Il Tirreno

Grosseto

Ilva, sgombero e sigilli a una casa

di Paola Villani
Ilva, sgombero e sigilli a una casa

Follonica: la Municipale allontana due occupanti abusivi. Saranno sprangate porte e finestre

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FOLLONICA. L’Ilva dimenticata: la polizia municipale di Follonica sgombera una casa abbandonata dove si erano insediati due giovani stranieri.

C’è una parte della città fabbrica ancora in completo degrado, dove accade non di rado che trova terreno fertile anche chi vive di espedienti. Si tratta dell’area dietro il museo Magma, uno dei gioielli del sistema cultura cittadino. In quel punto ci sono delle abitazioni, due in tutto, una delle quali abbandonata dopo la morte dell’affittuario (le case sono di proprietà demaniale).

Quell’alloggio già nell’estate 2016 entrò prepotentemente nella cronaca cittadina per i continui incendi che scoppiavano al suo interno e nella zona verde antistante. Si verificò una serie di roghi che preoccupò l’amministrazione comunale tanto che, a seguito di un sopralluogo al quale partecipò anche il sindaco Andrea Benini, fu emessa un’ordinanza urgente per mettere in sicurezza l’intera area, pulendola dalle erbacce e dallo sporco.

Poi l’affittuario della casa è deceduto e gli accessi all’alloggio sono stati chiusi, proprio per far sì che non vi entrassero persone poco raccomandabili. Ma quei sigilli a poco sono serviti: due giorni fa infatti gli agenti della municipale, guidati dal comandante Luciano Bartoli, hanno scoperto che nello stesso appartamento vivevano, senza averne il titolo, appunto, due giovani extracomunitari.

I due abitavano in condizioni al limite dell’umano: gli agenti della polizia municipale follonichese hanno trovato una situazione incredibile da raccontare a parole: all’interno dell’alloggio c’erano una gran sporcizia e caos ovunque.

Lì c’è ancora il mobilio dell’ex inquilino che è stato usato dai due per sopravvivere, con almeno un tetto sopra la testa.

I due giovani stranieri sono stati denunciati e cacciati dall’appartamento: uno dei ragazzi non aveva neppure i documenti in regola per vivere in Italia.

Quello che è evidente, ed è sotto gli occhi di tutti, è che quella parte dell’Ilva, così come altre, ha la necessità urgente di essere riqualificata perché altrimenti casi simili potrebbero ripetersi. Incendi dolosi, abitazioni non in regola e giri “poco chiari” sono una costante per la città fabbrica, che invece potrebbe avere tutte le carte in regola per diventare il cuore pulsante della cultura cittadina: obiettivo a cui punta l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Benini.

Non bastano quindi le ristrutturazioni delle due fonderie oggi sala espositiva e teatro, del Forno di San Ferdinando attuale museo Magma, o dell’ex Officina Cilindri, l’Ilva ha bisogno di altri importanti investimenti.

Intanto la prossima settimana il Comune provvederà a sgombrare dagli arredi l’alloggio dove sono stati scoperti gli “inquilini” irregolari, così da renderlo meno allettante per chi cerca un tetto.

Poi verranno sigillate nuovamente porte e finestre.

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