Sicurezza
La Coop resta aperta a metà Cgil: «Novità saputa per caso»
di Giovanna Mezzana
Gavorrano: da un’assemblea dei soci esce la notizia della chiusura per quattro pomeriggi la settimana Stacchini: «È l’ennesima decisione presa da Vignale senza coinvolgerci». Oggi manifestazione a Roma
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GAVORRANO. Gavorranesi, se volete fare la spesa alla Coop, vi converrà optare per la mattina: il market rimarrà chiuso per quattro pomeriggi la settimana. La novità è emersa nell’ultima assemblea dei soci.
«La dice lunga». Il destino della piccola Coop di Gavorrano – che offre tre posti di lavoro – non può rappresentare né l’ancora di salvezza né l’onda del naufragio per i conti sofferenti dell’ex Proletaria. Per la comunità locale è una fonte di ricchezza (e non solo in termini di servizio offerto), ma se resta aperta o se venisse chiusa incide comunque poco sul debito di ossigeno del colosso toscano del carrello. Piuttosto, secondo Cgil, la “gestione” dell’In-Coop gavorranese e l’ultima decisione di abbassare le serrande quattro pomeriggi la settimana «dice in piccolo ciò che Unicoop Tirreno sta facendo in grande», cioè nella conduzione dell’intera vertenza a cui sono a doppio filo legati sia i destini dei lavoratori – quelli impiegati nella sede di Vignale Riotorto e quelli in forza sulla rete di vendita – che il rilancio della società.
«Tutto tace». La notizia delle chiusure pomeridiane è arrivata all’orecchio del sindacato per caso. O meglio: senza alcuna comunicazione ufficiale da parte di Unicoop Tirreno. «Non ci è stato detto nulla di ufficiale – conferma Massimiliano Stacchini, segretario provinciale di Cgil Filcams – E probabilmente neppure ce lo diranno. Nell’ultimo tavolo che si è svolto a inizio novembre tra sindacati e società, Unicoop Tirreno ci ha comunicato l’intenzione di affidare servizi in gestione a ditte esterne ma nessun accenno è stato fatto sulla gestione del punto vendita di Gavorrano; eppure, tali chiusure pomeridiane avranno sicuramente effetti sui dipendenti. Ai vertici della società – continua Stacchini – abbiamo chiesto di tenerci aggiornati: e quest’ultima novità che riguarda l’In-Coop di Gavorrano la dice lunga su come la nostra richiesta sia stata accolta».
Tutti a Roma. È univoco il giudizio dei sindacati – Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uil Uiltucs – su come stia procedendo il tavolo di concertazione per il rilancio di Unicoop Tirreno: la controparte «non sta rispettando – dicono i confederali – l’accordo del 9 maggio», il famoso patto passato alle cronache come l’accordo dei “Zero licenziamenti”, nonostante 160 esuberi dichiarati nella sede di Vignale e una irrinunciabile “razionalizzazione” dei punti vendita (si chiudono quelli irrimediabilmente in perdita). Venerdì c’è stato il primo ricorso allo sciopero a cui ha aderito l’85% dei dipendenti di Vignale Riotorto, sabato un’ora di astensione per i lavoratori di negozi e supermercati per cui ha incrociato le braccia il 60% della forza lavoro. Oggi sindacati e rappresentanze sindacali dei lavoratori saranno a Roma: manifesteranno davanti alla sede nazionale della Lega delle Cooperative, «grande assente dal 9 maggio in poi in questa trattativa».
«La dice lunga». Il destino della piccola Coop di Gavorrano – che offre tre posti di lavoro – non può rappresentare né l’ancora di salvezza né l’onda del naufragio per i conti sofferenti dell’ex Proletaria. Per la comunità locale è una fonte di ricchezza (e non solo in termini di servizio offerto), ma se resta aperta o se venisse chiusa incide comunque poco sul debito di ossigeno del colosso toscano del carrello. Piuttosto, secondo Cgil, la “gestione” dell’In-Coop gavorranese e l’ultima decisione di abbassare le serrande quattro pomeriggi la settimana «dice in piccolo ciò che Unicoop Tirreno sta facendo in grande», cioè nella conduzione dell’intera vertenza a cui sono a doppio filo legati sia i destini dei lavoratori – quelli impiegati nella sede di Vignale Riotorto e quelli in forza sulla rete di vendita – che il rilancio della società.
«Tutto tace». La notizia delle chiusure pomeridiane è arrivata all’orecchio del sindacato per caso. O meglio: senza alcuna comunicazione ufficiale da parte di Unicoop Tirreno. «Non ci è stato detto nulla di ufficiale – conferma Massimiliano Stacchini, segretario provinciale di Cgil Filcams – E probabilmente neppure ce lo diranno. Nell’ultimo tavolo che si è svolto a inizio novembre tra sindacati e società, Unicoop Tirreno ci ha comunicato l’intenzione di affidare servizi in gestione a ditte esterne ma nessun accenno è stato fatto sulla gestione del punto vendita di Gavorrano; eppure, tali chiusure pomeridiane avranno sicuramente effetti sui dipendenti. Ai vertici della società – continua Stacchini – abbiamo chiesto di tenerci aggiornati: e quest’ultima novità che riguarda l’In-Coop di Gavorrano la dice lunga su come la nostra richiesta sia stata accolta».
Tutti a Roma. È univoco il giudizio dei sindacati – Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uil Uiltucs – su come stia procedendo il tavolo di concertazione per il rilancio di Unicoop Tirreno: la controparte «non sta rispettando – dicono i confederali – l’accordo del 9 maggio», il famoso patto passato alle cronache come l’accordo dei “Zero licenziamenti”, nonostante 160 esuberi dichiarati nella sede di Vignale e una irrinunciabile “razionalizzazione” dei punti vendita (si chiudono quelli irrimediabilmente in perdita). Venerdì c’è stato il primo ricorso allo sciopero a cui ha aderito l’85% dei dipendenti di Vignale Riotorto, sabato un’ora di astensione per i lavoratori di negozi e supermercati per cui ha incrociato le braccia il 60% della forza lavoro. Oggi sindacati e rappresentanze sindacali dei lavoratori saranno a Roma: manifesteranno davanti alla sede nazionale della Lega delle Cooperative, «grande assente dal 9 maggio in poi in questa trattativa».
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