Sicurezza
Abbattimento dei lupi In Senato approvato odg
di Fiora Bonelli
La commissione Ambiente accoglie la proposta del Gruppo per le autonomie «Il governo tenga conto che gli esemplari stanno aumentando e sono 2mila»
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ROMA. La commissione Ambiente del Senato chiede al governo di varare il Piano lupo. È stato approvato nei giorni scorsi un ordine del giorno proposto dal vicepresidente del Gruppo per le Autonomie e segretario politico del Patt Franco Panizza che, nell’ambito delle misure della protezione del lupo, impegna il governo a tener conto di dati più aggiornati relativi alla sua presenza. Dati che, come spiega l’ordine del giorno, devono basarsi sull’incremento numerico della specie e della sua capacità di diffondersi nell’arco alpino, per tutelare al meglio la pubblica incolumità degli abitanti del Trentino Alto Adige e delle altre zone frequentate dall’animale.
L’ordine del giorno arriva dopo che tempo addietro il ministro Gianluca Galletti aveva dichiarato che la misura per la gestione del lupo, che avrebbe dovuto prevedere la possibilità di abbatterne fino al 5% di questo animale protetto dalla Direttiva Habitat, non sarebbe entrata in vigore prima di due anni. La Provincia autonoma di Trento aveva espresso contrarietà, asserendo che il lupo sulle montagne trentine è in una fase di crescita con notevoli capacità riproduttive e velocità di dispersione nel territorio.
Con tutte le implicazioni connesse a una loro ulteriore riproduzione – fa notare l’ordine del giorno di Franco Panizza – non solo per l’incolumità dell’uomo, ma anche per quella degli animali d’allevamento e da pascolo e, più in generale, per l’equilibrio dell’ecosistema. Credo che ci sia la necessità di rivedere lo status di protezione assoluta per i lupi garantita, soprattutto per situazioni e territori come quello trentino».
Per Panizza «il lupo, così come l’orso bruno, non è oggi una specie a rischio d’estinzione», «a livello europeo ha una crescita media del 30% l’anno e in Italia se ne contano circa 2mila. Per questo – dice – pur nella cornice del mantenimento e della salvaguardia della specie, deve essere possibile il prelievo mirato per ragioni di pubblica incolumità e di tutela delle pratiche agricole».
La commissione del Senato ha varato l’ordine del giorno di Panizza e passato la palla al ministero.
Nel frattempo anche altre regioni che in un primo momento si erano dette contrarie al Piano adesso, vista l’emergenza, hanno chiesto di poter ottenere abbattimenti selettivi: Toscana, Umbria, Emilia Romagna.
La maglianese Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia che opera nella provincia di Grosseto, ma che sta riscuotendo adesioni da altre province toscane e pastori di altre regioni italiane, definisce l’ordine del giorno «un passaggio importante, perché dimostra che la commissione ha tenuto conto delle legittime preoccupazioni dei cittadini di tutti i territori interessati dal fenomeno».
Ma – fa notare – il comitato sostiene che abbattere il 5% di lupi selezionati serva a poco. «Noi – dice Pastorelli – siamo invasi da questi animali e dagli ibridi. Chiediamo, perciò, un abbattimento di tutti gli ibridi e la cattura di tutti i lupi con immediato allontanamento dal territorio nostro vocato alla pastorizia. Inoltre chiediamo un tavolo a cui sedersi e a cui partecipino istituzioni, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e animaliste. Ma si deve partire dal punto fermo che la convivenza lupo pecore non è possibile.
L’ordine del giorno arriva dopo che tempo addietro il ministro Gianluca Galletti aveva dichiarato che la misura per la gestione del lupo, che avrebbe dovuto prevedere la possibilità di abbatterne fino al 5% di questo animale protetto dalla Direttiva Habitat, non sarebbe entrata in vigore prima di due anni. La Provincia autonoma di Trento aveva espresso contrarietà, asserendo che il lupo sulle montagne trentine è in una fase di crescita con notevoli capacità riproduttive e velocità di dispersione nel territorio.
Con tutte le implicazioni connesse a una loro ulteriore riproduzione – fa notare l’ordine del giorno di Franco Panizza – non solo per l’incolumità dell’uomo, ma anche per quella degli animali d’allevamento e da pascolo e, più in generale, per l’equilibrio dell’ecosistema. Credo che ci sia la necessità di rivedere lo status di protezione assoluta per i lupi garantita, soprattutto per situazioni e territori come quello trentino».
Per Panizza «il lupo, così come l’orso bruno, non è oggi una specie a rischio d’estinzione», «a livello europeo ha una crescita media del 30% l’anno e in Italia se ne contano circa 2mila. Per questo – dice – pur nella cornice del mantenimento e della salvaguardia della specie, deve essere possibile il prelievo mirato per ragioni di pubblica incolumità e di tutela delle pratiche agricole».
La commissione del Senato ha varato l’ordine del giorno di Panizza e passato la palla al ministero.
Nel frattempo anche altre regioni che in un primo momento si erano dette contrarie al Piano adesso, vista l’emergenza, hanno chiesto di poter ottenere abbattimenti selettivi: Toscana, Umbria, Emilia Romagna.
La maglianese Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia che opera nella provincia di Grosseto, ma che sta riscuotendo adesioni da altre province toscane e pastori di altre regioni italiane, definisce l’ordine del giorno «un passaggio importante, perché dimostra che la commissione ha tenuto conto delle legittime preoccupazioni dei cittadini di tutti i territori interessati dal fenomeno».
Ma – fa notare – il comitato sostiene che abbattere il 5% di lupi selezionati serva a poco. «Noi – dice Pastorelli – siamo invasi da questi animali e dagli ibridi. Chiediamo, perciò, un abbattimento di tutti gli ibridi e la cattura di tutti i lupi con immediato allontanamento dal territorio nostro vocato alla pastorizia. Inoltre chiediamo un tavolo a cui sedersi e a cui partecipino istituzioni, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e animaliste. Ma si deve partire dal punto fermo che la convivenza lupo pecore non è possibile.
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