Il Tirreno

Grosseto

Progetti di filiera, le aziende si mobilitano

Le capofila invitano a fare rete per il 2017. Intanto Marras (Pd) sollecita Firenze sui ritardi del bando 2015

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GROSSETO. Si chiamano Progetti Integrati di Filiera (Pif) e mettono sul piatto dell’agricoltura risorse importanti. Alla fine di giugno la Regione Toscana ha emanato un nuovo bando che definisce come finalità prioritaria del Pif attività e investimenti capaci di individuare e superare le principali criticità presenti nella filiera, nonché la cooperazione tra tutti gli attori coinvolti, attraverso uno specifico “Accordo di Filiera” sottoscritto da tutti i partecipanti. Anche in Maremma – territorio vocato all’agricoltura di qualità – le imprese si attrezzano quindi per costruire progetti e reti con le quali ottenere i finanziamenti.

Latte. Latte Maremma è tra queste. L’azienda grossetana torna a investire sulla qualità della sua materia prima – il latte – e lo fa come capofila di un Progetto integrato di filiera, manifestando alla Regione il proprio interesse alla realizzazione di un piano di intervento per il miglioramento del processo produttivo dei foraggi e del benessere animale. L’obiettivo specifico, spiega il presidente del Consorzio produttori Latte Maremma, Fabrizio Tistarelli – «è migliorare ancor di più i due “ingredienti” del nostro latte: la qualità dei foraggi e il benessere animale» .

Gli obiettivi e le finalità di questo progetto saranno presentate in un incontro pubblico con le aziende che hanno già aderito, e con quelle che vogliono partecipare. L’appuntamento è domani alle 15,30 di nella sala riunioni del Consorzio produttori Latte Maremma in via Scansanese 150 a Grosseto.

Vino. In questo settore si fa avanti l’azienda Fattoria San Felo, a sua volta promotrice di un Pif. Il progetto intende supportare la filiera vitivinicola coinvolta nella produzione, trasformazione e commercializzazione del prodotto Dop attraverso l’introduzione di strumenti e processi di innovazione qualitativa. «L’idea è valorizzare il processo qualitativo in ogni fase di filiera, mettendo in atto strumenti e azioni volti al monitoraggio e gestione dell’intero percorso produttivo, prestando particolare attenzione agli elementi e alle variabili coinvolti in fase primaria, la base per il mantenimento e il miglioramento della qualità di prodotti Doc e Docg anche in fase di trasformazione».

Per illustrare il progetto, approfondirne i contenuti e per l’adesione allo stesso, Fattoria San Felo organizza domani alle 15 nella sede di località Pagliatelli (Magliano in Toscana) una riunione pubblica per tutti i soggetti interessati, siano essi eventuali partecipanti diretti o indiretti. Info: 0564 1836727.

L’appello. Mentre fervono le azioni per il bando 2017, tuttavia, le aziende devono ancora ricevere i finanziamenti previsti dal bando precedente. E il consigliere regionale Leonardo Marras, capogruppo del Pd, sollecita la Regione con un’interrogazione: «Al primo bando Pif, attivato nel 2015 – ricorda Marras – sono stati presentati ben 53 progetti pari a oltre 98 milioni di euro di contributo richiesto; ad oggi, i soggetti partecipanti e ammessi a finanziamento non hanno ancora ricevuto le definitive erogazioni da parte di Artea, organismo pagatore dei fondi, nonostante siano state espletate tutte le varie fasi di verifica».

Numeri importanti, che – dice Marras – devono imporre alla Regione «attenzione e rispetto dei tempi in tutte le fasi, soprattutto nell’erogazione dei finanziamenti». Marras vuole sapere «qual è lo stato dei pagamenti dei contributi in favore dei soggetti che hanno presentato i progetti ammessi al finanziamento»; chiede notizie precise sui ritardi di Artea e chiede «quali azioni si intendano intraprendere per ridurre i tempi delle verifiche richieste e per semplificare le procedure, anche con riferimento ai bandi delle annualità successive». Il capogruppo del Pd invoca «una semplificazione delle procedure di verifica adeguando il sistema in modo da evitare “tempi morti” e doppi passaggi. È nostro dovere dare risposte a chi dopo mesi dalla pubblicazione della graduatoria ancora non ha ricevuto l’intero contributo spettante – conclude Marras – se necessario anche rivedendo i procedimenti di Artea e investendo nell’aggiornamento degli strumenti. La provincia di Grosseto si è distinta per il numero elevato di progetti Pif ammessi a finanziamento, ben sette, che coinvolgono 200 aziende per circa 20 milioni di contributo; non possiamo permetterci di mettere in difficoltà le imprese proprio ora che stiamo incentivando la nascita del Distretto agroalimentare in Maremma e nella Toscana del sud».



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