Il Tirreno

Grosseto

I RICORDI DEi volontari  

La paura, gli abbracci I bambini e le madri portati in salvo

La paura, gli abbracci I bambini e le madri portati in salvo

ALBINIA. Albinia e le sue campagne furono invase dai volontari. Decine e decine di giovani e meno giovani che, ogni giorno, arrivavano e iniziavano a pulire, lavare, sgomberare e liberare le case dai...

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ALBINIA. Albinia e le sue campagne furono invase dai volontari. Decine e decine di giovani e meno giovani che, ogni giorno, arrivavano e iniziavano a pulire, lavare, sgomberare e liberare le case dai mobili.

Arrivavano e chiedevano cosa c’era da fare, lo facevano col sorriso e andavano via verso un’altra famiglia in difficoltà. Così è andato avanti per giorni. I volontari, quelli che poi tutti hanno imparato a chiamare angeli del fango erano persone comuni, studenti e componenti di associazioni come la Misericordia e molte altre associazioni che in quel periodo arrivarono in Maremma. Oggi, a distanza di 5 anni, Valentino Bisconti, nel 2012 referente per la protezione civile del raggruppamento grossetano e l’attuale governatore della Misericordia di Albinia, Giancarlo Crociani, riportano ciò che i volontari hanno loro raccontato a distanza di tempo. Testimonianze di storie vissute e che si sono impresse per sempre nella mente e negli animi di chi quei gesti li ha compiuti.

«Molti ragazzi hanno raccontato – dicono i due – che quando andavano nelle campagne a recuperare le persone con le barche, in molti si rifiutavano di salire se con loro non venivano caricati anche i loro cani». I salvataggi delle persone che si erano arrampicate in alto per sfuggire alla furia della piena sono stati momenti di commozione e di abbracci fra gli alluvionati e i soccorritori.

«Un abbraccio che – continuano Crociani e Bisconti – i volontari non scorderanno mai. Ci sono stati tanti attimi di paura, istanti in cui abbiamo creduto che non saremmo arrivati in tempo. Impossibile dimenticare quando siamo riusciti a portare in salvo una mamma con una bambina».

Don Antonio, che è stato accanto ai suoi parrocchiani, racconta di una popolazione ferita che ha saputo reagire con forza nonostante la disperazione. «Gli albiniesi sono diventati più forti. Ora, con la minaccia della pioggia, hanno più paura ma sono stati in grado di reagire. In quei giorni – continua il sacerdote – ho visto solidarietà anche fra chi solitamente non si parlava».

Tante le famiglie e le attività colpite. Nel forno di Patrizia Lombardelli la madre rischiò di morire affogata se non ci fosse stato il figlio a salvarla. La situazione non era migliore nella campagne. Una della zone più devastate fu al Guinzone. Qui Daniele Leandri viveva e vive con la famiglia. Nel momento dell’alluvione la figlia aveva pochi mesi. «Sono passati 5 anni ma è come se fosse ieri - dice - I ricordi sono scolpiti nella mente. Impossibile dimenticare. Sembrava che ogni sogno fosse stato spazzato via. Devo ringraziare mia figlia e mia moglie se oggi ho riacquistato la speranza e sono ritornati i sogni». (i.a.)

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