea in giurisprudenza, divenne notaio a Radda in Chianti nel 1953, poi trasferì la sede a Siena dove ha esercitato la professione di notaio fino al 1997.
Il coronamento della sua splendida carriera professionale fu l’incarico e la redazione dell’atto costitutivo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nel 1995 e fu dunque protagonista di uno dei passaggi fondamentali della storia di Siena, quello dell’Mps da istituto di credito di diritto pubblico a spa.
Gianni Ginanneschi aveva saputo coniugare la sua brillante attività professionale con quella di uomo di contrada e aveva rivestito ruoli di prestigio a Siena: Priore e poi Capitano della Contrada della Tartuca, vinse due Palii nel 1967 e nel 1972.
Pur vivendo altrove era attaccatissimo a Castel del Piano e fu felice di accettare la candidatura a consigliere comunale come esponente del Partito Liberale Italiano e di essere eletto in consiglio comunale a sostegno del sindaco Francesco Elia Forti nella legislatura 1985-90: praticamente sempre presente alle riunioni consiliari nonostante i suoi impegni, non fece mai mancare il suo apporto e la sua esperienza e soprattutto la sua capacità di mediazione. «Dava sempre un contributo intelligente e autorevole», rammenta Mariella Frediani.
Alpino nella Seconda guerra mondiale e poi membro attivo della Associazione nazionale alpini dove ricoprì vari incarichi, socio del Rotary Club di Siena, premiato col Paul Harris Friend; grande sportivo, più volte vittorioso nei campionati nazionali di sci dei notai. Quattro figli, Elisabetta, Cristiana, Barbara e Lorenzo, avuti dalla moglie Maria, sette nipoti e bisnipoti, è stato uno splendido novantenne con una mente limpida e ironica, sempre attento alle trasformazioni storiche di Siena e non solo. Personaggio di spicco della Balzana, è stato priore e capitano plurivittorioso della Tartuca e ha ricoperto il ruolo di rettore del collegio dei maggiorenti.
Il nipote Alessandro De Carolis Ginanneschi rammenta che «in una cartolina inviata al suo zio Gino, il fratello di mio nonno Ambrogio, per comunicargli l’esito positivo del concorso notarile scrisse: “Spero di essere all’altezza dei nostri avi”: più che una speranza fu una promessa mantenuta». I funerali si sono svolti ieri alle 15 alla Basilica dell’Osservanza. Domani la cremazione poi la famiglia deciderà dove deporre le ceneri. Il luogo potrebbe essere Castel del Piano.
Gianni era nato l’8 settembre 1922 a Castel del Piano e aveva studiato a Siena dove, per mantenersi agli studi, faceva l’aio al collegio Tolomei. Studiosissimo, curioso, tenace, si fece le ossa con le sue forze e dopo la laurea in giurisprudenza, divenne notaio a Radda in Chianti nel 1953, poi trasferì la sede a Siena dove ha esercitato la professione di notaio fino al 1997.
Il coronamento della sua splendida carriera professionale fu l’incarico e la redazione dell’atto costitutivo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nel 1995 e fu dunque protagonista di uno dei passaggi fondamentali della storia di Siena, quello dell’Mps da istituto di credito di diritto pubblico a spa.
Gianni Ginanneschi aveva saputo coniugare la sua brillante attività professionale con quella di uomo di contrada e aveva rivestito ruoli di prestigio a Siena: Priore e poi Capitano della Contrada della Tartuca, vinse due Palii nel 1967 e nel 1972.
Pur vivendo altrove era attaccatissimo a Castel del Piano e fu felice di accettare la candidatura a consigliere comunale come esponente del Partito Liberale Italiano e di essere eletto in consiglio comunale a sostegno del sindaco Francesco Elia Forti nella legislatura 1985-90: praticamente sempre presente alle riunioni consiliari nonostante i suoi impegni, non fece mai mancare il suo apporto e la sua esperienza e soprattutto la sua capacità di mediazione. «Dava sempre un contributo intelligente e autorevole», rammenta Mariella Frediani.
Alpino nella Seconda guerra mondiale e poi membro attivo della Associazione nazionale alpini dove ricoprì vari incarichi, socio del Rotary Club di Siena, premiato col Paul Harris Friend; grande sportivo, più volte vittorioso nei campionati nazionali di sci dei notai. Quattro figli, Elisabetta, Cristiana, Barbara e Lorenzo, avuti dalla moglie Maria, sette nipoti e bisnipoti, è stato uno splendido novantenne con una mente limpida e ironica, sempre attento alle trasformazioni storiche di Siena e non solo. Personaggio di spicco della Balzana, è stato priore e capitano plurivittorioso della Tartuca e ha ricoperto il ruolo di rettore del collegio dei maggiorenti.
Il nipote Alessandro De Carolis Ginanneschi rammenta che «in una cartolina inviata al suo zio Gino, il fratello di mio nonno Ambrogio, per comunicargli l’esito positivo del concorso notarile scrisse: “Spero di essere all’altezza dei nostri avi”: più che una speranza fu una promessa mantenuta». I funerali si sono svolti ieri alle 15 alla Basilica dell’Osservanza. Domani la cremazione poi la famiglia deciderà dove deporre le ceneri. Il luogo potrebbe essere Castel del Piano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
