Il dolore
Unicoop, sciopera il 60% dei dipendenti
di Paola Villani
La prima astensione non è di massa, il sindacato: «I lavoratori non si rendono conto quali possano essere gli scenari futuri»
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GROSSETO. È stata un’adesione “morbida” quella dei dipendenti dei punti vendita Coop allo sciopero di ieri. L’astensione, indetta da Filmcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Uiltucs, riguardava solo la prima ora del turno lavorativo: i sindacati confederali, del resto, hanno deciso di esordire in maniera “soft” con quello che potrebbe essere solo l’inizio di un ciclo di manifestazioni.
Di fronte all’Ipercoop di Follonica si sono ritrovate le segreterie provinciali di Filmcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Uiltucs. «L’adesione allo sciopero che riguardava i dipendenti della rete dei negozi è stata all’incirca del 60% – dice Massimiliano Stacchini, segretario provinciale Filcams – È stata una manifestazione con adesioni a macchia di leopardo».
Tastando il polso ai sindacalisti emerge che «forse manca ancora – valutano – la percezione di quanto stia accadendo in seno alla cooperativa, del futuro che si prospetta e degli scenari che si potrebbero aprire».
La criticità maggiore è l’incertezza: al sindacato ancora non è chiara quale sia la linea intrapresa dai vertici dell’azienda, e il motivo per cui «i patti stretti con l’accordo di maggio – dicono – non siano poi stati rispettati». Si parla di terziarizzazione della logistica e di internalizzazione di alcuni servizi, ipotesi che secondo i sindacati «non erano incluse nell’accordo di maggio».
Quello di ieri era solo l’inizio di un percorso che sarà lungo e probabilmente costellato di iniziative. Ad uno sciopero si potrebbe di nuovo ricorrere il 13 dicembre: «Se sarà necessario», dice la controparte di Unicoop Tirreno, cioè se da qui a quella data non si assiste ad un cambio di marcia.
Non solo: le rappresentanze sindacali stanno già valutando di manifestare a Roma, davanti alla sede della Lega Coop, che secondo Stacchini, Alessandro Gualtieri di Fisascat e Stefano Rosica di UilTucs, «non sta facendo nulla per sostenere i lavoratori Unicoop». Proprio la Lega delle Cooperative ha ricevuto dai sindacati che siedono al tavolo della vertenza Unicoop un invito esplicito a partecipare al percorso di riorganizzazione e di rilancio del colosso toscano. Ma per ora nessun cenno.
«Perché – si chiedono – Legacoop non è con noi? ». I sindacalisti chiedono Unicoop Tirreno «una guida certa e soprattutto meno confusa. Non è accettabile – dicono – che le notizie vengano date e poi smentite (il riferimento è al tira-e-molla sulle chiusure dei negozi in perdita, ndr), che si decida di esternalizzare dei reparti, che non sia stata ancora applicata la solidarietà per i 160 dipendenti di Vignale. Tutto rimane vago».
I sindacalisti sono pronti a lottare: ma i lavoratori? Ieri non c’erano o per lo meno molti di loro hanno fatto udire la loro assenza.
Il destino di Unicoop Tirreno non è ancora segnato e – secondo il sindacato – adesso è il momento di far sentire la propria voce.
Di fronte all’Ipercoop di Follonica si sono ritrovate le segreterie provinciali di Filmcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Uiltucs. «L’adesione allo sciopero che riguardava i dipendenti della rete dei negozi è stata all’incirca del 60% – dice Massimiliano Stacchini, segretario provinciale Filcams – È stata una manifestazione con adesioni a macchia di leopardo».
Tastando il polso ai sindacalisti emerge che «forse manca ancora – valutano – la percezione di quanto stia accadendo in seno alla cooperativa, del futuro che si prospetta e degli scenari che si potrebbero aprire».
La criticità maggiore è l’incertezza: al sindacato ancora non è chiara quale sia la linea intrapresa dai vertici dell’azienda, e il motivo per cui «i patti stretti con l’accordo di maggio – dicono – non siano poi stati rispettati». Si parla di terziarizzazione della logistica e di internalizzazione di alcuni servizi, ipotesi che secondo i sindacati «non erano incluse nell’accordo di maggio».
Quello di ieri era solo l’inizio di un percorso che sarà lungo e probabilmente costellato di iniziative. Ad uno sciopero si potrebbe di nuovo ricorrere il 13 dicembre: «Se sarà necessario», dice la controparte di Unicoop Tirreno, cioè se da qui a quella data non si assiste ad un cambio di marcia.
Non solo: le rappresentanze sindacali stanno già valutando di manifestare a Roma, davanti alla sede della Lega Coop, che secondo Stacchini, Alessandro Gualtieri di Fisascat e Stefano Rosica di UilTucs, «non sta facendo nulla per sostenere i lavoratori Unicoop». Proprio la Lega delle Cooperative ha ricevuto dai sindacati che siedono al tavolo della vertenza Unicoop un invito esplicito a partecipare al percorso di riorganizzazione e di rilancio del colosso toscano. Ma per ora nessun cenno.
«Perché – si chiedono – Legacoop non è con noi? ». I sindacalisti chiedono Unicoop Tirreno «una guida certa e soprattutto meno confusa. Non è accettabile – dicono – che le notizie vengano date e poi smentite (il riferimento è al tira-e-molla sulle chiusure dei negozi in perdita, ndr), che si decida di esternalizzare dei reparti, che non sia stata ancora applicata la solidarietà per i 160 dipendenti di Vignale. Tutto rimane vago».
I sindacalisti sono pronti a lottare: ma i lavoratori? Ieri non c’erano o per lo meno molti di loro hanno fatto udire la loro assenza.
Il destino di Unicoop Tirreno non è ancora segnato e – secondo il sindacato – adesso è il momento di far sentire la propria voce.
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