Sicurezza
Ancora niente gazebo per i 7 vincitori del bando
di Elisabetta Giorgi
A ottobre l’esito della gara: da allora gli ammessi non hanno più saputo niente Ascom: «Siamo arrabbiatissimi. L’iter comunale doveva essere già concluso»
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GROSSETO. Passa il tempo, si accumulano i mesi e di gazebo neppure l’ombra. Che si tratti di lentezza esasperante del Comune o di scrupolo amministrativo delle pratiche svolte negli uffici, fatto sta che i nuovi dehor a Grosseto non ci sono ancora, e il mondo delle imprese soffre. Eppure il percorso amministrativo è segnato da tempo, il percorso lineare. C’è pure l’elenco degli ammessi al bando. E quindi?
Risale al 25 ottobre la data in cui il Comune ha reso noto chi tra i commercianti che ha partecipato al bando ha ottenuto in concessione spazi fuori dalle Mura dove sistemare i gazebo. Hanno fatto domanda 14 imprenditori: l’hanno ottenuta in 7. Ora siamo al 12 novembre: sono passati quasi 20 giorni e non si è visto nulla. Non è poco. Il tempo si accumula ancora, e se per chi è dentro la macchina burocratica appare come una prassi e una cosa normale, per chi vive la realtà produttiva sulla sua pelle è un problema.
Finora il meteo è stato clemente, ma non sarà così a lungo e le ripercussioni potrebbero essere dure sul lavoro. «Per ora non si è mosso niente – dice Stefano Franceschelli di Arcimboldo – Non abbiamo saputo nulla. Mancano ancora le firme ufficiali, forse. Non so come funziona. Di sicuro sono lenti, anzi, di più. Ora poi che fa freddo, il lavoro è calato parecchio. Abbiamo messo i “funghi” (pali termici, ndr) e ci siamo un po’ arrangiati, ma non potremo continuare a lungo con i clienti fuori al freddo. Spero in settimana nuova di avere qualche novità, che il Comune ci dica cosa dobbiamo fare».
Anche Alberto Corti, titolare della rosticceria di via della Pace, è un altro degli ammessi. «Ad oggi abbiamo avuto l’ok che abbiamo “vinto” il bando, ma di preciso cosa dobbiamo fare non si sa. Io vorrei realizzare una struttura per lavorare anche nei mesi invernali, far mangiare in tranquillità i clienti quando piove e dare lavoro ai miei dipendenti: 20 posti al chiuso danno lavoro a un dipendente che è qui da me da 20 anni». Letta al negativo, ne va del lavoro di un lavoratore con famiglia.
Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio, va giù duro. «Siamo arrabbiatissimi – attacca - perché l’istruttoria, le procedure e l’esito delle domande sul bando per i gazebo fuori delle mura dovevano essere già completati da un pezzo e ad oggi l’iter non è concluso. Gli uffici riferiscono che stanno lavorando e hanno dovuto chiedere altri documenti per rilasciare la concessione, ma questo non ci consola né tranquillizza perché il tempo trascorso è eccessivo e di mezzo ci sono le imprese e i loro dipendenti, i posti di lavoro da tutelare. Possono essere accampate tutte le motivazioni e giustificazioni possibili ma resta il fatto che le imprese ad oggi non possono esercitare appieno la loro attività. I gazebo non ci sono».
Risale al 25 ottobre la data in cui il Comune ha reso noto chi tra i commercianti che ha partecipato al bando ha ottenuto in concessione spazi fuori dalle Mura dove sistemare i gazebo. Hanno fatto domanda 14 imprenditori: l’hanno ottenuta in 7. Ora siamo al 12 novembre: sono passati quasi 20 giorni e non si è visto nulla. Non è poco. Il tempo si accumula ancora, e se per chi è dentro la macchina burocratica appare come una prassi e una cosa normale, per chi vive la realtà produttiva sulla sua pelle è un problema.
Finora il meteo è stato clemente, ma non sarà così a lungo e le ripercussioni potrebbero essere dure sul lavoro. «Per ora non si è mosso niente – dice Stefano Franceschelli di Arcimboldo – Non abbiamo saputo nulla. Mancano ancora le firme ufficiali, forse. Non so come funziona. Di sicuro sono lenti, anzi, di più. Ora poi che fa freddo, il lavoro è calato parecchio. Abbiamo messo i “funghi” (pali termici, ndr) e ci siamo un po’ arrangiati, ma non potremo continuare a lungo con i clienti fuori al freddo. Spero in settimana nuova di avere qualche novità, che il Comune ci dica cosa dobbiamo fare».
Anche Alberto Corti, titolare della rosticceria di via della Pace, è un altro degli ammessi. «Ad oggi abbiamo avuto l’ok che abbiamo “vinto” il bando, ma di preciso cosa dobbiamo fare non si sa. Io vorrei realizzare una struttura per lavorare anche nei mesi invernali, far mangiare in tranquillità i clienti quando piove e dare lavoro ai miei dipendenti: 20 posti al chiuso danno lavoro a un dipendente che è qui da me da 20 anni». Letta al negativo, ne va del lavoro di un lavoratore con famiglia.
Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio, va giù duro. «Siamo arrabbiatissimi – attacca - perché l’istruttoria, le procedure e l’esito delle domande sul bando per i gazebo fuori delle mura dovevano essere già completati da un pezzo e ad oggi l’iter non è concluso. Gli uffici riferiscono che stanno lavorando e hanno dovuto chiedere altri documenti per rilasciare la concessione, ma questo non ci consola né tranquillizza perché il tempo trascorso è eccessivo e di mezzo ci sono le imprese e i loro dipendenti, i posti di lavoro da tutelare. Possono essere accampate tutte le motivazioni e giustificazioni possibili ma resta il fatto che le imprese ad oggi non possono esercitare appieno la loro attività. I gazebo non ci sono».
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